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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16956/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza di convalida dell'arresto in flagranza per furto pluriaggravato denunciando violazione di legge e vizi di motivazione. Nello specifico si censura l'apoditticità della motivazione per carenza di valutazione circa la pericolosità degli arrestati e la gravità del fatto, ossia l'assenza di considerazioni specifiche che giustifichino la convalida dell'arresto.

La decisione

La Corte dichiara i ricorsi inammissibili. Ritiene che il giudice della convalida abbia adeguatamente fatto riferimento agli atti processuali (verbale di arresto, verbale di perquisizione e sequestro, dichiarazioni degli operanti) e che, nell'ambito della convalida dell'arresto facoltativo in flagranza, il controllo del giudice debba essere un controllo di mera ragionevolezza rispetto alla valutazione svolta dalla polizia giudiziaria. La Corte osserva inoltre che la difesa non ha prodotto elementi contrari alla sussistenza dei requisiti di gravità del fatto e di pericolosità degli arrestati, che risultavano cittadini extracomunitari da pochi giorni in Italia. Conseguentemente i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende. Decisione emessa il 12 gennaio.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez. 5, n. 1814 del 26/10/2015 - dep. 18/01/2016)

    Sez. 5, n. 1814 del 26/10/2015 - depositata 18/01/2016

    Il giudice della convalida dell'arresto facoltativo in flagranza deve verificare i requisiti formali e compiere un controllo di mera ragionevolezza sulle valutazioni operate dalla polizia giudiziaria (gravità del fatto e personalità dell'arrestato), ponendosi nella stessa situazione informativa degli operanti e senza sostituire a tale giudizio discrezionale una propria diversa valutazione

Massime di principio

  • Il giudice della convalida dell'arresto in flagranza effettua un controllo di ragionevolezza (e non un nuovo libero convincimento) rispetto alle valutazioni compiute dalla polizia giudiziaria: deve verificare, con gli elementi conosciuti al momento, se la decisione di arrestare rientrava nei limiti della discrezionalità degli operanti.
  • Per mettere in discussione la convalida dell'arresto non basta criticare genericamente la motivazione: la difesa deve allegare elementi specifici che dimostrino l'assenza dei requisiti sostanziali (mancanza di gravità del fatto o di pericolosità dell'arrestato) o vizi formali rilevanti degli atti di polizia.
  • La mera richiamata dei verbali (arresto, perquisizione, sequestro) e delle dichiarazioni degli operanti può costituire motivazione sufficiente per la convalida, purché non sussistano elementi di segno contrario prodotti dalla difesa.
  • L'insuccesso del ricorso può comportare, oltre al rigetto o all'inammissibilità, la condanna alle spese processuali e l'irrogazione di sanzioni pecuniarie (es. somma alla cassa delle ammende) se la Corte lo ritiene dovuto.

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