Cassazione Penale, Sentenza n. 32263/2024 del 08/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione proposto dal Procuratore Generale avverso la decisione del Tribunale di Perugia che aveva disposto "non doversi procedere" nei confronti di Laura Buono, imputata per omissione di comunicazione delle variazioni patrimoniali rilevanti ai fini del reddito di cittadinanza (art. 7 dl. 4/2019 conv. L. 28.3.2019 n.26). Il Tribunale aveva escluso il reato ritenendo che la norma fosse stata abrogata dalla successiva disciplina (cd. reddito di inclusione) e quindi il fatto non previsto come reato. Il Procuratore Generale ha censurato la decisione per violazione di legge, richiamando la disposizione transitoria del dl. 48/2023 (art. 13) che stabilisce che, per i fatti commessi fino al 31.12.2023, continuano ad applicarsi le disposizioni dell'art. 7 del dl. 4/2019.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che, nonostante l'abrogazione prospettata della normativa sul reddito di cittadinanza con effetto dall'01/01/2024, le disposizioni penali dell'art. 7 dl. 4/2019 continuano ad applicarsi ai fatti commessi fino al 31.12.2023 in virtù delle previsioni transitorie del dl. 48/2023 e della previsione di rinvio contenuta nella legge di abrogazione stessa. Pertanto la sentenza del Tribunale di Perugia è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'Appello di Perugia; si è applicata la giurisprudenza che ammette la deroga al principio della "lex mitior" quando la legge dispone esplicitamente la conservazione delle sanzioni per i fatti anteriori al termine indicato.
Norme richiamate
art. 7 dl. 28 gennaio 2019 n.4, conv. con modificazioni dalla L. 28.3.2019 n.26
Norma che prevedeva la fattispecie penale per l'omessa comunicazione di variazioni patrimoniali rilevanti ai fini del reddito di cittadinanza; la Corte ha ritenuto che tale norma resti applicabile ai fatti commessi fino al 31.12.2023 in base alle disposizioni transitorie successive
dl. 4 maggio 2023 n.48, conv. con modificazioni dalla L. 3.7.2023 n.85 (art.13 comma 3)
"al beneficio di cui all'articolo 1 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 7 del medesimo decreto-legge, vigenti alla data in cui il beneficio è stato concesso, per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023"
Disposizione transitoria che salva l'applicazione dell'art. 7 per i fatti anteriori al 31.12.2023, impedendo che l'entrata in vigore del nuovo regime estingua i profili di rilevanza penale delle violazioni commesse fino a quella data
L. 29 dicembre 2022 n.197 (art.1 comma 318)
Previsione normativa che dispone l'abrogazione dell'originaria disciplina del reddito di cittadinanza a decorrere dall'01/01/2024; la Corte ha precisato che l'abrogazione non impedisce l'applicazione delle sanzioni penali per i fatti commessi fino al termine indicato
art. 8 dl. 48/2023
Norma che introduce il nuovo reato/disciplinare relativo agli analoghi benefici futuri (reddito di inclusione); la sua introduzione non ostacola l'applicazione, in via transitoria, della disciplina penale precedente per i fatti anteriori al termine di efficacia
art. 2 comma 2 codice penale
Principio della "lex mitior" (applicazione retroattiva della norma penale più favorevole); la Corte rileva che una disposizione transitoria espressa può derogare a tale principio legittimamente, mantenendo l'applicazione della norma previgente per fatti anteriori
art. 569 comma 4 codice di procedura penale
Norma procedurale relativa agli effetti dell'impugnazione "per saltum" e alle conseguenze in caso di annullamento con rinvio: la Corte ha disposto l'annullamento con rinvio alla Corte d'Appello di Perugia ai sensi di tale previsione
Sez. 3, Sentenza n. 7541 del 24/01/2024 (Picciano)
Giurisprudenza della Corte di cassazione richiamata a supporto dell'interpretazione secondo cui la deroga transitoria alla lex mitior non presenta profili di irragionevolezza e consente la conservazione della tutela penale per le violazioni relative al reddito di cittadinanza sino al termine previsto
Massime di principio
- Se una norma penale viene abrogata ma la legge che introduce la nuova disciplina contiene una clausola transitoria che salva l'applicazione della norma previgente per fatti commessi entro una certa data, i fatti commessi entro quella data devono essere giudicati secondo la norma abrogata.
- Una disposizione transitoria espressa può derogare al principio della "lex mitior": la retroattività della legge penale più favorevole non opera se il legislatore ha chiaramente previsto la conservazione delle sanzioni per fatti anteriori al termine stabilito.
- Nel valutare la punibilità di condotte connesse a benefici economici (es. reddito di cittadinanza), è fondamentale considerare la data di commissione del fatto rispetto alle scadenze temporali previste dalle disposizioni transitorie delle leggi sostituive.
- In caso di annullamento in cassazione per violazione di legge dovuta a errata valutazione della portata di norme transitorie, il procedimento viene frequentemente rinviato per nuovo giudizio alla corte territoriale competente affinché applichi correttamente la normativa richiamata.
- Quando intervengono nuove fattispecie incriminatrici previste da leggi successive (es. reddito di inclusione), queste regolano i fatti futuri; non automaticamente invalidano la responsabilità per fatti già compiuti se il legislatore ha previsto clausole di salvezza.
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