Cassazione Civile, Ordinanza n. 30865/2022 del 19/10/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da un'ordinanza-ingiunzione con cui era stata irrogata una sanzione amministrativa per violazione dell'art. 53, commi 9 e 11, del d.lgs. n. 165/2001: un incarico retribuito era stato conferito, quale legale rappresentante di una società, a un professore universitario senza previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza e senza comunicazione tempestiva dei compensi. Il destinatario dell'ingiunzione aveva opposto vari motivi, tra cui l'assunto che il professionista avesse poi ottenuto un'autorizzazione 'ora per allora'. Il Tribunale aveva accolto l'opposizione; la Corte d'appello aveva confermato l'annullamento ritenendo sufficiente l'autorizzazione postuma. In cassazione l'Agenzia deduceva violazione dell'art. 53, commi 7 e 9, d.lgs. 165/2001, e dell'art. 6 L. 240/2010, sostenendo che la previa autorizzazione è requisito indefettibile e che quella successiva non può sanare l'illecito. Il resistente proponeva ricorso incidentale condizionato con sei motivi: giudicato esterno sulla qualità di legale rappresentante, nullità della notifica del verbale, decadenza per tardiva conclusione del procedimento, errore sul fatto non colposo, mancata autorizzazione alla chiamata in manleva del professore incaricato e mancata ammissione di prova testimoniale.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate, affermando che per gli incarichi extraistituzionali retribuiti conferiti a dipendenti pubblici la legge richiede la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza e che l'autorizzazione rilasciata successivamente 'ora per allora' non è idonea a sanare la violazione già consumata. Ha quindi cassato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'appello di Lecce in diversa composizione, perché si uniformi al principio di diritto enunciato e valuti anche l'incidenza della declaratoria di incostituzionalità dell'art. 53, comma 15, d.lgs. 165/2001 sulla sanzione irrogata. Il ricorso incidentale condizionato è stato dichiarato inammissibile per difetto di interesse, essendo diretto contro questioni rimaste assorbite e non decise nel merito dal giudice di appello.
Norme richiamate
art. 53, commi 7, 9 e 11, d.lgs. n. 165/2001
Richiede la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza per gli incarichi extraistituzionali retribuiti dei dipendenti pubblici; la violazione del divieto non è sanabile con autorizzazione postuma.
art. 53, comma 15, d.lgs. n. 165/2001
La Corte richiama la declaratoria di incostituzionalità intervenuta e dispone che il giudice di rinvio valuti l'eventuale incidenza sulla sanzione.
art. 6, L. n. 240/2010
Invocato dal ricorrente principale in combinato disposto con l'art. 53 d.lgs. 165/2001, a sostegno del regime degli incarichi dei professori universitari.
artt. 97 e 98 Cost.
Richiamati come fondamento dei principi di imparzialità, buon andamento ed esclusività che sorreggono la disciplina degli incarichi extraistituzionali.
art. 2909 c.c.
Invocato nel ricorso incidentale per sostenere l'efficacia del giudicato esterno sulla qualità di legale rappresentante.
art. 14, L. n. 689/1981
Richiamato nel ricorso incidentale sia per la contestazione/notifica del verbale sia per la dedotta decadenza del procedimento sanzionatorio.
art. 3, comma 2, L. n. 689/1981
Invocato per l'esimente dell'errore sul fatto non determinato da colpa.
art. 106 c.p.c.
Richiamato nel ricorso incidentale in relazione alla mancata chiamata in manleva del soggetto incaricato.
art. 2724 c.c.
Richiamato nel ricorso incidentale per censurare il rigetto della prova testimoniale.
art. 244 c.p.c.
Invocato in relazione all'ammissibilità della prova orale richiesta nel giudizio di merito.
art. 360 c.p.c.
È la norma sul perimetro dei motivi di ricorso per cassazione, richiamata per la formulazione delle censure.
art. 375, comma 2, c.p.c.
Richiamato per la trattazione camerale del ricorso.
art. 380-bis.1 c.p.c.
Richiamato per la definizione in camera di consiglio.
art. 6, L. n. 689/1981
Richiamato nel ricorso incidentale per la solidarietà passiva e la qualifica del soggetto autore o obbligato in solido.
Massime di principio
- Per gli incarichi extraistituzionali retribuiti conferiti a dipendenti pubblici, l'autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza deve essere preventiva: il controllo di compatibilità va svolto ex ante, non ex post.
- L'autorizzazione successiva 'ora per allora' non sana l'illecito amministrativo già consumato, perché frustra la finalità della norma di prevenire conflitti di interessi e di tutelare esclusività, imparzialità e buon andamento della P.A.
- La violazione dell'art. 53, comma 9, d.lgs. 165/2001 ha natura formale, essendo sufficiente il conferimento dell'incarico senza previa autorizzazione; il mero rilascio tardivo dell'autorizzazione non elide la sanzionabilità della condotta.
- Nel giudizio di cassazione è inammissibile il ricorso incidentale condizionato che investa questioni non decise nel merito perché assorbite, difettando in tal caso la soccombenza attuale necessaria a sorreggere l'impugnazione.
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