Cassazione Penale, Sentenza n. 17785/2026 del 18/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di rigetto della richiesta di revoca o sostituzione "in melius" della misura della custodia cautelare in carcere applicata a Tropea per il reato di tentata estorsione. La difesa contestava: 1) travisamento della prova e manifesta illogicità della motivazione in relazione al ruolo dell'imputato e alla persistenza del pericolo di reiterazione (art. 274, lett. c); 2) apparente motivazione circa il pericolo di inquinamento probatorio (mancanza di riferimenti concreti e prossimità dell'udienza preliminare); 3) violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità (art. 275), con esclusione ingiustificata di misure meno afflittive, nonostante l'origine della vicenda sia stata il recupero di una vettura e la possibile limitata capacità di reiterazione a distanza.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per motivi manifestamente infondati. La Corte ha ritenuto che: a) non sussiste travisamento della prova: la valutazione della deposizione della persona offesa (Francesco Graziani) come indicativa di minacce implicite e della funzione di "astante" dell'indagato rientra nell'apprezzamento di merito non sindacabile in cassazione; b) il pericolo di inquinamento probatorio non è escluso dal mero avvicinarsi dell'udienza preliminare e dall'espletamento dell'incidente probatorio, stante la possibilità concreta, secondo il giudice, che il detenuto, se posto agli arresti domiciliari, possa agevolmente contattare testimoni; c) l'esclusione di misure alternative è motivata dalla valutazione del giudice sulla modalità a distanza delle minacce (videochiamata) e dai precedenti dell'esecutore materiale. Conseguenze: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.), e trasmissione del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario per annotazione nella cartella personale ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.; il ricorrente rimane in stato di detenzione.
Norme richiamate
Codice di procedura penale - art. 610, comma 5
Regola la trattazione in camera di consiglio in mancanza di richiesta di trattazione orale; qui ha giustificato la decisione senza udienza pubblica.
Codice di procedura penale - art. 611, comma 1-bis e ss.
Disposizioni procedurali sul procedimento in camera di consiglio e sulle modalità di trattazione; richiamate per la modalità di trattazione del ricorso.
Codice di procedura penale - art. 606, lett. b ed e
Criteri di ammissibilità e motivi di cassazione: lett. b (violazione di norme di diritto) e lett. e (manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione). La Corte ha ritenuto i motivi manifestamente infondati e non configuranti travisamento della prova.
Codice di procedura penale - art. 274, lett. a e c
Cauzioni per la custodia cautelare: lett. a (pericolo di fuga) e lett. c (pericolo di reiterazione del reato). L'ordinanza impugnata e la Cassazione hanno valutato la persistenza del pericolo, soprattutto del rischio di reiterazione e di inquinamento probatorio.
Codice di procedura penale - art. 275
Principi di adeguatezza e proporzionalità delle misure cautelari. La Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia adeguatamente motivato l'impossibilità di misure meno afflittive, alla luce del rischio concreto individuato.
Codice di procedura penale - art. 616
Prevede le sanzioni in caso di inammissibilità del ricorso; applicata la condanna alle spese e la sanzione a favore della Cassa delle ammende.
Disposizioni attuative c.p.p. - art. 94, commi 1-bis e 1-ter
Norme relative alla annotazione nella cartella personale del detenuto; il provvedimento è stato trasmesso al direttore dell'istituto per l'iscrizione prevista.
Massime di principio
- La Corte di legittimità non riesamina il merito probatorio o le rivalutazioni delle deposizioni: contestare una valutazione di merito richiede che la motivazione sia manifestamente illogica o contraddittoria, non semplicemente diversa.
- Per ottenere la revoca o attenuazione della custodia cautelare è necessario dimostrare un mutamento concreto e significativo delle condizioni cautelari; il mero decorso del tempo o lo svolgimento di atti processuali non sono in genere sufficienti.
- La prospettazione di un generico rischio di inquinamento probatorio è insufficiente: il giudice può però ritenere sussistente il pericolo anche in presenza di elementi che rendono agevole la comunicazione con potenziali testimoni (es. disponibilità di telefoni), specie se connessi a modalità di offesa a distanza.
- La valutazione di adeguatezza e proporzionalità delle misure cautelari spetta al giudice di merito; per impugnare efficacemente la scelta di escludere misure alternative occorre mostrare l'insussistenza dei rischi concretamente motivati dal giudice.
- Il fatto che la vicenda abbia originato da un conflitto attorno al recupero di un bene (es. vettura in leasing) e la condotta della persona offesa non escludono automaticamente le esigenze cautelari se sussistono elementi indicativi di minacce, modalità a distanza o precedenti specifici dell'esecutore materiale.
- Chi propone ricorso per cassazione deve valutare il rischio di condanna per inammissibilità e l'eventuale sanzione a favore della Cassa delle ammende in caso di motivi manifestamente infondati.
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