Cassazione Penale, Sentenza n. 45709/2022 del 01/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di condanna di secondo grado (parziale riforma del primo grado) contestando, tra l'altro: la sussistenza degli elementi oggettivi e soggettivi dei reati di turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.) e di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.) in relazione ad affidamenti diretti di incarichi (prevalentemente consulenze legali e servizi informatici); la prevedibilità della rilevanza penale alla luce dell'incertezza normativa e giurisprudenziale vigente; l'erronea qualificazione di "gara" di procedure basate su comparazione di curricula; l'insussistenza del dolo e del concorso; la responsabilità per falsi ideologici (art. 479 c.p.) con argomenti sulla natura dei documenti e sul contributo causale degli imputati; la legittimazione di ILSPA a costituirsi parte civile e la sussistenza e quantificazione del danno patrimoniale e non patrimoniale.
La decisione
La Corte di Cassazione, con decisione del 26/10/2022, ha in prevalenza accolto i ricorsi: - ha dichiarato non sussistenti i reati contestati ai sensi dell'art. 353-bis c.p. (capi 10, 13, 16, 19, 34, 36, 43, 58, 59) perché le fattispecie riguardavano affidamenti diretti e non procedure di tipo concorsuale; conseguentemente ha annullato senza rinvio le condanne e revocato le statuizioni civili relative a quei capi (estensione anche a Magrì per effetto dell'art. 587 c.p.p.). - ha annullato la sentenza con rinvio limitatamente agli effetti civili per i reati di turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p., capi 25 e 27) e per il falso ideologico (art. 479 c.p., capo 39) nei punti in cui la Corte d'appello aveva confermato la responsabilità civile; agli effetti penali, tuttavia, i ricorsi su questi capi sono stati in larga parte rigettati (cioè permane la declaratoria di prescrizione e la condanna penale non è cassata). - ha rigettato i ricorsi di Rognoni e Perez quanto ai reati di falso (capi 39 e 45), confermando la responsabilità penale e le statuizioni civili relative a quei capi; per Moravia ha accolto il profilo relativo al concorso nella falsità e ha annullato le conseguenze civili collegate. - ha respinto le censure sulla legittimazione di ILSPA a costituirsi parte civile, sul carattere potenziale del danno e sulle provvisioni già concesse. In sintesi: grande accoglimento dei ricorsi circa l'applicabilità dell'art. 353-bis agli affidamenti diretti (esclusa), parziale rigetto sui falsi ideologici, rinvio al giudice civile per la liquidazione dei danni residui.
Norme richiamate
art. 353 cod. pen.
"Chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti"
La Corte richiama la giurisprudenza che limita l'applicazione a procedure che presentino i caratteri sostanziali della "gara" (competizione consapevole, criteri pubblicizzati, effettiva possibilità di concorrenza); procedimenti di mera comparazione di curricula o senza schema concorsuale non rientrano nell'alveo.
art. 353-bis cod. pen.
"chiunque ... turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente"
La Cassazione ha stabilito che la norma opera solo se il procedimento amministrativo è funzionale a una "gara" o atto equipollente che determini regole e criteri di selezione; non può essere estesa per punire condotte che hanno come effetto l'affidamento diretto per evitare la gara.
art. 479 cod. pen.
norma sul falso ideologico in atto pubblico
I giudici hanno ritenuto che determinate determine a contrarre costituiscano atti pubblici (anche se interni) e che la falsificazione del contenuto relativo a compensi o requisiti professionali possa integrare il reato, salvo verifiche sul contributo causale dei concorrenti esterni.
d.lgs. n. 163/2006 (art. 20 e art. 27)
art. 20: elenco "contratti esclusi" (allegato II B punto 21 indica i servizi legali); art. 27: principi degli affidamenti esclusi e invito ad almeno cinque concorrenti
Il richiamo formale agli artt. 20 e 27 e l'invio di inviti a specialisti non sono di per sé decisivi per qualificare una procedura come "gara" ai fini penali; occorre valutare la sostanza della procedura (se esiste vera competizione).
legge 13 agosto 2010, n. 136
introduttiva dell'art. 353-bis cod. pen.
Motivazione legislativa: prevenire la personalizzazione dei bandi ("bandi-fotografia") anticipando la tutela penale nelle fasi preliminari, ma la Corte limita l'operatività della norma alle situazioni di procedimento selettivo/concorrenziale.
art. 129, comma 2, cod. proc. pen.
se la causa estintiva del reato è evidente dagli atti il giudice può pronunciare assoluzione
La Cassazione applica il principio: se la non sussistenza del fatto emerge in modo incontestabile dagli atti, va pronunciata assoluzione; nel caso in esame non era ictu oculi evidente per i capi 25/27 e 39, pertanto sono rimaste la prescrizione penale ma revocate le statuizioni civili ove opportuno.
art. 587, comma 1, cod. proc. pen.
effetto estensivo dell'annullamento favorevole ai non ricorrenti
La decisione favorevole ad alcuni ricorrenti si estende anche ai coimputati non ricorrenti in relazione ai medesimi capi.
art. 192, comma 2, cod. proc. pen.
regola sugli indizi "gravi, precisi e concordanti"
La sentenza osserva che non è corretto fondare una condanna su un unico indizio; serve pluralità di indizi gravi, precisi e concordanti per le condanne basate su prove indiziarie.
art. 49 cod. pen. (reato impossibile/false innocuo)
concetto giurisprudenziale di "falso innocuo"
La Corte rigetta la tesi del falso innocuo per la determinata falsificazione che incide sulla funzione documentale dell'atto; la nozione di falsità innocua richiede che la menomazione del documento sia irrilevante per la sua funzione attestativa.
Massime di principio
- L'art. 353-bis c.p. è applicabile solo quando il procedimento amministrativo sia funzionalmente collegato a una procedura concorsuale o a un atto "equipollente" al bando (cioè che fissi regole/criteri di selezione): non può essere usato per punire in via estensiva ogni condotta che sfoci in un affidamento diretto.
- Per l'art. 353 c.p. (turbata libertà degli incanti) la qualificazione della procedura come "gara" richiede competizione effettiva e consapevolezza di concorrenza da parte dei partecipanti; la mera convocazione o la comparazione di curricula non sono in automatico gara penale rilevante.
- Il falso ideologico in atto pubblico può riguardare anche atti "interni" (determine, atti istruttori) se la menzogna incide sulla funzione attestativa dell'atto; la responsabilità penale richiede prova del ruolo e del contributo causale di ciascun concorrente.
- La qualifica di "in-house" della società non esclude di regola la legittimazione a costituirsi parte civile; tuttavia il giudice civile chiamato a liquidare i danni dovrà evitare duplicazioni risarcitorie tra socio e società.
- In sede di annullamento per non sussistenza del fatto relativo a reati estinti per prescrizione, la Cassazione può revocare le statuizioni civili e rinviare al giudice civile per la liquidazione del danno se la non sussistenza emerge dal giudizio di legittimità.
- La prova di concorso morale/partecipazione di un esterno richiede motivazione chiara sul contributo causale (istigazione, agevolazione, adesione determinante); non è sufficiente il mero "silenzio" o l'adesione ex post senza prova del rapporto causale.
- L'incertezza della disciplina amministrativa e della giurisprudenza all'epoca dei fatti può essere rilevante nella valutazione della prevedibilità della rilevanza penale, ma non è automaticamente decisiva per escludere responsabilità quando la fattispecie è chiara.
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