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Sentenza

Sentenza n. 4385/2026 - Roma, Sezione 3B

PER L'ACCERTAMENTO DELL'ILLEGITTIMITÀ DEL SILENZIO/INERZIA, nel procedimento avente ad oggetto l'istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione sul sostegno, conseguito in Romania finalizzato all'insegnamento per la classe di concorso A045 SCIENZE ECONOMICHE -AZIENDALI SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

Giustizia amministrativa202509072

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza di riconoscimento di un titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Romania, finalizzato all'insegnamento per la classe di concorso A045

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia del Ministero dell'Istruzione e del Merito rispetto all'istanza diretta a ottenere il riconoscimento in Italia del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Romania. Il ricorso deduce la violazione dell'obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso, in considerazione della presentazione di un'istanza da parte di un soggetto titolare di una situazione giuridica legittimante e dell'inutile decorso del termine generale previsto dalla legge n. 241 del 1990.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, limitatamente all'accertamento dell'inerzia amministrativa. Ha ritenuto integrati i presupposti del silenzio-inadempimento: l'esistenza di un obbligo di provvedere a fronte dell'istanza del privato e la scadenza del termine per la conclusione del procedimento. Il giudice ha precisato che l'amministrazione deve concludere il procedimento anche qualora ritenga l'istanza irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata, salvo i casi limite di palese pretestuosità, non potendo restare inerte. Ha quindi ordinato al Ministero di adottare un provvedimento espresso entro 120 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, se anteriore. In caso di ulteriore inottemperanza, ha nominato quale commissario ad acta il dirigente generale competente, senza facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli un ulteriore termine di 120 giorni. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in 1.500 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • l. 241/1990

    Il termine generale per la conclusione del procedimento è decorso inutilmente; a fronte di un'istanza del privato, l'amministrazione è tenuta a concludere il procedimento con un provvedimento espresso.

Massime di principio

  • La presentazione di un'istanza da parte di un soggetto titolare di una situazione giuridica legittimante e l'inutile decorso del termine per provvedere integrano i presupposti del silenzio-inadempimento azionabile davanti al giudice amministrativo.
  • L'amministrazione deve concludere il procedimento con un provvedimento espresso anche quando ritenga l'istanza irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata, salvo i casi limite di palese pretestuosità; non può sostituire la decisione con una condotta meramente inerte.
  • Accertata l'inerzia, il giudice può ordinare all'amministrazione di provvedere entro un termine determinato e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per il caso di perdurante inottemperanza, assegnandogli un termine ulteriore.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad acta

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