Cassazione Penale, Sentenza n. 21434/2023 del 18/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del tribunale del riesame che aveva confermato il decreto del GIP disponente il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per euro 193.333,46 a carico della società Stradedile srl e, in mancanza, di Roberto Bellini e Luigi Brignoli. Le censure contestavano: nullità per difetto di motivazione del decreto e dell'ordinanza (art. 125 c.3 c.p.p. in rapporto all'art.321 c.p.p.), omissione di valutazione autonoma delle risultanze probatorie e dei motivi di gravame (fumus e periculum), scarsa motivazione sul periculum in mora e sugli effetti del vincolo apposto sulla pensione del ricorrente; richiesta di applicazione dei principi affermati dalle Sezioni Unite (casi "Ellade" e "Cinaglia").
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifestainfondatezza delle censure. Ha ritenuto che l'ordinanza del Tribunale del riesame contenesse una motivazione sufficiente, richiamando elementi probatori concreti valorizzati dal GIP: incongruenza tra mezzi e personale dichiarati e quelli richiesti dal capitolato (3 mezzi vs 27; 3 dipendenti vs 15), assenza di base operativa entro 20 km, falsificazione delle ricevute della cauzione e contenuti 'confessori' nelle intercettazioni. Sul punto del periculum la Corte ha richiamato l'interpretazione delle Sezioni Unite secondo cui, per il sequestro finalizzato a confisca obbligatoria (art. 640-quater richiamante art. 322-ter), il comma 2-bis dell'art.321 c.p.p. alleggerisce l'onere motivazionale sul periculum. Quanto all'allegata lesione della pensione, la Corte ha richiamato il principio che i limiti di impignorabilità (art. 545 c.p.c.) si applicano anche nella fase cautelare ma che incombe sul ricorrente l'onere di allegare e dimostrare che le somme sequestrate siano accertatamente di natura pensionistica e non confuse nel patrimonio; inoltre se le somme sono già confluite nel patrimonio mobiliare la protezione può venire meno. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende. Ricorso dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 125 c.3 cod. proc. pen.
Richiamato dalla difesa come base di censura per presunta nullità del provvedimento; la Corte valuta la questione nel quadro dei requisiti di motivazione richiesti.
art. 321 cod. proc. pen. (comma 2 e 2-bis)
Principale norma sulla motivazione dei provvedimenti cautelari reali. Le Sezioni Unite (richiamate) hanno chiarito che, per il sequestro finalizzato alla confisca obbligatoria (comma 2-bis), non è richiesto lo stesso onere motivazionale sul periculum previsto per altre ipotesi; pertanto l'esame del fumus può essere sufficiente in concreto.
art. 292 c.2 cod. proc. pen.
Norma che impone al giudice che decide inaudita altera parte di valutare autonomamente gli atti di indagine; la Corte precisa che tale obbligo non si estende all'ordinanza del tribunale del riesame.
art. 240 cod. pen.
Norma sulla confisca; richiamata nel contesto della giurisprudenza delle Sezioni Unite che regola i sequestri finalizzati alla confisca obbligatoria.
art. 640 cod. pen.
Articolo del codice penale relativo al reato di truffa; indicato quale delitto di cui è stato ritenuto il fumus a carico degli indagati.
art. 356 cod. pen.
Articolo richiamato negli atti di indagine come parte delle accuse mosse agli indagati (fatti collegati alle false attestazioni).
art. 640-quater cod. pen. e art. 322-ter cod. pen.
Richiamati in relazione alla confisca obbligatoria per specifiche fattispecie: la Corte segnala che tale disciplina rende particolare il regime del sequestro finalizzato alla confisca obbligatoria.
art. 545 cod. proc. civ.
Stabilisce i limiti di impignorabilità di stipendi, salari e pensioni; la Corte richiama la giurisprudenza di legittimità (Sez. U, Cinaglia) che applica tali limiti anche al sequestro finalizzato alla confisca, ma pone l'onere probatorio sul ricorrente circa la natura dei crediti sequestrati e osserva che, se le somme sono già confuse nel patrimonio, il divieto può non operare.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali è ammissibile solo per violazione di legge o vizi motivazionali radicali: la censura deve essere specifica e non generica; non è sufficiente rinviare senza esporre il contenuto delle censure.
- Per i sequestri preventivi finalizzati alla confisca obbligatoria (art. 640-quater/322-ter), in base al comma 2-bis dell'art. 321 c.p.p., l'onere motivazionale sul periculum è attenuato: il fumus può essere sufficiente se adeguatamente documentato.
- Il tribunale del riesame non è tenuto a ripetere ex novo una valutazione probatoria 'inaudita altera parte' riservata al giudice che ha adottato la misura; l'autonomia valutativa richiesta ha limiti diversi a seconda del tipo di provvedimento.
- Se si contesta che il sequestro ha colpito somme impignorabili (pensioni), il soggetto interessato deve allegare e provare la natura pensionistica e l'ammontare specifico delle somme sequestrate; in mancanza, il limite di impignorabilità potrebbe risultare inapplicabile, specie se le somme sono confuse nel patrimonio.
- Per giustificare un sequestro finalizzato alla confisca per equivalente sono sufficienti indizi concreti e gravi (es. discrepanze tra mezzi e personale dichiarati e quelli richiesti, falsificazione di documenti, contenuti confessorii nelle intercettazioni) purché la motivazione indichi tali elementi in modo comprensibile.
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