Cassazione Penale, Sentenza n. 29928/2022 del 27/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello sotto più profili. Pippo ha contestato la qualificazione giuridica del Consorzio (sostenendo la sua estraneità alla P.A. e quindi l'assenza della veste di pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio), ha chiesto la riqualificazione delle condotte da peculato a truffa e ha dedotto che alcune condotte andassero inquadrate come abuso d'ufficio; inoltre ha lamentato contraddittorietà rispetto all'assoluzione dei direttori generali. Falcone ha contestato la valutazione delle sue dichiarazioni (vizio di motivazione e travisamento della prova), ha chiesto l'applicazione dell'attenuante per risarcimento, ha prospettato la riqualificazione in truffa e ha impugnato il calcolo della pena base alla luce della legge 190/2012.
La decisione
La Corte di Cassazione ha in gran parte rigettato i ricorsi. Ha confermato che i consorzi di bonifica (in particolare il Consorzio Cellina Meduna) vanno qualificati come enti pubblici/regionali e che l'organo apicale (presidente) può assumere la veste di pubblico ufficiale o, comunque, di incaricato di pubblico servizio. Ha ritenuto corretta la qualificazione delle condotte come peculato (anche quando il presidente disponeva di rimborsi o beni e li destinava a usi personali o per terzi), respingendo la ricostruzione in termini di truffa o di abuso d'ufficio. Ha altresì confermato la responsabilità concorrente di Falcone per le condotte riferite al capo A) in base alle prove e alle dichiarazioni confessorie. Tuttavia la Corte ha dichiarato estinti per prescrizione tutti i reati contestati ai capi A) e B) commessi fino al 18 giugno 2009 e ha disposto l'annullamento senza rinvio per tali fatti; ha lasciato impregiudicata la confisca relativa a fatti successivi al 28 novembre 2012. Ha rinviato alla Corte d'appello di Trieste la rideterminazione della pena per i reati residuali non prescritti. Ha condannato i ricorrenti a rifondere le spese di rappresentanza e difesa della parte civile.
Norme richiamate
art. 862 cod. civ.
Usata per sottolineare la natura pubblicistica dei consorzi di bonifica nell'ordinamento civile; la Corte ne trae supporto per qualificare l'ente come pubblico
r.d. 215/1933 (art. 59)
Richiamato come fonte storica che contribuisce alla qualificazione pubblica dei consorzi di bonifica
L.R. Friuli Venezia Giulia n. 28/2002
Normativa regionale che definisce il Consorzio Cellina Meduna come ente pubblico economico non commerciale e individua finalità di interesse pubblico rilevanti ai fini della qualificazione pubblicistica
d.lgs. 165/2001 (art. 1, comma 2)
Citato per chiarire l'elenco delle amministrazioni pubbliche e per argomentare sulle categorie rilevanti; la Corte ritiene comunque che, per i consorzi, la qualificazione pubblicistica sussista anche fuori da tale elenco
art. 357 c.p.
Richiamato implicitamente nel ragionamento sulla qualificazione soggettiva (definizione di pubblico ufficiale): la Corte conferma che il presidente può rientrare nella fattispecie
art. 646 c.p.
Norma sul furto/appropriazione privata Menzi0nata dai ricorrenti; la Corte ritiene comunque che le condotte debbano essere inquadrate come peculato e non come semplice appropriazione ai sensi di questo articolo
art. 62, comma 1, n. 6 c.p.
Attenuante per aver risarcito il danno: richiesta da Falcone ma la Corte ha ritenuto che il risarcimento non coprisse le somme contestate e quindi non applicabile
legge 190/2012
Modifica dei limiti edittali del delitto di peculato; la Corte la ritiene rilevante per il calcolo della pena base (pena minima elevata a 4 anni per alcuni fatti) e per la determinazione della gravità astratta
art. 578 cod. proc. pen.
Richiamato per precisare che l'annullamento senza rinvio per prescrizione non influenza le statuizioni civili
Massime di principio
- I consorzi di bonifica, pur avendo elementi di gestione privatistica, possono essere qualificati come enti pubblici e gli organi apicali possono assumere la veste di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio quando svolgono funzioni di interesse pubblico regolate da norme pubblicistiche
- La distinzione tra peculato e truffa dipende dall'antecedente disponibilità del denaro o del bene: se l'organo dispone già di somme/beni per esercizio del potere, l'appropriazione da parte sua può integrare peculato, mentre la truffa richiede che la disponibilità sia il frutto di artifici o false apparenze
- La presenza di documentazione apparente o giustificazioni formali non esclude il peculato se il soggetto titolare del potere di spesa ha di fatto la disponibilità e usa le risorse per fini non istituzionali
- Il fatto che i beneficiari abbiano confidato nella legittimità delle erogazioni (elemento psicologico) non esclude automaticamente la responsabilità del soggetto che ha materialmente disposto le risorse: possono coesistere responsabilità diverse in capo a soggetti diversi a seconda della loro posizione e consapevolezza
- In caso di reati commessi in continuità bisogna calcolare la prescrizione applicando il termine unificato alla serie di reati, tenendo conto delle sospensioni intervenute nel corso del giudizio; ciò può comportare l'estinzione per prescrizione di fatti anteriori a una certa data
- Il pagamento o il risarcimento successivo non garantisce automaticamente l'applicazione dell'attenuante: occorre che il versamento sia effettivamente idoneo a ricomprendere le somme illecitamente sottratte e che il giudice lo ritenga idoneo a integrare l'attenuante prevista
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