Sentenza n. 537/2026 - L'aquila, Sezione 1
per l’ottemperanza da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito a Sentenza del Tribunale, Giudice del Lavoro, avente ad oggetto Bonus Carta del Docente, Sentenza n.8/2024 del Tribunale di Teramo – RG 1535/2023, notificata come per legge in data 11/01/2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione, al momento della proposizione del ricorso, della sentenza del giudice del lavoro che aveva riconosciuto la Carta del docente per due annualità, per complessivi 1.000 euro
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Teramo, quale giudice del lavoro, che aveva riconosciuto il suo diritto all'attribuzione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente relativamente a due annualità, condannando il Ministero all'assegnazione della provvidenza per complessivi 1.000 euro. Il Ministero si è costituito e, nel corso del giudizio, ha depositato documentazione attestante l'avvenuto adempimento. La ricorrente ha confermato di aver ricevuto la provvidenza nel febbraio 2026, dopo la proposizione del ricorso, chiedendo tuttavia la condanna del Ministero alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale. Il giudice ha verificato il passaggio in giudicato della sentenza da eseguire e il perfezionamento della notificazione della stessa all'amministrazione, con il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per la procedibilità dell'azione esecutiva.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere perché la pretesa della ricorrente è stata integralmente soddisfatta durante il giudizio. Ai soli fini della regolazione delle spese, ha esaminato virtualmente il merito e ha ritenuto fondato il ricorso, poiché l'esatta esecuzione sopravvenuta della sentenza dimostrava la fondatezza della domanda di ottemperanza. Ha inoltre ritenuto sussistenti i presupposti dell'azione esecutiva: il passaggio in giudicato della sentenza da eseguire e il perfezionamento della notificazione all'amministrazione, seguito dal decorso del termine dilatorio di 120 giorni. Il Ministero è stato condannato a rifondere le spese di giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
La disposizione costituisce il fondamento dell'azione di ottemperanza per l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario.
art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
La procedibilità dell'azione esecutiva nei confronti dell'amministrazione richiede la notificazione del titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale soddisfazione della pretesa durante il processo comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
- Quando l'adempimento sopravviene dopo la proposizione del ricorso, il giudice può esaminare virtualmente la fondatezza della domanda ai soli fini della regolazione delle spese di lite.
- L'azione di ottemperanza per l'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario nei confronti di una pubblica amministrazione presuppone il passaggio in giudicato del titolo e, ai fini della procedibilità esecutiva, la notificazione del titolo all'amministrazione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni.
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