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Sentenza

Sentenza n. 12228/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento - della nota di inefficacia, del 26 maggio 2023 prot. n. CA/2023/106115, della Scia di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di sagre, fiere, manifestazioni religiose, tradizionali e culturali o eventi locali straordinari prot. n. CA/2023/85617 del 27 aprile 2023, relativa ai locali di Vicolo dè Cinque n. 24/B, Roma e, comunque, per l''accertamento dei presupposti per ottenere una nuova licenza di somministrazione di alimenti e bevande temporanea, il tutto anche previo annullamento degli art. 12 e 14 della DAC n. 47 del 2018 e s.m.i. e delle DAC n. 49 del 2019 e n. 37 del 2022 per quanto riferibili all''interesse dell''istante.

Giustizia amministrativa202308286

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: nota di inefficacia della SCIA per somministrazione temporanea di alimenti e bevande in occasione dell’evento "Cultura Brasiliana"

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato la nota con cui Roma Capitale aveva dichiarato priva di effetti la SCIA presentata per lo svolgimento di attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande presso locali siti in Roma, in occasione di un evento religioso e culturale, chiedendo anche l’accertamento dei presupposti per ottenere una nuova licenza temporanea e, ove necessario, l’annullamento di disposizioni contenute in deliberazioni comunali. L’amministrazione aveva motivato l’inefficacia rilevando che l’evento non risultava autorizzato, che non era chiara la qualifica del soggetto indicato come possessore dei requisiti di qualità e che non risultava il pagamento dovuto alla ASL. La ricorrente ha dedotto, tra l’altro, difetto assoluto di motivazione, carenza dei presupposti, difetto di istruttoria, manifesta ingiustizia, sviamento, violazione della libertà di manifestazione del pensiero, violazione della normativa statale, regionale ed europea in materia di commercio e violazione delle disposizioni comunali sulla somministrazione temporanea. In corso di causa, l’evento cui la SCIA si riferiva si è svolto nel periodo dal 27 aprile 2023 al 26 luglio 2023; l’istanza cautelare è stata respinta e il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l’appello cautelare, essendo ormai terminato l’evento.

La decisione

Il TAR non ha esaminato nel merito le censure formulate contro la nota di inefficacia della SCIA. Ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, rilevando che il provvedimento impugnato riguardava uno specifico evento e produceva effetti limitati al periodo dal 27 aprile al 26 luglio 2023, ormai interamente decorso. Il rigetto della domanda cautelare, l’esaurimento degli effetti dell’atto e l’inerzia della ricorrente dopo la fase cautelare hanno consentito al Collegio di desumere la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Il giudice ha inoltre osservato che non era stata prospettata una domanda risarcitoria, sicché dall’eventuale annullamento dell’atto non sarebbe derivata alcuna utilità concreta e attuale. Le spese sono state compensate in ragione delle peculiarità e dell’andamento della controversia.

Norme richiamate

  • art. 56 c.p.a.

    La domanda di misure cautelari provvisorie era stata respinta con decreto presidenziale.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il Collegio ha dato alle parti avviso della questione rilevata d’ufficio relativa all’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    Anche in assenza delle formalità di rinuncia al ricorso, il giudice può desumere dal comportamento inerte della parte argomenti di prova circa la sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Quando il provvedimento impugnato è temporalmente limitato a uno specifico evento o periodo e i suoi effetti si sono integralmente esauriti, il ricorso per annullamento diviene improcedibile se il ricorrente non dimostra la permanenza di un interesse concreto e attuale alla decisione.
  • Il giudice amministrativo può desumere la sopravvenuta carenza di interesse anche dal comportamento inerte del ricorrente successivo all’esaurimento degli effetti dell’atto e al rigetto della domanda cautelare, pur in assenza di una formale rinuncia al ricorso.
  • L’interesse alla decisione permane soltanto se una pronuncia di merito può procurare al ricorrente un’utilità concreta, attuale e giuridicamente rilevante; non è sufficiente l’interesse astratto all’accertamento dell’illegittimità dell’azione amministrativa.
  • L’esaurimento degli effetti dell’atto non determina necessariamente l’improcedibilità qualora il ricorrente prospetti una distinta utilità ancora conseguibile, come una domanda risarcitoria; in mancanza di tale prospettazione, l’annullamento dell’atto ormai inefficace non giustifica la prosecuzione del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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