Sentenza n. 793/2026 - Latina, Sezione 1
per l'annullamento della determinazione del Responsabile del Settore “Servizio Urbanistica” del Comune di Piedimonte San Germano del 2 febbraio 2017, prot n. 918. con la quale è stato negato ai ricorrenti il permesso di costruire in sanatoria relativamente alle opere eseguite su area in catasto al foglio n. 9, mappali n. 181,182 e 198, nonché delle due relazioni istruttorie del responsabile del procedimento del 5.12.2016 e del 31.1.2017 prot. n. 829, allegate al suddetto provvedimento di diniego della sanatoria, e di ogni atto a questo presupposto, conseguente o comunque connesso, ivi compresa l'ordinanza di demolizione 29.12.2014, n. 15, ove si ritenga tornata efficace a seguito del provvedimento di cui sopra.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Tribunale ha preso atto della dichiarazione dei ricorrenti e della rimozione dei container, ritenendo venuto meno l'interesse concreto e attuale alla decisione sull'impugnazione. Ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Non ha disposto sulle spese, considerata la mancata costituzione in giudizio del Comune intimato.
Atto impugnato: diniego di permesso di costruire in sanatoria relativo a opere eseguite su area catastalmente individuata, con contestuale impugnazione degli atti istruttori e dell'ordinanza di demolizione ove ritenuta nuovamente efficace
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la determinazione comunale del 2 febbraio 2017 con cui era stato negato il permesso di costruire in sanatoria per opere realizzate su tre particelle catastali, nonché le relazioni istruttorie poste a fondamento del diniego e gli atti connessi, inclusa un'ordinanza di demolizione del 29 dicembre 2014. Nel corso del giudizio, con memoria depositata il 23 giugno 2026, hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione, motivando tale sopravvenienza con l'avvenuta rimozione dei container oggetto della controversia.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse
La sopravvenuta carenza dell'interesse concreto e attuale alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento senza specifica ulteriore interpretazione.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara e dimostra il venir meno dell'interesse concreto e attuale alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La rimozione materiale delle opere edilizie oggetto del diniego di sanatoria può determinare il venir meno dell'interesse alla decisione sull'impugnazione, qualora il ricorrente dichiari conseguentemente di non avere più interesse al ricorso.
- In caso di mancata costituzione dell'amministrazione intimata, il giudice può non disporre sulle spese di lite in relazione alla definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse.
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