Cassazione Penale, Ordinanza n. 04668/2025 del 05/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la sua genericità manifesta. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva condannato in relazione a un fatto di detenzione di sostanza stupefacente. Nel ricorso censurava l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. e l'affermazione della gravità del fatto. La Corte di cassazione ha però ritenuto il ricorso manifestamente generico, perché non si confrontava con la motivazione della sentenza impugnata, fondata sul quantitativo rinvenuto di stupefacente (grammi 544,70) e sull'intensità del dolo.
Norme richiamate
art. 131-bis c.p.
La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata esclusa dalla sentenza impugnata in ragione della gravità del fatto, valutata anche sulla base del quantitativo di sostanza stupefacente e dell'intensità del dolo.
cod. pen.
Richiamo generico al codice penale nel contesto della causa di non punibilità ex art. 131-bis.
Massime di principio
- È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a contestare in modo apodittico l'esclusione della particolare tenuità del fatto senza confrontarsi con gli specifici elementi valorizzati dal giudice di merito.
- Ai fini della valutazione ex art. 131-bis c.p., il giudice può attribuire rilievo al quantitativo di sostanza stupefacente rinvenuta e all'intensità del dolo quale indice della gravità concreta del fatto.
- Il ricorso in cassazione deve misurarsi con la motivazione della sentenza impugnata; la mancata specifica confutazione delle ragioni poste a base della decisione comporta l'inammissibilità.
Come è indicizzato
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