Cassazione Penale, Sentenza n. 45288/2024 del 10/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in sei motivi; il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Palermo che aveva confermato la condanna per bancarotta societaria (capo C: causazione del fallimento/operazioni dolose; capo D: bancarotta fraudolenta per distrazione). Le censure riguardano: 1) la qualificazione della condotta come bancarotta fraudolenta distrattiva anziché preferenziale in relazione a una delibera di liquidazione di compenso di 15.000 euro e al prelievo di 7.500 euro; 2) la presunta contraddittorietà e l'uso indebito di dichiarazioni autoindizianti relative alla compensazione con la società 6239 S.r.l. (d1); 3) la contestazione della qualificazione come fittizia di operazioni immobiliari per omessa documentazione contrattuale e assenza di preliminare (d2 e d4); 4) la mancata valutazione delle consulenze di parte che giustificherebbero i prelievi e la destinazione sociale delle somme (d3); 5) la mancata considerazione delle attenuanti generiche e di irragionevolezza nella dosimetria della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la qualificazione delle condotte come bancarotta fraudolenta per distrazione e bancarotta impropria da causazione del fallimento, respingendo i rilievi sulla riqualificazione in bancarotta preferenziale alla luce della natura del compenso (attività svolta come direttore tecnico e mancanza di certezza, liquidità ed esigibilità del credito). Ha ritenuto logiche e non contraddittorie le valutazioni di merito riguardo alla distrazione di denaro (compenso di 7.500 euro, 18.000 euro per pagamenti relativi a via Celso, 30.717,59 euro prelevati prima del fallimento, 21.000 euro versati ad Ariosto Immobiliare), il ruolo di conflitto d'interessi, l'assenza di documentazione giustificativa e la fondatezza delle prove documentali e dichiarative richiamate. Ha inoltre confermato la mancata concessione delle attenuanti generiche e l'aumento per continuazione fallimentare. Il ricorrente è condannato alle spese processuali e alla rifusione delle spese in favore della parte civile, liquidate in euro 3.800,00 oltre competenze.
Norme richiamate
art. 173 disposizioni attuative cod. proc. pen.
Limiti formali della esposizione dei motivi di ricorso in cassazione; i motivi devono essere enunciati nei limiti necessari per la motivazione.
art. 223, comma 2, n. 2 legge fallimentare
Disciplina la bancarotta impropria per causazione del fallimento o per effetto di operazioni dolose; norma richiamata per l'imputazione sub capo C.
art. 1241 cod. civ.
Quando due persone sono obbligate l'una verso l'altra...
Principio sulla compensazione tra debiti e crediti che richiede identità delle parti e condizioni per la forma satisfattoria; usato per spiegare perché la presunta 'compensazione' non operava senza effettivo trasferimento e identità tecnica dei soggetti.
art. 192 cod. proc. pen.
Regola la valutazione della prova dichiarativa; attribuisce al giudice di merito il potere di valutare attendibilità e riscontri e rende il sindacato di legittimità limitato se la motivazione è congrua.
art. 2475-ter cod. civ.
Richiamato come possibile indice di conflitto di interessi/operazione in contrasto con l'interesse sociale; nel caso non è stato valutato come decisivo ma come uno degli indici di fraudolenza.
art. 611 cod. proc. pen. (modificato d.lgs. n.150/2022)
Norma processuale sulla trattazione del ricorso in Cassazione senza intervento delle parti, citata per spiegare la modalità di trattazione del ricorso depositato dopo il 30 giugno 2024.
Massime di principio
- Quando l'amministratore preleva o riceve somme, occorre verificare l'esistenza di una delibera formalmente valida e la certezza, liquidità ed esigibilità del credito per escludere la bancarotta fraudolenta e configurare eventualmente una bancarotta preferenziale.
- Se la somma ricevuta dall'amministratore deriva da una prestazione diversa da quella tipica di amministratore (es. incarico tecnico), la verifica sulla congruità e sulla documentazione della prestazione è centrale per la qualificazione del reato.
- La prova della distrazione può essere desunta dalla mancata dimostrazione, da parte dell'amministratore, della destinazione delle somme o dei beni al soddisfacimento delle esigenze sociali; l'assenza di giustificativi documentali costituisce indice rilevante di fraudolenza.
- Operazioni immobiliari o pagamenti fra società collegate richiedono contratti o documentazione scritta, soprattutto se effettuati in prossimità dello stato di decozione: il conflitto di interessi e l'assenza di garanzie per la società sono indici di pericolosità patrimoniale.
- Le dichiarazioni rese da terzi vanno valutate dal giudice di merito in termini di ruolo, terzietà e riscontri documentali; il giudice di merito ha ampia discrezionalità nella valutazione della attendibilità se adeguatamente motivata.
- Per la bancarotta fraudolenta per distrazione è sufficiente il dolo generico: non è necessario provare la consapevolezza dello stato di insolvenza o lo scopo di danneggiare i creditori, ma la volontà consapevole di destinare il patrimonio sociale ad altra finalità.
- Le circostanze attenuanti generiche e la dosimetria della pena richiedono elementi positivi concreti sulla personalità del reo e sulla gravità effettiva del fatto; l'assenza di tali elementi può giustificare il diniego delle attenuanti e l'aumento per continuazione.
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