Sentenza n. 2639/2026 - Milano, Sezione 5
per l'annullamento previa concessione di sospensiva del provvedimento del 2 ottobre 2023 della Dirigente Settore Tutela Ambientale e Biodiversità, Promozione Territorio e Sostenibilità della Provincia di Pavia notificato da SUAP di Broni il 3 ottobre 2023 con oggetto “Società Terre d'Oltrepò S.C.A.P.A., C.F. 02270380187, con sede legale in Casteggio, Via Torino 96 e unità operativa in Broni, Via San Saluto, 81 (PV) – Revoca dell'Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) n. 35/2015 PG 47150 del 13/07/2015”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca dell'Autorizzazione Unica Ambientale che consentiva lo scarico in pubblica fognatura di acque reflue industriali pretrattate
Esito
Favorevole al resistente (provincia)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente, titolare di un'attività vitivinicola articolata in tre unità produttive, ha impugnato il provvedimento provinciale di revoca dell'Autorizzazione Unica Ambientale, motivato dal mancato rispetto dei valori limite di emissione previsti dalla tabella 3 dell'allegato 5 alla parte III del d.lgs. n. 152 del 2006 per gli scarichi in fognatura. Sono state dedotte, con tre motivi, la violazione delle norme sul procedimento amministrativo e l'insussistenza dei presupposti per la revoca dell'autorizzazione. La domanda cautelare è stata respinta con ordinanza n. 1151 del 12 dicembre 2023.
La decisione
Dopo la fissazione della causa ai soli fini della verifica della permanenza dell'interesse alla decisione, la parte ricorrente ha dichiarato, con memoria depositata il 25 maggio 2026, che era venuto meno l'interesse alla definizione nel merito del ricorso. Il TAR ha pertanto dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure sulla revoca dell'AUA. In ragione delle peculiarità della controversia, della definizione in rito e dell'accordo tra le parti, ha disposto la compensazione delle spese di giudizio.
Norme richiamate
d.lgs. 152/2006, parte III, allegato 5, tabella 3
colonna “scarico in fognatura”
La revoca dell'autorizzazione era stata motivata dal mancato rispetto dei valori limite di emissione previsti per gli scarichi in fognatura; la sentenza, tuttavia, non esamina nel merito la legittimità di tale motivazione.
art. 72-bis, comma 1, c.p.a.
ai soli fini della verifica della permanenza dell'interesse alla decisione
La fissazione della causa a tale fine ha preceduto la dichiarazione della sopravvenuta carenza di interesse.
art. 74 c.p.a.
La sentenza è pronunciata in forma semplificata, come indicato in epigrafe.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara che è venuto meno l'interesse alla decisione nel merito, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La sopravvenuta carenza di interesse impedisce l'esame nel merito dei motivi di ricorso e comporta la definizione del giudizio in rito.
- La compensazione delle spese può essere disposta in ragione delle peculiarità della controversia, della definizione in rito e dell'accordo tra le parti.
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