Sentenza del 29/11/2023 n. 33329 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune impugna la decisione della Commissione Tributaria Regionale sostenendo, primo, che la CTR ha indebitamente detratto dall'accertamento relativo allo specchio acqueo (88.946 m2) l'importo già versato dalla società riferito alle parti solide (moli e banchine), mentre ai sensi del D.Lgs. n. 507/1993 art. 62 le aree scoperte solide e liquide costituiscono presupposti autonomi di imposizione e quindi sono entrambe tassabili separatamente; secondo, che la CTR ha escluso l'applicabilità delle sanzioni (richiamando art. 8 D.Lgs. n. 546/1992) nonostante la società avesse dedotto tale questione per la prima volta in sede di appello, rendendo la deduzione inammissibile per novità. La società resistente ha poi proposto ricorso incidentale deducendo che la legittimazione passiva non poteva esserle attribuita poiché la detenzione delle aree produttive di rifiuti gravava sui terzi assegnatari per effetto di diritti di superficie trascritti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo del Comune: ha ritenuto che il giudice di merito abbia errato nel compensare l'accertamento relativo allo specchio acqueo con quanto già pagato sulle banchine, perché le parti solide e liquide costituiscono presupposti TARSU autonomi e non è ammessa la compensazione che estenda l'oggetto dell'impugnazione; la sentenza è cassata in parte qua e rinviata alla CTR di II grado per rideterminare il quantum dovuto sullo specchio acqueo. Il secondo motivo del Comune è dichiarato inammissibile per difetto di interesse, atteso che l'avviso di accertamento originario non conteneva sanzioni e quindi la questione è stata solo in via obiter dal giudice di merito. Il ricorso incidentale della Porto di Lavagna Spa è respinto: la Corte conferma che il concessionario demaniale è soggetto passivo per la TARSU in quanto detentore dell'area concessa, e la stipula di rapporti con terzi non estingue automaticamente tale detenzione; conseguentemente la società resta obbligata al tributo. Spese compensate in sede di rinvio secondo decisione di merito.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 62
Stabilisce il presupposto impositivo della TARSU sulle aree scoperte potenzialmente idonee a produrre rifiuti; la Corte interpreta che aree 'solide' e 'liquide' (es. banchine e specchi d'acqua) possono costituire presupposti autonomi di imposizione se produttive di rifiuti.
D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 63
Individua il soggetto passivo (chi occupa o detiene le aree); la Corte conferma che il concessionario demaniale, quale detentore dell'area in forza della concessione, è obbligato al pagamento della tassa anche quando conceda l'utilizzo a terzi.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 8
Regola la non applicazione delle sanzioni per ragioni di particolare incertezza; il giudice di merito aveva ritenuto sussistere incertezza giustificante l'esclusione delle sanzioni, decisione che tuttavia non è stata ritenuta decisiva dalla Cassazione perché le sanzioni non erano oggetto dell'avviso originario.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57
Norma processuale sull'ammissibilità dei motivi di gravame; la Corte ha ritenuto inammissibile il motivo relativo alle sanzioni per difetto di interesse, dato che l'atto impositivo non prevedeva sanzioni.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13
art. 13, comma 1 quater e comma 1 bis
Riferimenti procedurali relativi al contributo unificato e alla liquidazione delle spese; menzionato per gli adempimenti di rito relativi al giudizio di legittimità.
Massime di principio
- Per la TARSU (ora tributi sui rifiuti) le aree 'solide' (moli, banchine) e le aree 'liquide' (specchi d'acqua) possono configurare presupposti d'imposta distinti: la capacità di produrre rifiuti è il criterio decisivo, non la natura solida o liquida.
- Il concessionario demaniale che detiene un'area portuale è, di norma, soggetto passivo dell'imposta per la sola detenzione/occupazione, anche se concede l'uso a terzi; la semplice stipula di contratti con terzi non trasferisce automaticamente l'obbligo tributario al terzo.
- Non è ammessa la compensazione tra imposte dovute su presupposti diversi (es. parti solide vs. specchio acqueo) nell'ambito di un singolo giudizio se l'atto impugnato riguarda soltanto uno di tali presupposti: questioni relative ad altri atti impositivi o a delibere tariffarie devono essere dedotte nell'oggetto giurisdizionale appropriato.
- Questioni circa l'applicazione o l'esclusione delle sanzioni sono rilevanti solo se le sanzioni sono effettivamente contestate nell'atto impositivo iniziale; altrimenti le osservazioni del giudice su sanzioni possono costituire mero obiter dictum e contestazioni successive possono essere dichiarate prive di interesse.
- In presenza di incertezze oggettive sull'applicabilità del tributo, il giudice può valutare l'eventuale non applicazione delle sanzioni per particolare tenuità o incertezza, ma tale valutazione non incide sulla definizione del quantum dovuto che dovrà essere ricalcolato correttamente.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza tributaria
- Sentenza · 29 nov 2023Sentenza del 29/11/2023 n. 779 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Liguria
- Sentenza · 29 nov 2023Sentenza del 29/11/2023 n. 781 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Liguria
- Sentenza · 29 nov 2023Sentenza del 29/11/2023 n. 487 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte
- Sentenza · 29 nov 2023Sentenza del 29/11/2023 n. 33135 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 29 nov 2023Sentenza del 29/11/2023 n. 33144 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 29 nov 2023Sentenza del 29/11/2023 n. 33153 - Corte di Cassazione
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza tributaria →