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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6976/2023 del 17/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza dell'08/03/2022 che ha rigettato l'istanza di dissequestro di una somma di denaro pari a euro 198.605,00, sottoposta a sequestro probatorio in relazione al reato di ricettazione. Il ricorrente deduceva nullità per incompetenza funzionale: l'istanza di restituzione era stata presentata al Pubblico ministero, ma questo l'ha trasmessa al G.I.P. con parere contrario; secondo il ricorrente, nella fase delle indagini preliminari la competenza a decidere sulla restituzione di cose sottoposte a sequestro probatorio spetta al Pubblico ministero e non al G.I.P.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio il provvedimento impugnato. Ha stabilito che, nel corso delle indagini preliminari, la decisione sulla richiesta di restituzione di beni sottoposti a sequestro probatorio è di competenza del Pubblico ministero che provvede con decreto motivato; il trasferimento dell'istanza al G.I.P. e la decisione di quest'ultimo costituiscono nullità assoluta per incompetenza funzionale. Pertanto gli atti sono stati trasmessi al Pubblico ministero presso il Tribunale di Palmi per il seguito.

Norme richiamate

  • art. 263 cod. proc. pen.

    Nel disciplinare il procedimento per la restituzione delle cose sottoposte a sequestro probatorio, stabilisce che, nel corso delle indagini preliminari, competente a decidere sulla richiesta di restituzione dei beni sottoposti a sequestro è il Pubblico ministero, che provvede con decreto motivato; contro il decreto è ammessa opposizione al giudice che procede

    Durante le indagini preliminari la competenza spetta al Pubblico ministero; solo contro il suo decreto è ammessa opposizione al G.I.P.; non è ammessa la conversione in decisione del G.I.P. sulla base del parere del P.M.

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Richiamato quale disciplina del rito camerale cui il G.I.P. deve attenersi nel decidere in sede di opposizione al decreto del P.M.

  • art. 666 e art. 676 cod. proc. civ. (richiamati)

    Norme richiamate per la competenza e la procedura da seguire una volta intervenuta sentenza non più impugnabile e per il giudice dell'esecuzione; citate per completezza della sequenza procedimentale.

Massime di principio

  • Se il sequestro è di natura probatoria e l'istanza di restituzione è proposta nella fase delle indagini preliminari, va proposta al Pubblico ministero: è il P.M. che deve decidere mediante decreto motivato.
  • La trasmissione dell'istanza dal Pubblico ministero al G.I.P. con parere e la successiva decisione del G.I.P. sulla restituzione costituiscono nullità per incompetenza funzionale; tale nullità comporta annullamento del provvedimento e trasmissione degli atti al P.M.
  • Contro il decreto del Pubblico ministero è ammessa opposizione al G.I.P.; pertanto, se si riceve un decreto di rigetto dal P.M., la via corretta è l'opposizione al G.I.P., non il chiedere direttamente al G.I.P. di decidere in prima battuta.
  • In fasi successive al giudizio (ove è intervenuta sentenza irrevocabile), la competenza a decidere sulla restituzione passa al giudice dell'esecuzione, secondo le norme richiamate.
  • Nella pratica difensiva, quando si presenta una istanza di dissequestro probatorio conviene documentare e notificare correttamente all'organo competente (P.M.), conservare prova dell'avvenuta proposizione e, se il P.M. trasmette gli atti al G.I.P. e questi decide, valutare la tempestiva impugnazione per incompetenza funzionale.

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