Cassazione Civile, Sentenza n. 03821/2026 del 20/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione degli atti regionali che applicavano il "canone binomio" (componente fissa + variabile) e l'obbligo di cessione gratuita (o monetizzazione) di una quota di energia prodotta ai concessionari di grandi derivazioni idroelettriche. La ricorrente deduceva: 1) che la nuova disciplina (art. 12, comma 1-quinquies d.lgs. 79/1999 introdotto dal d.l. 135/2018) non poteva applicarsi alle concessioni in corso di validità (effetto retroattivo/violazione del principio di affidamento); 2) violazione di ragionevolezza/proporzionalità e degli equilibri economici, anche alla luce delle misure sui "price cap"/extraprofitti (art. 15-bis D.L. 4/2022 e norme collegate) per l'annualità 2022; 3) violazione di norme europee (direttiva 2006/123/CE) e costituzionali; 4) rilevava omesso esame di un motivo nel giudizio di merito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la decisione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche che aveva ritenuto applicabile l'art.12, comma 1-quinquies, a tutte le concessioni di grandi derivazioni (scadute, in corso, da assegnare), ha escluso illegittimità costituzionale o contrasto con il principio di irretroattività/legittimo affidamento nella misura in cui la norma incide sulle prestazioni future del rapporto concessorio, e ha affermato la legittimità della monetizzazione in luogo della cessione gratuita. Ha inoltre ritenuto inammissibile il rimedio in Cassazione relativo all'omesso esame di un motivo (per tale profilo la via corretta è la richiesta di rettificazione al TSAP ex art. 204 R.D. 1775/1933). Sono stati enunciati principi di diritto: (i) l'art.12, comma 1-quinquies, si applica a tutte le concessioni di grande derivazione; (ii) il meccanismo "price cap" (art.15-bis D.L. 4/2022) è norma temporanea/straordinaria che non impedisce alle Regioni di determinare la quota variabile del canone secondo i criteri di legge; (iii) l'obbligo di cessione gratuita o la sua monetizzazione costituiscono componente del corrispettivo concessorio e sono legittimi.
Norme richiamate
d.lgs. 16 marzo 1999, n. 79 - art. 12, comma 1-quinquies
La Corte interpreta il comma 1-quinquies come norma di portata generale applicabile a tutte le concessioni di grande derivazione (scadute, in corso, da assegnare), prevedendo il canone binomio e la possibilità per le Regioni di imporre la cessione gratuita di una quota dell'energia.
d.l. 14 dicembre 2018, n. 135 (conv. l. 12/2019) - artt. introduttivi (art. 11-quater e innesto commi 1-quinquies, 1-sexies, 1-septies in art.12)
Le modifiche del 2018 hanno innestato sul più ampio art.12 disposizioni che disciplinano canone binomio, obbligo di cessione gratuita e profili delle concessioni scadute; il TSAP e la Cassazione leggono tali interventi come inseriti in un quadro normativo generale applicabile anche alle concessioni in corso.
R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 (Testo unico sulle acque pubbliche)
"le concessioni di derivazioni per forza motrice..." (testo contestuale richiamato)
Il TU è richiamato come quadro storico-normativo; regola durata e disciplina delle concessioni e contiene l'art. 204 richiamato in tema di rettificazione di provvedimenti del TSAP.
Legge 6 dicembre 1962, n. 1643 - art. 4, n. 9
«le concessioni rilasciate all'ENEL S.p.A. ... non hanno scadenza»
La norma storica rese per lungo tempo illimitate le concessioni ENEL; il d.lgs. 79/1999 ha poi fissato scadenze (es. termine al 2029 per alcune concessioni), quadro utile per comprendere la proroga legale e l'intervento regolatorio successivo.
D.L. 27 gennaio 2022, n. 4 - art. 15-bis
Introduzione del meccanismo di compensazione ('price cap') per intercettare extraprofitti nel 2022; la Corte lo qualifica norma eccezionale e temporanea che opera nel rapporto produttore-GSE e non incide direttamente sulla potestà regionale di determinare la componente variabile del canone concessorio.
D.L. 27 febbraio 2022, n. 21 - art. 37
Norma collegata al tema degli extraprofitti; citata dalla ricorrente ma la Corte ritiene che non deroghi alla disciplina del canone regionale prevista dall'art.12 d.lgs. 79/1999.
Legge 27 dicembre 2022, n. 197 (commi 115-119 dell'art.1)
Norme poste nel contesto delle misure 2022/2023 sul mercato elettrico richiamate nella controversia; la Corte non ritiene che tali disposizioni escludano l'applicabilità del canone binomio per i rapporti in corso.
Direttiva 2006/123/CE (direttiva Bolkestein) - art. 12, par. 2
"l'autorizzazione è rilasciata per una durata limitata adeguata e non può prevedere la procedura di rinnovo automatico né accordare altri vantaggi al prestatore uscente"
La Corte esamina il tema ma ritiene non pertinente al nucleo della controversia: anche assumendo applicabilità della direttiva alle concessioni idroelettriche, la questione rilevante è la misura del canone e il riequilibrio economico, non la mera proroga (che nel caso era prevista ex lege).
Art. 15-bis D.L. n. 4/2022 (meccanismo price cap) - riferimento operativo
Considerata norma emergenziale volta a limitare extraprofitti; non sostituisce né impedisce l'esercizio della potestà regionale di definire la componente variabile del canone nel rispetto di onerosità e proporzionalità.
Legge regionale Lombardia n. 23/2019 - art. 31, comma 7
Prevede la possibilità di monetizzazione della cessione gratuita: la Cassazione conferma la legittimità della monetizzazione come opzione coerente con la normativa statale (art.12 comma 1-quinquies).
Articoli costituzionali invocati (art.3, art.41, art.117 Cost.)
Le censure costituzionali (disparità di trattamento, libertà di iniziativa economica, competenze legislative) sono respinte: la disciplina regionale è compatibile con i principi fondamentali richiesti dallo Stato, purché rispettino onerosità e proporzionalità e il riparto di competenze ex art.117.
Massime di principio
- La modifica normativa che disciplina canoni e obblighi connessi alle concessioni può colpire rapporti in corso quando incide sulle prestazioni future; ciò non costituisce automaticamente retroattività vietata se l'intervento è giustificato da un bilanciamento di interessi pubblici rilevanti e mantiene ragionevolezza e proporzionalità.
- L'art.12 d.lgs. 79/1999, nella versione integrata dal d.l. 135/2018, va letta unitariamente: le disposizioni sul canone binomio e sulla cessione gratuita si applicano alle grandi derivazioni senza distinguere in modo assoluto tra concessioni scadute o in corso.
- Le Regioni, nel rispetto dei principi statali (onerosità e proporzionalità), possono determinare il quantum del canone e prevedere la cessione gratuita o la sua monetizzazione; la monetizzazione è una soluzione legittima e compatibile con la disciplina statale.
- Le misure temporanee sul mercato elettrico (es. art.15-bis D.L. 4/2022 sul 'price cap') hanno natura emergenziale e operano nel rapporto produttore–GSE; non derubricano automaticamente la competenza regionale di determinare la componente variabile del canone di concessione.
- Per contestare con successo la legittimità di un nuovo regime di canone/obbligo è necessario fornire prove concrete di sproporzione effettiva o di alterazione dell'equilibrio contrattuale; mere generiche asserzioni non sono sufficienti.
- In caso di omesso esame di motivi davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche il rimedio corretto non è il ricorso per cassazione ma la richiesta di rettificazione al medesimo Tribunale (art.204 R.D. 1775/1933).
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