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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36193/2023 del 30/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva l'assenza di una motivazione specifica e idonea nel decreto di sequestro probatorio e nel successivo decreto di convalida: il provvedimento si limitava ad affermare in termini generici che il sequestro riguardava "corpi del reato o cose pertinenti al reato, necessarie per l'accertamento dei fatti" e che sarebbe servito per "accertamenti volti a comprovare il fatto/reato", senza spiegare quali accertamenti concreti si intendevano svolgere né il nesso di pertinenza o derivazione tra la somma di denaro (294.110,00 euro) e il reato di traffico di stupefacenti. La difesa ha inoltre contestato che il Tribunale del riesame non potesse colmare la carenza motivazionale del decreto di convalida sostituendosi al PM nelle scelte investigative.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso per cassazione. Ha statuuto che il decreto di sequestro probatorio e il decreto di convalida devono contenere, anche in forma concisa, la motivazione specifica che dia conto delle finalità investigative perseguite e del nesso di pertinenza o derivazione fra i beni sequestrati e il reato. Ha ulteriormente affermato che tali carenze non possono essere compensate dal Tribunale del riesame, poiché è prerogativa del PM indicare le esigenze istruttorie e le finalità del sequestro. Per tali ragioni la Corte ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza del Tribunale di Sassari che il decreto di convalida del 15 ottobre 2022 e ha disposto la restituzione delle cose sequestrate alla persona cui erano state sottratte.

Norme richiamate

  • Corte di cassazione, Sezioni unite penali

    Il decreto di sequestro probatorio e la convalida devono contenere una motivazione, seppur concisa, che specifichi la finalità degli accertamenti per cui il sequestro è disposto

  • Corte di cassazione, Sezione VI penale

    Anche per somme di denaro il provvedimento deve indicare il nesso di derivazione o pertinenza tra il denaro e il reato indagato e la rilevanza del denaro per l'accertamento dei fatti

  • Corte di cassazione, Sezione II penale

    19 dicembre 2019, n. 51200

    Il vincolo pertinenziale deve emergere da elementi concreti ricavati dalla realtà del caso, non solo da considerazioni astratte

  • Corte di cassazione, Sezione II penale

    5 dicembre 2019, n. 49536

    Le eventuali manchevolezze argomentative del provvedimento di convalida non possono essere colmate dal Tribunale del riesame quando il PM non abbia svolto la necessaria autonoma valutazione

  • Corte di cassazione, Sezione IV penale

    6 dicembre 2017, n. 54827

    Il Tribunale del riesame non può sostituirsi al PM nell'indicare le finalità operative delle indagini preliminari

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro probatorio e la sua convalida devono contenere una motivazione specifica, anche breve, che indichi le finalità investigative perseguite con il sequestro
  • Per somme di denaro poste sotto sequestro è necessario indicare il nesso di pertinenza o di derivazione fra il denaro e il reato per cui si procede; non sono sufficienti affermazioni generiche
  • Gli elementi che giustificano il vincolo di pertinenza devono emergere dalla concreta situazione fattuale (es. modalità di custodia, collegamenti con altri indagati, riscontri oggettivi), non da considerazioni puramente astratte
  • È prerogativa del PM formulare l'autonoma valutazione sulle esigenze istruttorie e sulle finalità del sequestro; il Tribunale del riesame non può supplire a questa carenza motivazionale
  • In mancanza di una motivazione idonea nel decreto di sequestro o nella convalida, il provvedimento è annullabile e può conseguire la restituzione dei beni sequestrati

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