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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02185/2026 del 20/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza territoriale relativo al procedimento originariamente iscritto al n. 21957/17 R.G.N.R. della Procura della Repubblica di Roma, con imputazioni per plurimi reati (tra cui falsi certificati medici, truffe alle assicurazioni, corruzione in atti giudiziari, falsita e falsa testimonianza) a carico, tra gli altri, di Ruocco Giacomo, Febbraro Giuseppe, Singh Pardeep, Singh (altro nome indicato nel capo), e Beneduce Filippo. Il GUP di Roma aveva radicato la competenza in Roma ex art. 11 c.p.p. per la presenza, tra gli imputati principali, di giudici di pace esercitanti funzioni nel distretto della Corte d'Appello di Napoli e aveva ritenuto che i reati piu gravi (associazione finalizzata a truffe e corruzione) attirassero la competenza anche per gli altri capi. Il GUP di Torre Annunziata, sollevando il conflitto, ha sostenuto la connessione teleologica fra i reati di falso (formazione di certificati medici ideologicamente falsi) e le truffe alle assicurazioni, dimostrata, a suo avviso, dalle intercettazioni e dagli atti, e ha quindi contestato l'inderogabile competenza del Tribunale di Torre Annunziata per i fatti commessi nel suo circondario.

La decisione

La Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di Roma. Ha ritenuto configurata la connessione teleologica ex art. 12 lett. c) c.p.p. tra i reati di falsificazione dei certificati medici e l'associazione finalizzata alle truffe assicurative, sulla base della prospettazione accusatoria e degli elementi allegati (intercettazioni, note di PG e ruoli operativi degli indagati). La Corte ha precisato che non è necessario l'identita degli autori tra reato mezzo e reato fine: è sufficiente che chi ha posto in essere il reato mezzo avesse presente la finalizzazione della propria condotta alla commissione o occultamento di altro reato. Pertanto, per effetto dell'art. 16 c.p.p., la competenza viene attratta presso il Tribunale di Roma e la declaratoria di incompetenza territoriale in favore di Torre Annunziata va respinta.

Norme richiamate

  • art. 11 cod. proc. pen.

    I procedimenti in cui è coinvolto un magistrato devono essere attribuiti al giudice competente per materia con sede nel capoluogo del distretto della Corte di Appello indicato dalla Tabella A; in concreto ha giustificato la radicazione della competenza in Roma per i giudici di pace che agivano nel distretto di Napoli.

  • art. 12 cod. proc. pen. lett. c

    La connessione teleologica si valuta sul vincolo oggettivo fra reati: non richiede l'identità degli autori dei reati collegati, ma che il reato mezzo sia finalisticamente diretto a eseguire o occultare gli altri reati; occorre verificare se l'autore del reato mezzo aveva presente tale finalizzazione.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Quando sussiste la connessione ai sensi dell'art. 12, la competenza per il reato piu grave attrae la competenza anche per gli altri reati connessi, determinando la sede competente (qui Roma).

  • art. 8 comma 1 cod. proc. pen.

    Norma sulla competenza territoriale ordinaria in base al luogo della commissione del reato; evocata dalla decisione resistita che riteneva competente Torre Annunziata per i reati commessi in quel territorio.

  • Legge n. 8 del 1992

    Modifica dell'art. 12 c.p.p. che ha eliminato il riferimento all'identità dell'autore dei reati connessi, orientando l'interpretazione verso un criterio oggettivo riferito ai reati e ampliando l'ambito di applicazione della connessione teleologica.

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale - Tabella A

    Rimando per individuare il capoluogo del distretto cui attribuire la competenza quando è coinvolto un magistrato, applicato nell'ambito dell'art. 11 c.p.p.

Massime di principio

  • Se tra gli imputati vi sono magistrati o giudici di pace la competenza può essere radicata nel Tribunale indicato dall'art. 11 c.p.p., in base alla Tabella A; va verificato il distretto in cui esercitavano le funzioni.
  • La connessione teleologica ex art. 12 lett. c) c.p.p. si giudica sul rapporto oggettivo fra reati: non è richiesta l'identità degli autori dei reati collegati ma un legame finalistico reale tra reato mezzo e reato fine.
  • Per ritenere la connessione è sufficiente che l'autore del reato mezzo abbia avuto presente che la sua condotta era finalizzata alla commissione o occultamento di un altro illecito; non è necessario che conoscesse tutti i dettagli della finalizzazione.
  • La prospettazione accusatoria e gli atti a supporto (intercettazioni, note di PG, ruoli operativi) hanno rilievo decisivo nella valutazione preliminare della connessione, salvo che l'accusa presenti errori macroscopici.
  • La determinazione della competenza incide sulla utilizzabilità delle prove (es. intercettazioni): un errato vaglio di competenza può determinare conseguenze processuali rilevanti, per cui è opportuno un approfondimento precoce.
  • Quando i reati piu gravi dell'imputazione configurano una fattispecie che attrae la competenza, per effetto dell'art. 16 c.p.p. la sede competente può estendersi a tutti i reati connessi; quindi mappare ruolo e finalità di ciascuna condotta è essenziale.
  • In presenza di accertamenti complessi (organizzazione stabile, ruoli distinti, scambio economico) la valutazione della connessione tende ad essere favorevole all'esame unitario in sede del tribunale competente per i reati principali.

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