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Ordinanza

Ordinanza n. 1656/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601093

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto dell’istanza di verifica della sussistenza della quota per la conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, unitamente al preavviso di rigetto e agli atti istruttori connessi

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il rigetto adottato dalla Prefettura – Sportello Unico per l’Immigrazione di Cosenza nell’ambito della domanda di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato, nonché il precedente preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990. Dal provvedimento emerge che l’amministrazione ha fondato il diniego sulla mancata produzione del modello UNILAV relativo al rapporto di lavoro stagionale, della proposta di contratto di soggiorno con indicazione della retribuzione mensile, di un titolo valido relativo all’immobile di ospitalità, del permesso di soggiorno del locatore e dell’indicazione della durata dell’ospitalità nella comunicazione di ospitalità. Il giudice, senza definire nel merito le censure, ha ritenuto necessario verificare quale documentazione il ricorrente avesse effettivamente trasmesso all’amministrazione in risposta al preavviso di rigetto o comunque prima dell’adozione del provvedimento finale.

La decisione

Il TAR ha disposto un incombente istruttorio a carico del ricorrente, ordinandogli di depositare, entro il termine perentorio di dieci giorni dalla notificazione o comunicazione dell’ordinanza, copia in formato originale .eml della ricevuta di consegna della PEC contenente la documentazione trasmessa all’amministrazione in riscontro al preavviso di rigetto o comunque prima dell’adozione del diniego. La richiesta istruttoria è stata ritenuta necessaria per acquisire la documentazione indispensabile alla decisione, in particolare al fine di accertare il contenuto e la tempestività delle produzioni documentali del ricorrente. La prosecuzione del giudizio cautelare è stata rinviata alla camera di consiglio del 4 novembre 2026. Non è stata ancora adottata una decisione sulla domanda cautelare né sul merito del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il preavviso di rigetto è richiamato quale atto procedimentale adottato nell’ambito della pratica di conversione del permesso di soggiorno.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Quando la decisione dipende dall’accertamento del contenuto e della tempestività della documentazione trasmessa dal privato all’amministrazione, il giudice amministrativo può disporre un incombente istruttorio specifico, richiedendo il deposito della comunicazione PEC completa e nel formato originale idoneo a verificarne integrità, allegati e ricevuta di consegna.
  • In presenza di un giudizio cautelare non ancora maturo per la decisione, il giudice può rinviarne la prosecuzione a una successiva camera di consiglio dopo l’espletamento dell’incombente istruttorio, senza anticipare la valutazione sulla legittimità del provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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