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Sentenza

Sentenza n. 389/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501522

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata tempestiva esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Cremona che riconosceva il diritto alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docenti precarie)

Prevale il privato

La controversia

Le ricorrenti hanno proposto ricorso per l’ottemperanza, ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a., alla sentenza del Tribunale di Cremona, sezione lavoro, che aveva accertato il loro diritto a usufruire, per gli anni scolastici dal 2018/2019 al 2022/2023, del beneficio economico annuale di euro 500,00 mediante la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti, condannando il Ministero ad assegnare la Carta o uno strumento equipollente e ad accreditare gli importi dovuti, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria. Nel corso del giudizio il Ministero ha dato esecuzione alla sentenza. Le ricorrenti hanno quindi chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna alle spese in ragione del ritardo nell’adempimento.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere perché la pretesa delle ricorrenti è stata integralmente soddisfatta in sede amministrativa, con conseguente venir meno della posizione di contrasto tra le parti e dell’interesse a una pronuncia sull’oggetto dell’ottemperanza ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Le spese sono state regolate secondo il principio della soccombenza virtuale: l’adempimento tardivo è stato ritenuto confermativo della fondatezza della pretesa azionata. Il Ministero è stato condannato a rimborsare euro 500,00, oltre oneri e accessori, per parte delle spese di lite, con distrazione in favore dei difensori antistatari; la restante parte è stata compensata, tenuto conto dell’intervallo temporale tra la sentenza del giudice del lavoro, la richiesta di pagamento, la notificazione del ricorso per ottemperanza e l’effettivo pagamento.

Norme richiamate

  • artt. 112 e seguenti c.p.a.

    Disciplinano il giudizio di ottemperanza alle sentenze e agli altri provvedimenti esecutivi.

  • art. 114 c.p.a.

    Richiamato quale disposizione processuale applicabile al giudizio di ottemperanza.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La piena soddisfazione della pretesa in corso di giudizio e il venir meno della posizione di contrasto determinano la cessazione della materia del contendere.

  • art. 1, commi 121 e seguenti, l. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio economico annuale della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di ottemperanza, l’amministrazione esegue integralmente il comando contenuto nel titolo esecutivo, viene meno la posizione di contrasto tra le parti e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • L’adempimento tardivo dell’amministrazione, intervenuto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, giustifica la regolazione delle spese secondo il principio della soccombenza virtuale, poiché l’esecuzione conferma la fondatezza della pretesa azionata.
  • Nella valutazione della soccombenza virtuale assume rilievo l’intervallo temporale tra la formazione del titolo esecutivo, la richiesta di adempimento, la notificazione del ricorso per ottemperanza e l’effettiva esecuzione da parte dell’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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