Sentenza n. 6522/2026 - Roma, Sezione 3B
per l'annullamento del DM del Ministero dell''Interno in data -OMISSIS- di diniego della cittadinanza -OMISSIS-.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale di diniego della cittadinanza. Il diniego era motivato dall'emersione, nel corso dell'istruttoria, di elementi tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica, riconducibili all'attività del padre del richiedente. Il giudizio è stato preceduto da un'ordinanza istruttoria con cui il TAR ha ordinato al Ministero il deposito della documentazione istruttoria e della relazione riservata dei servizi di sicurezza, adottando cautele per la tutela delle fonti informative e dell'attività di intelligence. Il ricorrente ha preso visione della documentazione, senza estrazione di copia, e ha depositato memoria. In udienza il difensore ha rappresentato che il padre era recentemente deceduto, sostenendo il conseguente venir meno della ragione ostativa.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che la legittimità del provvedimento debba essere valutata con riferimento alla situazione esistente al momento della sua adozione. Le sopravvenienze successive, quale la scomparsa del padre del ricorrente, non incidono sulla legittimità originaria dell'atto, potendo eventualmente consentire la riproposizione della domanda in presenza di una situazione più favorevole. Il Collegio ha inoltre rilevato che le ragioni di sicurezza nazionale, non espressamente confutate dal ricorrente, prevalgono sull'interesse alla concessione della cittadinanza; tali ragioni risultavano adeguatamente rappresentate nel provvedimento e sostenute da un'istruttoria completa e accurata, la cui documentazione era stata resa conoscibile al ricorrente secondo modalità riservate. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato esclusivamente quale base per l'oscuramento dei dati personali e sanitari nel provvedimento.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità e dei dati personali nella diffusione della sentenza.
art. 2-septies d.lgs. 196/2003
Richiamato, nel testo vigente, quale ulteriore base per la tutela dei dati relativi alla salute mediante oscuramento.
Massime di principio
- La legittimità di un provvedimento amministrativo deve essere valutata con riferimento alla situazione di fatto esistente al momento della sua adozione; le sopravvenienze successive non incidono sulla validità originaria dell'atto, ferma restando la possibilità di riproporre l'istanza quando la nuova situazione sia più favorevole.
- Nel procedimento di concessione della cittadinanza, le ragioni di sicurezza nazionale possono prevalere sull'interesse del richiedente all'acquisto dello status civitatis quando siano adeguatamente rappresentate nel provvedimento e sostenute da un'istruttoria completa e accurata.
- Quando la documentazione istruttoria posta a fondamento di un diniego contiene informazioni riservate o attinenti all'attività di intelligence, il giudice può disporne l'ostensione secondo modalità protette, con cautele dirette a tutelare le fonti informative e a consentire, nei limiti compatibili, l'esercizio del diritto di difesa.
Come è indicizzato
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