Sentenza del 29/04/2020 n. 8338 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento T.A.R.S.U. anno 2009 (Euro 55.185,48) notificato al gestore S.P.S. in qualità di affidatario del servizio di gestione aree di sosta a pagamento (strisce blu) con questioni principali: (i) soggettività passiva (chi è il reale titolare/obbligato), (ii) presupposto impositivo per le aree scoperte adibite a parcheggio e relativa qualificazione giuridica, (iii) data di decorrenza dell'obbligazione tributaria (contratto 22/07/2009 vs consegna delle aree 22/10/2009), (iv) spettanza della riduzione d'imposta per uso non continuativo/stagionale, (v) corretta classificazione ai fini tariffari comunali (assimilazione o meno alla categoria "autorimesse e simili"), (vi) nullità per omessa pronuncia su eccezioni regolamentari.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il terzo motivo (errata individuazione della data di decorrenza dell'obbligazione tributaria) e ha cassato la sentenza impugnata limitatamente a tale punto; decidendo nel merito (art. 384 c.p.c.) ha parzialmente accolto il ricorso originario della contribuente con riguardo alla decorrenza della T.A.R.S.U. per il 2009 (la decorrenza deve farsi coincidere con l'inizio dell'utenza effettiva/di disponibilità delle aree, con applicazione della regola del primo giorno del bimestre successivo), con conseguente riduzione dell'importo dovuto per l'anno 2009. Sono stati invece rigettati gli altri motivi: la Corte ha confermato che il presupposto impositivo sussiste quando il gestore detiene/esercita attività imprenditoriale sulle aree aperte; ha escluso la riduzione per semplice regolamentazione oraria; ha ritenuto corretta la qualificazione tariffaria per assimilazione funzionale alle autorimesse; ha ritenuto legittima l'imputazione dell'obbligazione alla S.P.S. anche in presenza di consorzio/ATI. Spese processuali compensate.
Norme richiamate
D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 62
la tassa è dovuta per l'occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti
Il presupposto impositivo è il fatto oggettivo dell'occupazione o detenzione dell'area; rileva la detenzione/gestione anche se l'area è pubblica e il titolo è derivato da concessione/affidamento; la tassa è dovuta in via presuntiva per i parcheggi, frequenti produttori di rifiuti, salvo prova contraria del contribuente che dimostri che l'uso non comporta produzione di rifiuti.
D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 64
la tassa è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria" e "l'obbligazione decorre dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui ha avuto inizio l'utenza
La decorrenza dell'obbligazione tributaria si computa dal primo giorno del bimestre successivo all'inizio dell'utenza effettiva; in caso di consegna successiva alla stipula contrattuale, rileva la data di inizio della disponibilità/utenza e ciò incide sulla determinazione dell'importo dovuto.
D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 66, comma 3, lett. c
locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente, risultante da licenza o autorizzazione rilasciata dai competenti organi per l'esercizio dell'attività
La riduzione prevista riguarda usi stagionali o non continuativi ma ricorrenti e formalmente autorizzati; la mera limitazione oraria giornaliera del servizio di parcheggio non integra automaticamente i presupposti della riduzione.
Regolamento comunale T.A.R.S.U., art. 9 (classificazione) e art. 11 (riduzioni)
categoria "9) autorimesse e simili (locali chiusi)"; "i locali e le aree che non risultassero espressamente indicati, vengono assimilati, sulla base della loro destinazione d'uso, a quelli compresi in una delle categorie sopra indicate"
Le aree non espressamente elencate possono essere assimilate, per analogia funzionale, ad una categoria prevista; la destinazione comune al ricovero di autovetture giustifica l'assimilazione delle aree scoperte a parcheggio a categorie come le autorimesse ai fini della potenziale produzione di rifiuti.
Codice Civile, art. 2602 (consorzio) e art. 2615
Il contratto di consorzio non integra automaticamente le imprese in un unico soggetto; tuttavia il consorzio che agisce quale mandatario per le consorziate può far sorgere obbligazioni direttamente in capo alle imprese consorziate interessate dall'attività; se dal contratto risulta che una consorziata (qui S.P.S.) è indicata come gestore tecnico-amministrativo, l'obbligazione tributaria può essere imputata a questa consorziata.
Codice di Procedura Civile, art. 360, comma 1, n. 5
Il vizio denunciabile per cassazione per omesso esame di un fatto decisivo si applica solo rispetto a fatti storici (elementi di fatto) di cui la sussistenza risulti dagli atti; non è il rimedio per contestare una diversa qualificazione giuridica di fatti già pacifici.
Codice di Procedura Civile, art. 384 (decisione nel merito)
La Corte può decidere nel merito quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto; qui ha deciso sulla decorrenza della tassa applicando direttamente la norma.
Codice di Procedura Civile, artt. 112 e 378
Richiamati nel contesto delle censure (es. omessa pronuncia di eccezioni procedurali o deposizione di memorie): il giudice deve pronunciarsi sulle eccezioni rilevanti, ma la Corte ha ritenuto che non vi fosse omissione decisiva.
Massime di principio
- Per la T.A.R.S.U. il presupposto impositivo è l'occupazione o la detenzione materiale dell'area scoperta: la circostanza che l'area sia pubblica o che il pagamento del parcheggio sia riscosso dal pubblico o da un affidatario non esclude di per sé l'obbligo tributario a carico del soggetto che detiene/gestisce l'area in modo strumentale a un'attività imprenditoriale.
- L'onere di esenzione grava sul contribuente: deve provare non solo la stabile destinazione ma anche che tale uso non comporta produzione di rifiuti. I parcheggi sono in via presuntiva produttivi di rifiuti.
- La decorrenza dell'obbligazione tributaria (art. 64) si calcola dal primo giorno del bimestre solare successivo all'effettivo inizio dell'utenza/disponibilità dell'area; in pratica conta la consegna o l'inizio effettivo della gestione, non necessariamente la data del contratto.
- La limitazione oraria quotidiana del servizio (es. stop notturno) non costituisce di per sé "uso stagionale" o "uso non continuativo" ai fini delle riduzioni previste dall'art. 66; bisogna valutare la ricorrenza e la natura dell'autorizzazione/licenza.
- Ai fini della classificazione tariffaria, le aree atipiche vanno ricondotte a categorie esistenti per analogia funzionale e destinazione d'uso; la presenza o meno di opere murarie delimitative non è determinante sulla potenzialità produttiva di rifiuti.
- In caso di appalto/affidamento tramite consorzio o ATI, l'imputazione dell'obbligazione tributaria può gravare sulla consorziata effettivamente indicata/implicata nella gestione del servizio, anche se il contratto è stato stipulato dal consorzio o ATI.
- La doglianza per omesso esame di fatto in cassazione (art. 360, comma 1, n.5) non è utilizzabile per contestare la qualificazione giuridica di fatti pacifici; va distinta la critica sulla valutazione giuridica dalla mancata considerazione di fatti storici.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza tributaria
- Sentenza · 29 apr 2020Sentenza del 29/04/2020 n. 2625 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia
- Sentenza · 29 apr 2020Sentenza del 29/04/2020 n. 8329 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 29 apr 2020Sentenza del 29/04/2020 n. 8330 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 29 apr 2020Sentenza del 29/04/2020 n. 8331 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 29 apr 2020Sentenza del 29/04/2020 n. 8332 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 29 apr 2020Sentenza del 29/04/2020 n. 8339 - Corte di Cassazione
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza tributaria →