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Sentenza

Sentenza n. 3923/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della determinazione del Comune di Nemi n. 177 del 4.3.2024, Area Servizio Urbanistica n. 30 del 4.3.2024, nonché di tutti gli atti presupposti, connessi, conseguenziali e comunque richiamati.

Giustizia amministrativa202405938

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione comunale di conclusione positiva della conferenza di servizi decisoria per l'approvazione del progetto definitivo di un'isola ecologica, in variante al PRG

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la determinazione comunale deducendo, anzitutto, l'erroneità e l'incompletezza della relazione generale posta a base della conferenza di servizi. In particolare, ha contestato che le aree fossero nella disponibilità dell'Amministrazione al momento della redazione della relazione, l'assoggettamento delle aree a vincolo cimiteriale, le affermazioni circa l'assenza di fauna e flora, di impatto acustico e di interferenze significative con la Rete Natura 2000, nonché la qualificazione delle aree come prive di pregio paesaggistico e arretrate rispetto al fronte stradale. Ha inoltre dedotto il contrasto del progetto con il Piano regionale di gestione dei rifiuti, quanto alle fasce di rispetto stradale. Ha poi censurato il procedimento di conferenza di servizi, lamentando l'inosservanza dei termini applicabili in presenza di amministrazioni preposte alla tutela paesaggistica, il mancato riscontro a richieste di integrazione documentale della ASL Roma 6 e della Direzione regionale Lavori pubblici, la necessità di proseguire la conferenza in forma simultanea e sincrona alla luce del dissenso della Città Metropolitana, nonché l'assenza della relazione paesaggistica richiesta dalla Direzione regionale Politiche abitative e pianificazione territoriale. Infine, ha dedotto la violazione del regolamento edilizio comunale, per il mancato rispetto della distanza minima di cinque metri dal fabbricato di sua proprietà.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esame dei motivi di legittimità. Nelle more del giudizio, infatti, è stata annullata la determinazione comunale che aveva disposto l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle aree destinate all'isola ecologica. Tale annullamento ha fatto venir meno la titolarità pubblica delle aree, considerata dal Collegio un presupposto imprescindibile del progetto approvato con l'atto impugnato. Il Comune ha inoltre dichiarato in udienza che, proprio in conseguenza dell'accoglimento del ricorso contro l'acquisizione, intende riavviare un nuovo procedimento per la realizzazione dell'opera. Pertanto, l'intervento oggetto della determinazione impugnata è destinato a non essere eseguito nella forma approvata e l'eventuale annullamento dell'atto non potrebbe procurare al ricorrente alcun vantaggio concreto e attuale. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi, avuto riguardo all'andamento complessivo della vicenda contenziosa.

Norme richiamate

  • art. 14-bis l. 241/1990

    La determinazione impugnata era stata adottata quale conclusione positiva della conferenza di servizi decisoria secondo la disciplina della conferenza semplificata asincrona.

  • art. 19 d.P.R. 327/2001

    Il progetto dell'isola ecologica era approvato in variante allo strumento urbanistico mediante il procedimento previsto per la localizzazione dell'opera.

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    La precedente sentenza di annullamento della determinazione di acquisizione aveva accertato la mancata corrispondenza tra le opere oggetto delle ingiunzioni di demolizione e quelle considerate nel successivo accertamento dell'inottemperanza.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso deve essere dichiarato improcedibile quando, per sopravvenuta carenza di interesse, l'eventuale accoglimento non possa procurare al ricorrente alcuna utilità concreta e attuale.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il Collegio ha dato preventivo avviso alle parti della possibile improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse prima di decidere la causa.

Massime di principio

  • La sopravvenuta caducazione dell'atto amministrativo che costituiva un presupposto imprescindibile dell'atto impugnato può determinare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, quando l'intervento previsto dall'atto impugnato non sia più realizzabile nella forma originaria.
  • L'annullamento dell'atto presupposto priva di utilità concreta l'impugnazione dell'atto consequenziale quando l'Amministrazione dichiari di voler riavviare un nuovo procedimento e l'eventuale annullamento giudiziale dell'atto consequenziale non possa produrre alcun vantaggio attuale per il ricorrente.
  • L'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse richiede una valutazione concreta dell'utilità ricavabile dalla decisione, non essendo sufficiente la mera permanenza astratta dell'interesse alla verifica della legittimità dell'atto.

Come è indicizzato

MaterieLocalizzazione di opere e impiantiRifiutiConferenza di servizi
RamiUrbanistica e governo del territorioAmbienteProcedimento amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietà

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