Sentenza n. 540/2026 - Milano, Sezione 5
per l'annullamento - del provvedimento del Comune di Cremia, prot. 5204 del 13.10.2023, avente ad oggetto “istanza di autorizzazione temporanea presentata da La Baia srl in data 07.09.2023 prot. 4545 per occupazione di suolo pubblico – Diniego”; - e per la condanna ex art. 30 c.p.a. del Comune di Cremia, in persona del Sindaco pro-tempore, al risarcimento del danno subito per l''illegittimità del provvedimento impugnato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego dell’autorizzazione temporanea per occupazione di suolo pubblico
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato il diniego comunale del 13 ottobre 2023 relativo all’istanza di autorizzazione temporanea per l’occupazione di suolo pubblico e ha chiesto anche il risarcimento dei danni ai sensi dell’art. 30 c.p.a., deducendo l’illegittimità dell’operato comunale sotto plurimi profili. Il Comune si è costituito contestando le censure. La domanda cautelare era stata respinta. Prima dell’udienza di merito la ricorrente ha depositato una dichiarazione di rinuncia al ricorso, sottoscritta per adesione dal difensore del Comune, chiedendo la compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lettera c), e 84, comma 4, c.p.a. La dichiarazione di rinuncia non era stata notificata alle altre parti almeno dieci giorni prima dell’udienza e non poteva quindi determinare l’estinzione del giudizio ai sensi dell’art. 84, comma 3, c.p.a. Tuttavia, il comportamento della ricorrente, unitamente all’adesione del Comune e alla concorde richiesta di decisione sugli scritti, costituiva elemento univoco per desumere la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Il giudizio è stato pertanto definito con declaratoria di improcedibilità, senza esame dei vizi dedotti né della domanda risarcitoria. Le spese sono state integralmente compensate in considerazione dell’andamento della vicenda e della richiesta concorde delle parti.
Norme richiamate
art. 30 c.p.a.
La società aveva proposto anche una domanda di risarcimento del danno da illegittimità del provvedimento, ma tale domanda non è stata esaminata a seguito della declaratoria di improcedibilità.
art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
art. 84, comma 3, c.p.a.
La rinuncia deve essere notificata alle altre parti almeno dieci giorni prima dell’udienza
La mancata notificazione della rinuncia nel termine impedisce di definire il giudizio mediante pronuncia di estinzione.
art. 84, comma 4, c.p.a.
dal comportamento delle parti argomenti di prova della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione della causa
Anche in assenza della formalità della notificazione della rinuncia, il giudice può desumere dal comportamento processuale delle parti la sopravvenuta carenza di interesse e dichiarare l’improcedibilità.
Massime di principio
- La rinuncia al ricorso non notificata alle altre parti almeno dieci giorni prima dell’udienza non determina l’estinzione del giudizio ai sensi dell’art. 84, comma 3, c.p.a.
- La dichiarazione di rinuncia priva delle formalità prescritte, quando il comportamento processuale delle parti dimostri in modo univoco il venir meno dell’interesse alla decisione, può fondare la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi degli artt. 35, comma 1, lettera c), e 84, comma 4, c.p.a.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l’esame nel merito dei vizi dedotti contro il provvedimento impugnato e delle domande connesse non autonomamente esaminate.
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