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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20673/2023 del 17/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

La controversia nasce da giudizi di opposizione alla stima provvisoria dell’indennità di espropriazione e di occupazione temporanea relativi a terreni siti nel Comune dell’Aquila, individuati per la realizzazione di moduli abitativi ed opere connesse dopo il sisma del 6 aprile 2009. La Corte d’appello ha ritenuto che, in base alla disciplina emergenziale dettata dal D.L. n. 39/2009, l’indennità dovesse essere calcolata tenendo conto delle destinazioni urbanistiche esistenti alla data del sisma, e non alla data del decreto di esproprio, determinando le indennità e dichiarando il difetto di legittimazione passiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri. I proprietari hanno proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 32, comma 1, e 37, comma 3, del DPR n. 327/2001 e dell’art. 2, commi 6 e 8, del D.L. n. 39/2009, sostenendo che il criterio della data del sisma varrebbe solo per la fase amministrativa e non anche per quella giudiziale, e che comunque non potrebbe derogare alla regola generale di stima del bene alla data del decreto di esproprio. Hanno inoltre dedotto un’asserita disparità di trattamento rispetto alle occupazioni senza valido titolo ablatorio e richiamato profili di possibile contrasto costituzionale e convenzionale della disciplina speciale.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato l’unico motivo di ricorso. Ha affermato che la norma emergenziale ha natura speciale e, per il suo tenore letterale e la sua ratio, impone di riferire la valutazione dell’immobile alla data del sisma del 6 aprile 2009 anche nella determinazione giudiziale dell’indennità, deroga ammissibile rispetto all’art. 32 DPR n. 327/2001. Ha escluso che vi sia incoerenza con il sistema delle espropriazioni, osservando che la localizzazione delle aree in deroga comporta un vincolo espropriativo e che la retrodatazione serve a neutralizzare aumenti di valore causati dall’evento catastrofico e dalla successiva destinazione pubblica delle aree. Ha inoltre respinto le censure fondate sul raffronto con l’acquisizione sanante e ha ritenuto non fondati i dubbi di costituzionalità e di compatibilità convenzionale. Il ricorso è stato quindi rigettato; le spese del giudizio di legittimità sono state integralmente compensate per la novità della questione.

Norme richiamate

  • art. 32, comma 1, DPR n. 327/2001

    La regola generale di stima dell’indennità resta quella del momento dell’accordo di cessione o del decreto di esproprio, ma può essere derogata da una disciplina speciale espressa e coerente con la stessa ratio di neutralizzazione dei vincoli espropriativi e delle variazioni di valore non rilevanti.

  • art. 37, comma 3, DPR n. 327/2001

    Richiamato dai ricorrenti come parametro generale di determinazione dell’indennità, non è stato ritenuto prevalente rispetto alla disciplina speciale emergenziale.

  • art. 2, commi 6 e 8, D.L. n. 39/2009 convertito in L. n. 77/2009

    Il comma 6 impone, per le occupazioni d’urgenza e le espropriazioni funzionali agli interventi post-sisma, di determinare l’indennità tenendo conto delle destinazioni urbanistiche antecedenti al 6 aprile 2009; il comma 8 è stato ritenuto non idoneo a escludere tale criterio per le fattispecie con provvedimento di localizzazione e successivo titolo ablatorio.

  • art. 1 Protocollo addizionale CEDU

    La retrodatazione del criterio di stima non viola il principio convenzionale, poiché l’indennizzo resta ragionevolmente correlato al valore del bene e la neutralizzazione delle variazioni dipendenti dal sisma è giustificata dall’interesse generale.

  • art. 42 Cost.

    L’indennità di esproprio deve costituire un serio ristoro e non essere meramente simbolica; la disciplina speciale non è stata ritenuta lesiva di tale parametro.

  • art. 117 Cost.

    Non sussiste contrasto con gli obblighi convenzionali richiamati, in particolare con l’art. 1 del Protocollo addizionale CEDU.

Massime di principio

  • Nelle espropriazioni disposte in base a una disciplina emergenziale speciale, il momento di valutazione del bene può essere retrodatato alla data dell’evento calamitoso quando la legge lo preveda espressamente e la deroga sia coerente con la finalità di evitare plusvalenze generate dallo stesso evento e dalla successiva localizzazione dell’opera pubblica.
  • Il criterio speciale di determinazione dell’indennità non vale soltanto nella fase amministrativa, ma deve orientare anche la successiva sede contenziosa, poiché la valutazione giudiziale dell’indennità non può essere disallineata rispetto al parametro legale applicabile alla fattispecie.
  • La localizzazione in deroga che produca effetto di vincolo preordinato all’espropriazione giustifica la neutralizzazione, ai fini estimativi, delle variazioni urbanistiche e di valore dipendenti dalla scelta pubblica di destinare l’area all’opera da realizzare.
  • La disciplina indennitaria è compatibile con l’art. 42 Cost. e con l’art. 1 del Protocollo addizionale CEDU quando assicuri un serio ristoro, ragionevolmente correlato al valore del bene, e quando l’eventuale compressione del valore sia giustificata da un interesse generale eccezionale e da una fonte legislativa speciale.

Come è indicizzato

MaterieEspropriazione forzata
RamiEsecuzioni
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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