Sentenza del 11/05/2018 n. 11440 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Dogane chiedeva al contribuente, quale coobbligato solidale, il pagamento di 450.826,06 euro di IVA non versata, oltre interessi e sanzioni, relativa agli anni 1998-2000. L'imposta derivava da un meccanismo fraudolento basato su false dichiarazioni d'intento e sulla fittizia creazione di un plafond IVA da parte della società intermediaria, successivamente fallita. Il ricorrente contestava, tra l'altro, l'efficacia nei suoi confronti delle sentenze riguardanti la società intermediaria, l'utilizzabilità degli elementi emersi nei procedimenti penali conclusi per prescrizione, la propria responsabilità solidale pur non avendo materialmente eseguito le operazioni doganali e l'incompetenza territoriale dell'Ufficio di Novara.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha chiarito che le sentenze relative alla società intermediaria erano state utilizzate solo come elementi fattuali e non come giudicato vincolante nei confronti del contribuente. La sentenza penale dichiarativa della prescrizione non produce automaticamente effetti vincolanti nel processo tributario, ma gli accertamenti e gli elementi indiziari raccolti in sede penale possono essere autonomamente valutati dal giudice tributario. La CTR aveva motivato adeguatamente il coinvolgimento del contribuente nel meccanismo fraudolento e la sua responsabilità solidale. La censura sull'incompetenza territoriale dell'Ufficio è stata ritenuta tardiva e comunque riferita a un vizio di annullabilità, non rilevabile d'ufficio. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 12.000 euro oltre spese prenotate a debito.
Norme richiamate
Art. 201, comma 3, Regolamento CEE n. 2913/1992, Codice doganale comunitario
Prevede la responsabilità del rappresentante, in solido con il rappresentato, per l'obbligazione doganale quando risulti coinvolto nel perfezionamento dell'operazione di importazione.
La responsabilità solidale non è stata considerata oggettiva, ma fondata sull'accertamento del concreto coinvolgimento del soggetto nelle operazioni e nel meccanismo fraudolento. La contestazione del contribuente, però, riguardava in realtà la valutazione dei fatti e non una corretta questione di interpretazione normativa.
Art. 38 del D.P.R. n. 43/1973, Testo unico delle leggi doganali
Vincola all'obbligazione tributaria i soggetti che si siano comunque ingeriti nell'operazione doganale.
La norma consente di estendere la responsabilità dell'obbligazione doganale anche a soggetti diversi da chi ha materialmente introdotto la merce, purché sia provato il loro coinvolgimento nell'operazione.
Art. 213 del Codice doganale comunitario
Le persone che hanno partecipato all'operazione doganale sono tenute al pagamento dell'obbligazione doganale in solido.
La partecipazione al circuito di importazione fraudolenta può fondare la responsabilità solidale per il debito doganale.
Artt. 651, 652, 653 e 654 c.p.p.
Le disposizioni sull'efficacia extrapenale del giudicato penale costituiscono eccezioni al principio di autonomia e separazione dei giudizi.
La sentenza penale di non doversi procedere per prescrizione non ha efficacia automatica di giudicato nel processo tributario. Il giudice tributario deve valutare autonomamente i fatti, potendo utilizzare gli elementi acquisiti nel procedimento penale come prove o indizi.
Art. 7, comma 4, del D.Lgs. n. 546/1992
Nel processo tributario non sono ammessi il giuramento e la prova testimoniale.
I limiti probatori propri del processo tributario impediscono di attribuire automatica efficacia vincolante alle decisioni penali; tuttavia, presunzioni semplici e altri elementi indiziari possono essere sufficienti a fondare la pretesa tributaria.
Artt. 21-septies e 21-octies della Legge n. 241/1990
Distinguono tra nullità e annullabilità degli atti amministrativi; l'incompetenza territoriale rientra, di regola, nell'annullabilità.
L'incompetenza territoriale dell'Ufficio doganale determina un vizio di annullabilità, che deve essere eccepito tempestivamente e non è normalmente rilevabile d'ufficio. Se sollevata per la prima volta in appello, l'eccezione è inammissibile.
Massime di principio
- Nel processo tributario, una sentenza penale di prescrizione non equivale né a una condanna né a un'assoluzione con efficacia vincolante: il giudice tributario deve compiere una propria valutazione, ma può utilizzare gli elementi indiziari emersi nel procedimento penale.
- Il soggetto che non ha materialmente eseguito l'importazione può comunque essere obbligato in solido se l'Amministrazione dimostra il suo ruolo effettivo nella gestione, organizzazione o realizzazione del meccanismo fraudolento.
- Le sentenze pronunciate nei confronti di una società collegata non fanno automaticamente stato nei confronti di un soggetto estraneo a quel processo, ma possono essere utilizzate per ricostruire i fatti come elementi probatori o indiziari.
- Le contestazioni relative all'incompetenza territoriale degli uffici doganali devono essere sollevate tempestivamente, normalmente già nel primo grado; la loro proposizione per la prima volta in appello può comportare l'inammissibilità.
- In sede di cassazione non è possibile sostituire la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito con una diversa ricostruzione dei fatti, salvo specifici e rilevanti vizi di motivazione o errori di diritto.
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