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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 33265/2025 del 19/12/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva notificato avviso di accertamento relativo all'IRES 2008 ritenendo non deducibili costi sostenuti per operazioni con soggetti residenti in Stati a fiscalità privilegiata (cd. black list) ai sensi dell'art.110, commi 10 e 11, TUIR. Le società (Geodis) contestarono, dimostrando in primo grado parte della deducibilità; la CTR annullò l'atto impositivo ritenendo che, alla luce della natura di spedizioniere internazionale della contribuente e della documentazione prodotta (fatture passive e relative riaddebitazioni ai clienti), fosse provato l'interesse economico effettivo e la concreta esecuzione delle operazioni. L'Agenzia proponeva ricorso alla Corte di Cassazione lamentando errata applicazione dell'art.110 TUIR, uso di fatto notorio e omesso accertamento concreto dell'interesse economico effettivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo che la CTR avesse svolto l'accertamento di fatto richiesto dalla normativa e avesse motivato congruamente le proprie valutazioni (valutazione della natura dell'attività, mancanza di mezzi propri, necessità di ricorrere ad operatori locali, collegamento documentale tra fatture passive e attive e riaddebitazioni). La declaratoria di inammissibilità assorbe il ricorso incidentale condizionato delle controricorrenti. La Corte ha condannato l'Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese processuali in favore delle controricorrenti (complessivi euro 16.000, oltre oneri), e ha escluso l'applicazione dell'obbligo di versare ulteriore contributo unificato nei confronti dell'Amministrazione statale.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 917/1986 (TUIR), art. 110, commi 10 e 11

    La norma presuppone che i costi per operazioni con soggetti residenti in Paesi a fiscalità privilegiata siano indeducibili salvo che il contribuente dimostri o l'attività commerciale effettiva della società estera, o l'esistenza di un effettivo interesse economico alla transazione; la Corte conferma che la prova deve essere valutata in concreto e può essere data anche mediante documentazione che dimostri la concreta esecuzione e il collegamento tra fatture passive e riaddebitazioni

  • d.P.R. n. 917/1986 (TUIR), art. 9

    Riferimento al principio del valore normale per la determinazione delle deduzioni; richiamato come parametro di valutazione delle operazioni tra parti correlate o con Paesi a fiscalità privilegiata

  • d.P.R. n. 600/1973, artt. 39 e 40-bis

    Norme richiamate in ordine ai controlli e agli accertamenti fiscali; citate ai fini procedurali e di interpretazione dell'operatività degli accertamenti

  • D.M. 23 gennaio 2002

    Richiamato come atto regolamentare pertinente alla disciplina delle operazioni con soggetti esteri (menzione formale nella motivazione)

  • Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 127/E del 6/6/2003

    Menzionata in motivazione; la Corte osserva che la valutazione dell'interesse economico deve essere concreta e non può limitarsi a considerazioni formali o a meri vincoli contrattuali

  • Circolare Agenzia delle Entrate n. 51/2010

    Riferimento interpretativo che indica elementi utili per la valutazione dell'interesse economico effettivo (prezzo, costi accessori, tempi di consegna, vincoli contrattuali)

  • Legge n. 147/2013 (novella all'art.110 TUIR)

    Citata come riferimento temporale: la disciplina applicata è quella ratione temporis precedente alla modifica introdotta dalla legge 147/2013

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater (come modificato dall'art.1, comma 17, L. n. 228/2012)

    Norma sul contributo unificato; la Corte ha rilevato che non si applica all'Amministrazione dello Stato (Agenzia delle Entrate) che è esentata per il meccanismo della prenotazione a debito

  • Codice civile, artt. 2697, 2727, 2729

    Richiamati come riferimenti in tema di onere della prova e valutazione probatoria (art.2697: onere della prova), tenuto conto delle regole probatorie civili applicabili

  • Codice di procedura civile, artt. 115, 116 e art. 360 (numeri richiamati)

    Art.115-116 c.p.c. riferiti alle norme sul procedimento e ai mezzi istruttori; art.360 c.p.c. richiamato per i motivi di cassazione (vizi di motivazione, omesso esame)

Massime di principio

  • La presunzione di indeducibilità dei costi verso soggetti in "black list" è superabile con prova concreta: o l'attività commerciale effettiva della controparte estera o un effettivo interesse economico alla transazione
  • La valutazione dell'interesse economico è fattuale e va compiuta caso per caso: devono essere considerati prezzo, costi accessori, vincoli contrattuali, tempi di consegna e l'impossibilità di soddisfare lo stesso interesse con fornitori non residenti in Paesi a fiscalità privilegiata
  • La natura dell'attività svolta dal contribuente (es. spedizioniere internazionale che si avvale di operatori locali) può essere elemento idoneo a dimostrare la sussistenza dell'interesse economico effettivo, ma non esclude automaticamente il controllo di merito; occorre documentazione che dimostri la concreta esecuzione delle operazioni
  • Le decisioni del giudice di merito che valutano la documentazione e gli accertamenti di fatto sono difficilmente sindacabili in Cassazione se ben motivate; la Corte di legittimità verifica principalmente profili di diritto e vizi formali di motivazione
  • Documenti probatori efficaci sono, tra gli altri, contratti, fatture passive abbinate a fatture attive che dimostrano riaddebitazioni e l'associazione univoca fra fornitura e ordine del cliente
  • Le Amministrazioni dello Stato beneficiano di specifiche esenzioni proceduralmente rilevanti (es. regime della prenotazione a debito nei confronti del contributo unificato)

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