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Parere

Parere n. 994/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario, con istanza di sospensione, proposto dalla società Autorimessa Pian dè Valli s.r.l. in liquidazione contro la Regione Lazio, nei confronti dell’Amministrazione Separata dei Beni Civici di Vazia per l’annullamento della determinazione dirigenziale n.1620 del 28 dicembre 2001 di autorizzazione al mutamento di destinazione d’uso di un terreno del Demanio per la realizzazione di un parcheggio.

Giustizia amministrativa201601403

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione della determinazione dirigenziale regionale n. 1620 del 28 dicembre 2001, recante autorizzazione al mutamento di destinazione d’uso di terreni demaniali per la realizzazione di un parcheggio.

Esito

INAMMISSIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

La società ricorrente ha impugnato la determinazione regionale deducendo: la violazione dell’art. 7 della legge n. 241 del 1990, per omessa comunicazione di avvio del procedimento; l’eccesso di potere per travisamento dei presupposti di fatto, contestando la natura demaniale dei terreni e sostenendo di esserne proprietaria; l’eccesso di potere per contraddittorietà di provvedimenti, anche in relazione alla mancata revoca della procedura espropriativa precedentemente avviata per l’acquisizione delle aree. Nel corso dell’istruttoria è emerso che un distinto giudizio giurisdizionale, definito dal Consiglio di Stato con sentenza n. 4091 del 7 maggio 2024, aveva definitivamente confermato, sulla base delle decisioni della Corte d’appello di Roma e del Commissario per la liquidazione degli usi civici, la natura demaniale collettiva delle aree. La questione decisiva è quindi consistita nella verifica della legittimazione attiva della società a proporre il ricorso straordinario.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha ritenuto rispettato il contraddittorio, poiché la relazione ministeriale era stata regolarmente trasmessa alla società ricorrente. Ha rilevato d’ufficio che il giudizio giurisdizionale connesso era stato definito con sentenza passata attraverso un accertamento definitivo della natura demaniale delle aree. Ne consegue che la società non è titolare del diritto di proprietà posto a fondamento dell’impugnazione ed è priva di legittimazione attiva. Poiché la legittimatio ad causam costituisce una condizione dell’azione, rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado, la sua mancanza impedisce l’esame del merito e comporta l’inammissibilità del ricorso. La richiesta cautelare, formulata con generiche allegazioni di danno, resta assorbita dall’esito processuale.

Osservazioni

Legittimazione attiva

La definitiva qualificazione delle aree come appartenenti al Demanio Collettivo di Vazia esclude che la società ricorrente sia titolare del diritto di proprietà dedotto e determina il difetto di legittimazione attiva.

Violazione dell’art. 7 della legge n. 241 del 1990

Il motivo non è stato esaminato nel merito, poiché il difetto di legittimazione attiva preclude ogni decisione sulle censure sostanziali.

Eccesso di potere per travisamento dei presupposti di fatto

Il motivo non è stato esaminato nel merito, essendo stata accertata in via definitiva la natura demaniale delle aree e, comunque, l’inammissibilità della domanda per carenza di legittimazione.

Eccesso di potere per contraddittorietà di provvedimenti

Il motivo non è stato esaminato nel merito per la carenza della condizione dell’azione.

Istanza cautelare

La domanda di sospensione, sostenuta da generiche formule di stile sul danno diretto e immediato, non può essere esaminata autonomamente a fronte dell’inammissibilità del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 7 l. 241/1990

    La disposizione è richiamata dalla ricorrente per sostenere l’omessa comunicazione di avvio del procedimento; il motivo non è stato esaminato per il difetto di legittimazione attiva.

  • art. 295 c.p.c.

    Il Ministero aveva prospettato la sospensione necessaria del procedimento consultivo in attesa della definizione del giudizio giurisdizionale pregiudiziale; la questione è divenuta superata dopo la definizione di quel giudizio.

  • l. 1766/1927

    La normativa è richiamata quale disciplina applicabile ai terreni appartenenti al Demanio Collettivo di Vazia.

  • d.P.R. 1199/1971

    Il procedimento è qualificato come ricorso straordinario al Presidente della Repubblica; il parere conclude per l’inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La legittimazione ad agire costituisce una condizione dell’azione, rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento.
  • Quando un accertamento definitivo esclude la titolarità, in capo al ricorrente, del diritto posto a fondamento dell’impugnazione, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile senza esame dei motivi di merito.
  • Nel ricorso straordinario, il difetto di legittimazione attiva preclude anche l’esame della domanda cautelare connessa al ricorso principale.

Impugnazione dell’autorizzazione al mutamento di destinazione d’uso

Il parere riguarda un ricorso straordinario proposto da una società privata contro la Regione Lazio, nei confronti dell’Amministrazione Separata dei Beni Civici di Vazia, per l’annullamento della determinazione dirigenziale n. 1620 del 28 dicembre 2001. L’atto autorizzava il mutamento di destinazione d’uso di terreni demaniali destinati alla realizzazione di un parcheggio da parte del Comune di Rieti.

Motivi dedotti dalla ricorrente

La società sosteneva di essere proprietaria di alcune particelle situate nel Comune di Rieti, località Terminillo “Tre faggi”, e articolava tre censure:

  • violazione dell’art. 7 della legge n. 241 del 1990, per omessa comunicazione di avvio del procedimento;
  • eccesso di potere per travisamento dei presupposti di fatto, contestando la natura pubblica dei terreni;
  • eccesso di potere per contraddittorietà di provvedimenti, anche in relazione alla mancata revoca della procedura espropriativa precedentemente avviata.

L’istanza cautelare era sostenuta da generiche allegazioni relative a un danno diretto e immediato.

Istruttoria ministeriale e questione pregiudiziale

La relazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti aveva evidenziato che le aree controverse appartenevano al Demanio Collettivo di Vazia, come risultante dalla relazione del perito demaniale del 25 luglio 2002 e dalla documentazione trasmessa dal Comune di Rieti e dalla Regione Lazio. Il Ministero aveva inoltre segnalato la pendenza di un giudizio giurisdizionale davanti al Consiglio di Stato, Sezione IV, avente ad oggetto l’occupazione del fondo e il risarcimento del danno, prospettando la sospensione del procedimento ai sensi dell’art. 295 c.p.c.

Definitivo accertamento della natura demaniale

La Sezione ha verificato d’ufficio che il giudizio giurisdizionale n. 4745/2015 era stato definito con sentenza n. 4091 del 7 maggio 2024. Tale decisione aveva dato atto della sentenza della Corte d’appello di Roma n. 734 del 1° febbraio 2023, che aveva integralmente confermato la decisione del Commissario per la liquidazione degli usi civici per le Regioni Lazio, Umbria e Toscana n. 91 del 2019. Ne risultava definitivamente confermata la natura demaniale delle aree oggetto del ricorso straordinario.

Valutazione sulla legittimazione

Il Consiglio di Stato ha ritenuto rispettato il contraddittorio, poiché la relazione ministeriale era stata regolarmente trasmessa alla società. Ha quindi rilevato che la società non era titolare del diritto di proprietà posto a fondamento dell’impugnazione. La legittimatio ad causam, quale condizione dell’azione, è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado e, quando manca, impedisce l’esame del merito.

Conclusione

La Sezione ha espresso parere nel senso che il ricorso straordinario fosse dichiarato inammissibile. Le censure relative all’avvio del procedimento, al travisamento dei presupposti e alla contraddittorietà degli atti non sono state esaminate, così come la domanda cautelare, perché il difetto di legittimazione attiva rendeva improcedente ogni valutazione sul merito.

Come è indicizzato

MaterieRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaUsi civici e demani collettivi
RamiProcesso amministrativoDemanio e patrimonio pubblico
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereRiparto di giurisdizione

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