Cassazione Penale, Sentenza n. 20472/2022 del 25/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza che aveva respinto la richiesta di misure alternative alla detenzione formulata da DI PERNA con riferimento a un provvedimento di cumulo emesso dalla Procura di Napoli (15/04/2021). In particolare il ricorrente deduceva: 1) vizio di competenza per violazione dell'art. 677 c.p.p.; 2) errato diniego della misura alternativa in quanto il ricorrente aveva eletto domicilio presso il difensore e dunque non poteva essere giudicato irreperibile.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la competenza era correttamente esercitata dal Tribunale di sorveglianza di Genova ai sensi dell'art. 656, comma 6, c.p.p., individuando come evento iniziale il provvedimento di sospensione con cumulo emesso dalla Procura di Genova il 2 luglio 2020; ha richiamato il principio della "perpetuatio jurisdictionis", per cui successivi provvedimenti di altra Procura non spostano la competenza. Sul merito ha confermato il rigetto della misura alternativa perché l'impossibilità di verificare la concreta reperibilità del ricorrente (domicilio indicato rivelatosi inidoneo e successiva irreperibilità) impediva la valutazione dei presupposti per l'affidamento in prova. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 656 cod. proc. pen., commi 5 e 6
Norma "speciale" che radica la competenza presso il Tribunale di sorveglianza corrispondente al luogo in cui ha sede l'ufficio del Pubblico ministero preposto all'esecuzione; applicazione prevalente rispetto alla regola generale dell'art. 677 c.p.p. nel caso concreto.
art. 677 cod. proc. pen.
Norma generale sulla competenza che è stata ritenuta non applicabile nel caso in cui operi la disciplina speciale di cui all'art. 656 c.p.p.; il rilievo del ricorrente basato su tale norma è quindi infondato.
Principio della "perpetuatio jurisdictionis" (giurisprudenza)
La competenza, una volta radicata in ragione di un provvedimento iniziale dell'ufficio del pubblico ministero, permane e non è alterata da successivi provvedimenti di altri uffici.
Massime di principio
- La competenza per le istanze relative a misure alternative può essere fissata dalla norma speciale di cui all'art. 656 c.p.p.; se esiste un provvedimento preliminare del Pubblico ministero locale la competenza resta ancorata a quel Tribunale anche se successivamente intervengano altri provvedimenti da uffici diversi.
- Il principio della perpetuatio jurisdictionis impedisce lo spostamento della competenza per effetto di provvedimenti sopravvenuti di altri uffici.
- L'elezione di domicilio presso il difensore consente le notifiche ma non sostituisce la "reperibilità effettiva" richiesta per l'applicazione di misure alternative (es. affidamento in prova): la concreta e continua disponibilità dell'interessato è requisito essenziale.
- L'irreperibilità del richiedente, ove dimostri disinteresse per la procedura o renda impossibile la verifica dei presupposti della misura alternativa, giustifica il rigetto dell'istanza.
- In situazioni analoghe è opportuno provare la effettiva reperibilità (contatti, presenza stabile, documentazione) e, se si contestano competenze, sollevare immediatamente le eccezioni rilevanti facendo riferimento all'art. 656 c.p.p. quando applicabile.
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