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Sentenza

Sentenza n. 122/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento del Nucleo Carabinieri Forestale di Atri (TE) -OMISSIS-, comunicato a mezzo PEC in pari data, con cui è stata respinta l'istanza di accesso agli atti formulata dalla ricorrente in data 29.08.2025, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto; nonché per l'accertamento -del diritto di accesso agli atti amministrativi richiesti; e per la condanna del COMANDO GENERALE DELL'ARMA DEI CARABINIERI - REGIONE CARABINIERI FORESTALE “ABRUZZO E MOLISE” - NUCLEO DI ATRI (TE), in persona del Comandante pro tempore, e/o dell'Ente tenuto ex lege all'esibizione dei documenti oggetto dell'istanza d'accesso.

Giustizia amministrativa202500486

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego di accesso agli esposti e alle denunce che avevano dato impulso all'attività ispettiva

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione detentrice)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego opposto alla richiesta di accesso agli atti presentata il 29 agosto 2025, chiedendo di conoscere l'autore e il contenuto degli esposti posti a fondamento dell'attività ispettiva. Ha dedotto la violazione degli artt. 2, 7, 8, 10, 10-bis, 22, 24 e 25 della l. n. 241/1990, degli artt. 24 e 97 Cost., nonché l'eccesso di potere per travisamento dei fatti, motivazione apparente, inconferente, perplessa e contraddittoria, difetto di istruttoria e sviamento. La società ha sostenuto che l'accesso fosse necessario per tutelare la propria immagine commerciale e per esercitare il diritto di difesa contro eventuali condotte calunniose o persecutorie dei segnalanti. Ha contestato, inoltre, la qualificazione dell'istanza come diretta a un controllo generalizzato sull'operato dell'amministrazione, assumendo che l'amministrazione avesse estrapolato una frase dell'istanza senza considerare la finalità difensiva dichiarata e il nesso tra gli esposti e le possibili iniziative giudiziarie.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo legittimo il diniego. Ha richiamato il principio secondo cui l'esposto che sollecita l'attività ispettiva o di controllo non è, di regola, accessibile quando l'accertamento dell'illecito amministrativo si fonda su autonome verifiche e sui relativi verbali: la segnalazione ha funzione meramente propulsiva e non assume efficacia probatoria autonoma. In tali casi, la conoscenza degli atti ispettivi e del verbale di accertamento normalmente soddisfa le esigenze difensive del destinatario, senza necessità di conoscere l'identità del segnalante. L'accesso difensivo richiede un interesse diretto, concreto e attuale, collegato al documento, nonché un nesso di strumentalità necessario tra il documento richiesto e la situazione giuridica finale da tutelare; un generico richiamo a esigenze difensive o probatorie non è sufficiente. Il giudice ha inoltre considerato che la divulgazione indiscriminata degli atti di impulso dell'attività ispettiva avrebbe potuto incidere negativamente sull'efficacia dei controlli diretti a garantire la conformità dei prodotti commercializzati e la tutela della salute. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 22, comma 1, lett. d), l. n. 241/1990

    un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso

    L'interesse legittimante l'accesso deve essere qualificato, attuale e concretamente collegato al documento richiesto.

  • art. 24, comma 3, l. n. 241/1990

    Il diritto di accesso non può essere utilizzato per esercitare un controllo generalizzato sull'operato dell'amministrazione; nel caso concreto, il diniego è stato comunque ritenuto legittimo soprattutto per l'insussistenza del necessario nesso di strumentalità difensiva.

  • art. 25, comma 2, l. n. 241/1990

    la richiesta di accesso ai documenti deve essere motivata

    La motivazione dell'istanza deve esporre in modo puntuale e specifico la finalità dell'accesso, consentendo all'amministrazione di verificare il nesso di strumentalità tra documento e situazione giuridica da tutelare.

  • art. 24 Cost.

    Il diritto di difesa può fondare l'accesso difensivo solo quando la conoscenza del documento sia effettivamente necessaria e strumentale all'esercizio di una situazione giuridica tutelata.

  • art. 32 Cost.

    La tutela della salute rileva nel bilanciamento con l'accesso, poiché la protezione dell'attività ispettiva può essere funzionale al controllo della conformità dei prodotti destinati ai consumatori.

Massime di principio

  • L'esposto o la segnalazione che si limita a sollecitare l'esercizio della funzione amministrativa di controllo non è, di regola, accessibile al destinatario dell'ispezione quando l'accertamento dell'illecito si fonda su autonome verifiche dell'amministrazione e sui relativi verbali.
  • L'accesso difensivo richiede un interesse diretto, concreto e attuale, nonché un nesso di strumentalità necessario e dimostrabile tra il documento richiesto e la situazione giuridica finale che il richiedente intende tutelare; non è sufficiente un generico riferimento a esigenze difensive, probatorie o alla possibile instaurazione di un giudizio.
  • Quando la conoscenza dell'identità del segnalante non è funzionale alla contestazione dei fatti accertati, prevale, in linea generale, l'esigenza di riservatezza del terzo e l'accesso può assumere un connotato ritorsivo non tutelabile.
  • Il bilanciamento tra accesso e riservatezza può tenere conto dell'interesse pubblico alla preservazione dell'efficacia delle attività ispettive e di controllo, specialmente quando esse siano finalizzate alla tutela della salute dei consumatori.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso difensivo
RamiAccesso e trasparenza
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereTrasparenza e pubblicitàProporzionalità e ragionevolezza

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