Sentenza n. 12738/2026 - Roma, Sezione 5Q
per per la declaratoria di illegittimità - ex artt. 31 e 117 c.p.a.- del silenzio illegittimamente formatosi sull'istanza trasmessa a mezzo pec in data 15.11.2024 e sollecitata in data 01.08.2025 con la quale le ricorrenti hanno chiesto di porre in essere tutti gli atti utili e necessari ai fini della sottoscrizione della Convenzione urbanistica presupposta al rilascio del permesso di costruire di cui all'istanza depositata in data 19.12.2016, successivamente modificata in data 12.07.2021, definitivamente approvata con determina dirigenziale prot. n. 66980-66992 del 28.10.2021. nonché per la declaratoria dell'obbligo della P.A. di provvedere definitivamente sulla predetta istanza con atto espresso e motivato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione resa dalle ricorrenti nel corso del giudizio. La causa è stata quindi definita in rito, senza esame della sussistenza del silenzio illegittimo né dell’obbligo del Comune di provvedere. Le spese di lite sono state compensate in ragione della definizione processuale.
Atto impugnato: Silenzio del Comune di Nettuno sull’istanza diretta a ottenere gli atti necessari alla sottoscrizione della convenzione urbanistica presupposta al rilascio di un permesso di costruire
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le ricorrenti hanno proposto azione avverso il silenzio ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., lamentando l’inerzia del Comune di Nettuno rispetto all’istanza trasmessa via PEC il 15 novembre 2024 e sollecitata il 1° agosto 2025. L’istanza era finalizzata a ottenere l’adozione degli atti necessari alla sottoscrizione della convenzione urbanistica presupposta al rilascio del permesso di costruire richiesto nel 2016, modificato nel 2021 e definitivamente approvato con determina dirigenziale del 28 ottobre 2021. Nel corso del giudizio, con memoria depositata il 24 giugno 2026, le ricorrenti hanno dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito.
Norme richiamate
artt. 31 e 117 c.p.a.
Disciplinano l’azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione e la relativa tutela processuale; nel caso concreto non sono stati applicati nel merito perché è sopravvenuto il difetto di interesse.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.
Massime di principio
- L’azione avverso il silenzio è improcedibile quando, nel corso del giudizio, il ricorrente dichiara la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse comporta la definizione in rito della controversia e preclude l’esame della legittimità del silenzio e dell’eventuale obbligo dell’amministrazione di provvedere.
- In caso di definizione del giudizio per sopravvenuto difetto di interesse, le spese possono essere compensate in ragione della natura processuale della pronuncia.
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