Cassazione Penale, Sentenza n. 17710/2022 del 04/05/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il difensore del ricorrente aveva chiesto l'autorizzazione a colloqui personali e telefonici: colloquio personale con la figlia Rubino Roberta (coindagata e sottoposta all'obbligo di presentazione alla PG) e colloquio telefonico con la moglie Puleo Antonina (coindagata, agli arresti domiciliari). Il GIP aveva negato l'istanza, richiamando precedenti provvedimenti di diniego e valorizzando il fatto che le persone chiamate al colloquio erano indagate nello stesso procedimento. Il difensore ha impugnato sostenendo che la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini attenua l'esigenza di tutela delle investigazioni, che non era stato disposto divieto d'incontro e che la motivazione del rigetto non considerava le specifiche circostanze e le argomentazioni difensive.
La decisione
La Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per motivazione apparente: il provvedimento impugnato si era limitato a richiamare precedenti decisioni reiettive senza confrontarsi con le allegazioni difensive, in particolare con il rilievo della attenuazione delle esigenze investigative dopo la chiusura delle indagini. Ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Roma, Sezione G.I.P., a diverso giudice.
Norme richiamate
Costituzione italiana, art. 111, comma 7
Le decisioni che comportano un inasprimento del grado di afflittività delle misure cautelari sono impugnabili in cassazione per violazione di legge, ai sensi della tutela prevista dall'art. 111 Cost.
Giurisprudenza della Cassazione (sentenze citate nella motivazione)
Sez. 6, Sentenza n. 3729 del 24/11/2015; Sez. 2, Sentenza n. 23760 del 06/05/2015; Sez. 5, Sentenza n. 9677 del 14/07/2014; Sez. 6, Sentenza n. 21525 del 18/06/2020
Richiamato il principio che nella 'violazione di legge' rientrano anche la motivazione inesistente o apparente; la motivazione deve confrontarsi con le risultanze e le allegazioni difensive e non può limitarsi a formule ripetitive o a rinvii a precedenti provvedimenti.
Massime di principio
- Le istanze di colloquio di detenuti con persone indagate nello stesso procedimento richiedono una motivazione specifica e non possono essere rigettate con richiami generici a precedenti provvedimenti.
- La notifica dell'avviso di conclusione delle indagini riduce l'intensità dell'esigenza di tutela delle investigazioni e deve essere considerata dal giudice quando valuta limitazioni dei contatti tra indagati.
- La mancanza di un divieto esplicito di incontro o di altre concrete esigenze investigative deve essere valutata e motivata; l'assenza di tale valutazione può costituire motivazione apparente.
- Le decisioni che modificano l'afflittività delle misure cautelari sono impugnabili in Cassazione per vizio di legge nei casi di motivazione insufficiente o fittizia.
- Se la motivazione è ritenuta apparente, la Corte può annullare il provvedimento e disporre il rinvio per nuovo esame a diverso giudice per garantire imparzialità e un riesame effettivo.
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