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Sentenza

Sentenza n. 1592/2026 - Catania, Sezione 3

per l'annullamento 1) dell'autorizzazione n. 834 del 5.08.2025 rilasciata dall'Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana in favore della Ditta Vittorioso Carmela per l'occupazione di una parte di area demaniale marittima dall’1.08.2025 al 30.10.2025, sita al foglio 2 part. 353 del Demanio, nel Comune di Marzamemi (Pachino); 2) nonché di ogni atto istruttorio preparatorio ed antecedente presupposto richiamato nella conferenza di servizi, ivi compresa la nota prot. 55127 del 31.07.2025; 3) ove occorra, delle note del Comune di Pachino del 9.07.2025 e del 16.07.2025; 4) di ogni altro atto presupposto o conseguenziale, allo stato non conosciuto.

Giustizia amministrativa202501776

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: autorizzazione all’occupazione temporanea di un’area demaniale marittima per il posizionamento di una giostra e giochi per bambini, nonché gli atti istruttori e la determinazione conclusiva della conferenza di servizi

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’autorizzazione regionale all’occupazione, per novanta giorni, di una porzione di area demaniale prospiciente la propria abitazione. Ha dedotto, in particolare, violazione e falsa applicazione dell’art. 36 del Codice della navigazione, carenza di istruttoria e motivazione, travisamento dei fatti, contraddittorietà e violazione delle garanzie partecipative; lesione del diritto di proprietà e violazione dell’art. 832 c.c. e dell’art. 42 Cost., per la compromissione del godimento e dell’accesso all’immobile; violazione dell’art. 844 c.c. per le immissioni sonore, luminose e vibrazionali; violazione degli artt. 7, 9 e 14, comma 5, l. 241/1990. Il ricorrente ha sostenuto che l’Amministrazione non avesse adeguatamente considerato la propria opposizione, l’esistenza dell’accesso contrassegnato dal civico 18 e il pregiudizio derivante dal posizionamento della giostra a ridosso dell’abitazione. L’Amministrazione ha eccepito la sopravvenuta carenza di interesse, poiché l’autorizzazione aveva cessato i propri effetti il 20 settembre 2025, e nel merito ha sostenuto che il procedimento fosse disciplinato dalla normativa regionale sulle autorizzazioni brevi, che le osservazioni del ricorrente fossero state acquisite e che fosse rimasto libero un corridoio di accesso di cinque metri. La controinteressata ha eccepito anche l’inammissibilità per notificazione incompleta del ricorso e l’improcedibilità per cessazione degli effetti dell’autorizzazione.

La decisione

Il TAR ha respinto l’eccezione di inammissibilità fondata sull’art. 40 c.p.a., accertando che il ricorso era stato notificato integralmente. Ha invece qualificato come improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse l’eccezione relativa alla cessazione degli effetti dell’autorizzazione, poiché l’atto era divenuto inefficace prima dell’udienza. Tuttavia, poiché il ricorrente aveva tempestivamente dichiarato di conservare interesse ai fini risarcitori, il Collegio ha applicato l’art. 34, comma 3, c.p.a. e ha esaminato il merito ai soli fini dell’accertamento dell’illegittimità. Ha ritenuto non fondate le censure relative all’applicazione dell’art. 36 del Codice della navigazione e alla partecipazione procedimentale: il procedimento rientrava nella disciplina regionale delle autorizzazioni brevi, prevista dal D.A. 351/Gab/2019, come modificato dal D.A. 86/Gab/2021, e l’Amministrazione aveva acquisito l’opposizione del ricorrente, richiesto integrazioni progettuali e informato le amministrazioni partecipanti alla conferenza di servizi. La disciplina regionale applicabile non imponeva, inoltre, la comunicazione della conferenza ai terzi incisi né consentiva necessariamente il loro intervento, essendo la partecipazione prevista per i richiedenti. Ha invece ritenuto fondate le censure sostanziali relative alla mancata comparazione degli interessi e alla sproporzionata compressione del diritto di proprietà. Sebbene fosse stato lasciato un corridoio di cinque metri davanti all’ingresso e la giostra fosse arretrata di due metri dal confine, l’autorizzazione e gli atti richiamati non spiegavano perché l’interesse pubblico all’installazione dovesse prevalere sull’interesse del proprietario confinante. Il posizionamento a soli due metri dall’abitazione, in un contesto caratterizzato da intenso afflusso turistico, comportava inoltre immissioni sonore, luminose e vibrazionali eccedenti la normale tollerabilità, senza adeguate prescrizioni mitigatrici. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile quanto alla domanda di annullamento, ma accolto quanto all’accertamento dell’illegittimità degli atti a fini risarcitori. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 3, c.p.a.

    Quando, nel corso del giudizio, l'annullamento del provvedimento impugnato non risulta più utile per il ricorrente, il giudice accerta l'illegittimità dell'atto se sussiste l'interesse ai fini risarcitori.

    È sufficiente una dichiarazione tempestiva di interesse ai fini risarcitori per consentire al giudice di accertare l’illegittimità dell’atto, anche se la domanda risarcitoria non è stata ancora proposta né sono stati specificati i relativi presupposti.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La domanda di annullamento è improcedibile quando, per la cessazione degli effetti dell’atto, l’annullamento non è più utile al ricorrente.

  • art. 34, comma 2, c.p.a.

    In nessun caso il giudice può pronunciare con riferimento a poteri amministrativi non ancora esercitati.

    L’interesse a evitare la futura reiterazione di un comportamento amministrativo non consente al giudice di pronunciarsi su poteri amministrativi eventuali e non ancora esercitati.

  • art. 40 c.p.a.

    Non sussiste violazione dei requisiti del ricorso quando l’atto introduttivo sia stato notificato nella sua versione completa, anche se la controparte deduce l’assenza di alcune pagine.

  • art. 36 Codice della navigazione

    La disciplina delle concessioni di beni demaniali non si applica alle autorizzazioni regionali di breve durata disciplinate dalla normativa regionale speciale.

  • art. 24, comma 1, lett. b), L.R. Sicilia n. 1/2019

    Il rilascio delle autorizzazioni brevi per l’occupazione demaniale deve avvenire compatibilmente con le esigenze del pubblico uso e richiede la considerazione degli interessi privati incisi.

  • D.A. Sicilia n. 351/Gab del 7.10.2019, come modificato dal D.A. n. 86/Gab del 31.05.2021

    La disciplina speciale delle autorizzazioni brevi prevede conferenza di servizi decisoria semplificata, acquisizione dei pareri e nulla osta necessari e regole partecipative riferite ai richiedenti.

  • art. 18, comma 5, L.R. Sicilia n. 7/2019

    La determinazione conclusiva della conferenza può recepire condizioni e prescrizioni delle amministrazioni partecipanti quando non richiedano modifiche sostanziali alla decisione.

  • art. 832 c.c.

    La pubblica amministrazione, nell’autorizzare l’occupazione di area demaniale prossima a un immobile privato, deve evitare una compressione sproporzionata del godimento della proprietà.

  • art. 844 c.c.

    Le immissioni derivanti da un’installazione autorizzata devono essere valutate anche nel procedimento amministrativo quando incidono concretamente sul godimento dell’immobile confinante.

  • art. 73 c.p.a.

    La dichiarazione di interesse all’accertamento dell’illegittimità a fini risarcitori deve essere resa nelle forme e nei termini processuali previsti per le memorie e le dichiarazioni in vista della decisione.

Massime di principio

  • Quando l’atto impugnato ha cessato di produrre effetti e l’annullamento non è più utile, la domanda demolitoria deve essere dichiarata improcedibile; tuttavia, una dichiarazione tempestiva di interesse ai fini risarcitori è sufficiente per imporre al giudice l’accertamento dell’illegittimità dell’atto ai sensi dell’art. 34, comma 3, c.p.a., senza necessità di avere già proposto la domanda risarcitoria o di averne specificato i presupposti.
  • Il giudice amministrativo non può pronunciarsi sulla legittimità di poteri amministrativi meramente eventuali e futuri; l’interesse a prevenire una possibile reiterazione dell’atto non mantiene, da solo, l’interesse alla decisione sulla domanda di annullamento.
  • Nelle procedure regionali speciali per autorizzazioni demaniali di breve durata, la disciplina applicabile è quella speciale prevista dalla normativa regionale e dai relativi decreti attuativi, non quella sulle concessioni di beni demaniali di cui all’art. 36 del Codice della navigazione, quando l’atto non attribuisca una concessione ma autorizzi un’occupazione temporanea.
  • Anche quando il procedimento sia stato formalmente istruito mediante conferenza di servizi e siano stati acquisiti pareri favorevoli, l’amministrazione deve esplicitare la comparazione tra l’interesse pubblico all’occupazione e gli interessi privati concretamente incisi, soprattutto quando l’installazione sia collocata a ridosso di un’abitazione privata.
  • Il mantenimento di un passaggio fisico non esclude, di per sé, la lesione del diritto di proprietà: un’occupazione autorizzata a distanza minima dall’abitazione può comprimere sproporzionatamente il godimento dell’immobile attraverso rumori, vibrazioni e illuminazione eccedenti la normale tollerabilità, se l’autorizzazione non contiene adeguate prescrizioni mitigatrici.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeConferenza di serviziPartecipazione al procedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezzaSopravvenuta carenza di interesse

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