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Sentenza

Sentenza n. 231/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, Sezione giurisdizionale, n. 871/2023, resa tra le parti, pubblicata il 14 dicembre 2023, pronunciata nel giudizio di secondo grado n.r.g. 526/2021;

Giustizia amministrativa202400589

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: perdurante inerzia nell'esecuzione della sentenza del CGARS n. 871/2023, che aveva riconosciuto ulteriori voci di risarcimento per l'illegittima espropriazione e occupazione dell'immobile

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari danneggiati)

Prevale il privato

La controversia

I proprietari hanno promosso il giudizio di ottemperanza deducendo che l'Amministrazione regionale non aveva dato integrale esecuzione alla sentenza del CGARS n. 871/2023, notificata il 15 dicembre 2023, con la quale erano state riconosciute somme risarcitorie per il danno derivante dall'illegittima espropriazione e occupazione dell'immobile, comprendenti il valore locativo convenzionale o danno figurativo, i costi di trasloco e di attivazione delle utenze, la rivalutazione monetaria e gli interessi sulla somma già liquidata dal TAR, nonché il danno non patrimoniale. È stata chiesta anche la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio il Collegio ha disposto una verificazione per determinare il valore dell'immobile al 15 gennaio 2003 e all'attualità. I verificatori hanno stimato il valore attuale in euro 628.000, con oscillazione del 10%. L'Amministrazione ha dichiarato di avere già corrisposto euro 70.248,81 a ciascun ricorrente, oltre alle spese di lite, ma i ricorrenti hanno insistito per l'integrale ottemperanza.

La decisione

Il CGARS ha accolto il ricorso per ottemperanza e ha condannato l'Assessorato regionale a dare piena e integrale esecuzione al giudicato formatosi sulla sentenza n. 871/2023. Ai fini della quantificazione, ha individuato in euro 600.000 il valore venale attuale dell'immobile, scegliendo, all'interno dell'intervallo stimato dai verificatori tra euro 565.000 ed euro 690.000, un valore intermedio in considerazione dell'alea della stima. Ha stabilito che devono essere considerate tutte le voci di danno riconosciute dal TAR e dal CGARS, con il parziale assorbimento delle poste già ricomprese nel danno figurativo. L'Assessorato deve proporre ai ricorrenti, entro 90 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, la somma complessivamente dovuta a titolo risarcitorio, detraendo quanto già versato; si tratta di calcoli aritmetici demandati all'Amministrazione ai sensi dell'art. 34, comma 4, c.p.a. In caso di inerzia o mancato accordo, è stato nominato commissario ad acta il Presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Palermo, con facoltà di delega. Sono state poste a carico dell'Assessorato le spese della verificazione, pari a euro 3.000, l'acconto al commissario di euro 5.000, ove insediato, e le spese di lite del giudizio, liquidate in euro 4.000 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione del giudicato amministrativo.

  • art. 34, comma 4, c.p.a.

    Consente al giudice, quando sia necessario, di fissare i criteri ai quali l'amministrazione deve attenersi per determinare la somma dovuta e di imporre la proposta risarcitoria entro un termine, demandando all'amministrazione i calcoli aritmetici.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997

    È richiamato con riferimento al termine dilatorio di 120 giorni decorrente dalla notificazione del titolo esecutivo all'amministrazione prima dell'attivazione dell'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.

  • art. 71, comma 2, d.P.R. 115/2002

    Disciplina il termine di decadenza per la presentazione della nota relativa alla liquidazione del compenso del commissario ad acta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il giudice può determinare i criteri di quantificazione del risarcimento riconosciuto dal giudicato e demandare all'amministrazione i soli calcoli aritmetici, imponendo la formulazione di una proposta entro un termine prestabilito ai sensi dell'art. 34, comma 4, c.p.a.
  • Quando il giudicato riconosce più voci di danno, l'amministrazione deve considerarle integralmente in sede esecutiva, applicando soltanto gli eventuali meccanismi di assorbimento già individuati dal giudice per evitare duplicazioni risarcitorie.
  • In sede di ottemperanza, il giudice può determinare il valore dell'immobile rilevante per la quantificazione del danno sulla base di una verificazione tecnica, scegliendo all'interno dell'intervallo estimativo il valore ritenuto congruo in relazione all'alea della stima.
  • La persistente inerzia dell'amministrazione nell'esecuzione del giudicato legittima la nomina, anche preventiva, di un commissario ad acta destinato a insediarsi in caso di inutile decorso del termine assegnato o di mancato accordo sulla somma dovuta.
  • Nel giudizio di ottemperanza, le somme già corrisposte dall'amministrazione devono essere detratte dall'importo complessivamente dovuto in esecuzione del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaDanno da provvedimento illegittimoReintegrazione in forma specifica
RamiProcesso amministrativoResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereRisarcimento del danno da attività amministrativaOnere della prova e principio dispositivo

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