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Sentenza

Sentenza n. 440/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza in forma semplificata del Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna, sede di Bologna n. 386/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202504536

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Revoca del nulla osta all’ingresso di un lavoratore straniero assunto come collaboratore familiare per carenza del requisito reddituale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (datore di lavoro)

Prevale il privato

La controversia

L’appellante ha contestato la sentenza del TAR Emilia-Romagna che aveva respinto il ricorso contro la revoca del nulla osta. In primo grado aveva dedotto la violazione dell’art. 3, comma 2, del regolamento di attuazione n. 334 del 18 ottobre 2004, degli artt. 7 e 8 della l. n. 241/1990, nonché il difetto di istruttoria e di motivazione. In appello ha censurato, in particolare, l’erronea valutazione della sua posizione da parte dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, che avrebbe considerato il richiedente esclusivamente quale titolare di impresa, senza distinguere la domanda relativa all’assunzione del lavoratore domestico, presentata a titolo personale per esigenze familiari. Ha sostenuto che, ai fini del requisito reddituale, dovesse essere computato anche il reddito della moglie convivente e che il reddito complessivo del nucleo familiare fosse sufficiente.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e riformato la sentenza di primo grado. Ha circoscritto l’esame alla revoca del nulla osta relativo al lavoratore assunto come collaboratore familiare, escludendo le diverse istanze presentate per i lavoratori destinati alla ditta individuale. Richiamando la circolare ministeriale del 27 ottobre 2023, il Collegio ha ritenuto che, quando il nucleo familiare del datore di lavoro è composto da più familiari conviventi, ai fini del requisito reddituale debba essere computato anche il reddito del coniuge. Nel caso concreto, il rapporto riguardava un collaboratore familiare assunto a tempo indeterminato, con orario parziale e retribuzione conforme al CCNL e comunque non inferiore all’assegno sociale. Il reddito del richiedente, ridotto dalle perdite d’impresa, ammontava a 19.103 euro, mentre quello della moglie era pari a 25.980 euro; il reddito complessivo risultava quindi superiore alla soglia prevista per il nucleo familiare composto da più conviventi. La revoca, fondata sul parere negativo dell’Ispettorato che aveva valutato la posizione come riferita all’attività imprenditoriale e non all’assunzione domestica, è stata ritenuta viziata per difetto di istruttoria e di motivazione. Sono stati annullati gli atti impugnati in primo grado. Le spese del doppio grado sono state compensate.

Norme richiamate

  • d.l. n. 20/2023, convertito in l. n. 50/2023

    Disciplina richiamata per la procedura del decreto flussi 2024 e per le istanze di nulla osta all’ingresso di lavoratori stranieri.

  • art. 30-bis, comma 8, d.P.R. n. 394/1999

    Richiamato nel parere dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro quale fondamento della verifica della congruità del reddito del datore di lavoro rispetto agli obblighi retributivi e contributivi.

  • art. 3, comma 2, regolamento di attuazione n. 334 del 18 ottobre 2004

    Norma dedotta in primo grado come parametro di legittimità della revoca del nulla osta.

  • artt. 7 e 8 l. n. 241/1990

    Norme dedotte in primo grado in materia di partecipazione procedimentale.

  • Circolare ministeriale 27 ottobre 2023

    "un reddito imponibile di Euro 20.000 se il nucleo familiare è composto da una sola persona, o di Euro 27.000 nel caso in cui la famiglia anagrafica del datore di lavoro sia composta da più familiari conviventi"

    Ai fini del requisito reddituale per l’assunzione di un collaboratore familiare, nel caso di nucleo composto da più familiari conviventi deve essere computato anche il reddito del coniuge.

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato per l’accoglimento dell’istanza cautelare proposta in appello.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Richiamato per disporre l’oscuramento delle generalità del cittadino straniero.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all’art. 52 d.lgs. n. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nella verifica del requisito reddituale per l’assunzione di un collaboratore familiare, quando il datore di lavoro appartiene a un nucleo familiare composto da più familiari conviventi, deve essere computato anche il reddito del coniuge, secondo la soglia prevista dalla disciplina amministrativa applicabile.
  • L’amministrazione deve distinguere la richiesta di nulla osta presentata dal titolare di un’impresa per l’assunzione di dipendenti nell’attività imprenditoriale dalla distinta richiesta presentata personalmente per l’assunzione di un collaboratore familiare; la valutazione reddituale deve riferirsi alla specifica tipologia di rapporto oggetto della domanda.
  • È viziato per difetto di istruttoria e di motivazione il provvedimento di revoca del nulla osta fondato su una valutazione reddituale riferita a una diversa qualità del richiedente o a una diversa finalità occupazionale rispetto a quella effettivamente dichiarata nella domanda.
  • Nel procedimento di rilascio o revoca del nulla osta, la verifica della congruità reddituale deve considerare il rapporto di lavoro concretamente previsto, inclusi durata, orario, retribuzione applicabile e composizione del nucleo familiare del datore di lavoro.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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