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Ordinanza

Ordinanza n. 304/2026 - Torino, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600937

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato nell'ambito della procedura di ingresso e soggiorno per lavoro

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta al lavoro subordinato, nonché il precedente preavviso o avvio del procedimento e gli eventuali atti ostativi alla prosecuzione della procedura o al rilascio del titolo di soggiorno, chiedendone la sospensione cautelare. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che la contestazione riguardava, in particolare, la rilevanza attribuita all'incertezza temporale del DURC dell'impresa datrice di lavoro e la conseguente ritenuta carenza di prova della capacità economica dell'impresa e della credibilità del rapporto lavorativo. Il ricorrente aveva inoltre richiamato, quale termine di comparazione, una diversa fattispecie nella quale il lavoratore aveva comunque svolto attività lavorativa; il TAR ha ritenuto tale situazione non assimilabile a quella in esame, nella quale il ricorrente non aveva mai svolto attività lavorativa in Italia.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistente il fumus boni iuris. Ha considerato l'incertezza temporale del DURC non come una mera irregolarità formale, ma come una carenza sostanziale di prova della capacità economica dell'impresa di gestire il rapporto di lavoro e, di conseguenza, della credibilità del rapporto lavorativo dichiarato. Ha inoltre escluso l'assimilabilità del precedente invocato, poiché in quella diversa vicenda il lavoratore aveva svolto attività lavorativa, mentre nel caso esaminato il ricorrente non ne aveva mai svolta alcuna in Italia. L'istanza cautelare è stata pertanto respinta; le spese della fase cautelare sono state compensate. Il testo non contiene una valutazione autonoma del periculum in mora.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare; il TAR ha negato la sospensione per carenza del fumus boni iuris.

Massime di principio

  • Nella valutazione dei presupposti per il rilascio o il mantenimento di un nulla osta al lavoro subordinato, l'incertezza temporale del DURC dell'impresa non costituisce necessariamente una mera irregolarità formale, potendo integrare una carenza sostanziale di prova della capacità economica dell'impresa di gestire il rapporto di lavoro.
  • La credibilità del rapporto di lavoro dichiarato può essere valutata anche alla luce dell'effettivo svolgimento di attività lavorativa pregressa in Italia; una fattispecie nella quale il lavoratore abbia concretamente lavorato non è automaticamente assimilabile a quella di chi non abbia mai svolto alcuna attività lavorativa sul territorio nazionale.
  • In sede cautelare, l'assenza del fumus boni iuris è sufficiente a giustificare il rigetto della domanda di sospensione, anche quando il provvedimento impugnato incida sul procedimento di rilascio del titolo di soggiorno.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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