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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22815/2022 del 13/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello per carenza motivazionale e travisamento della prova con riferimento al reato associativo (contestando che non sarebbe dimostrata la stabile partecipazione ad un'associazione finalizzata al contrabbando) e contesta l'applicazione dell'aggravante prevista dall'art. 291-ter, lett. d) d.P.R. (occulamento in intercapedine del veicolo). In sintesi: contestazione della ricostruzione probatoria sull'esistenza e sulla composizione dell'associazione e opposizione all'aggravante per occultamento mediante vani artatamente creati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i giudici di merito avessero motivato adeguatamente la qualificazione dell'associazione sulla base di intercettazioni, pedinamenti, sequestri e sommarie informazioni: Nardinocchi si sarebbe associato con Hryhorii Kyryliuk (organizzatore dei viaggi dall'Ucraina) e con Maurizio Marcucci (amministratore della Bani S.r.l., strumento operativo sul territorio), con ruoli distinti e un programma stabile per l'introduzione di TLE. Ha altresì confermato l'applicazione dell'aggravante dell'art. 291-ter, lett. d), in quanto parte del carico era occultata in una intercapedine appositamente realizzata nel vano di carico del furgone, alterando le caratteristiche dell'omologazione e ostacolando gli accertamenti di polizia. La pena complessiva (tenuto conto delle aggravanti, della continuazione e della diminuzione per il rito abbreviato) è risultata legale e congrua: 3 anni e 3 mesi di reclusione e 14.000 euro di multa; dichiarata l'inammissibilità del ricorso con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 291-bis d.P.R. (associazione finalizzata al contrabbando)

    La Corte ha interpretato l'art. 291-bis come applicabile laddove sia dimostrata la partecipazione consapevole a un programma stabile volto alla commissione di plurimi reati di contrabbando, anche se i singoli aderenti svolgono ruoli diversi e non necessariamente hanno contatti telefonici tra tutti i componenti

  • art. 291-ter, lett. d) d.P.R. 43/1973 (aggravante per occultamento mediante vani artatamente creati)

    La realizzazione di intercapedini o vani nel veicolo che alterano le caratteristiche di omologazione e ostacolano l'attività di controllo configura l'aggravante di cui alla lett. d); tale aggravante aumenta la pena in modo che le generiche attenuanti non possano essere semplicemente compensate, ma vanno calcolate sulla pena già aumentata

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicazione della norma che regola l'onere delle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso: il ricorrente è condannato alle spese

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in relazione alla determinazione equitativa della somma dovuta alla Cassa delle Ammende e alla valutazione della colpa nella presentazione del ricorso

Massime di principio

  • Per configurare il reato associativo è sufficiente la prova di un programma stabile e della ripartizione di compiti determinanti per la realizzazione del fine comune; non è indispensabile la prova di contatti telefonici diretti tra tutti i partecipanti
  • La presenza di vani artatamente costruiti nei veicoli che alterano le caratteristiche di omologazione e ostacolano i controlli configura l'aggravante prevista dall'art. 291-ter, lett. d), con conseguente aumento della pena sul quale le attenuanti generiche non si possono bilanciare direttamente
  • Le censure generiche di fatto in Cassazione sono spesso ritenute inammissibili: la Corte di legittimità verifica la correttezza del vaglio critico dei giudici di merito ma non sostituisce la valutazione probatoria che è rimessa al merito
  • In ricorsi dichiarati inammissibili il ricorrente può essere condannato alle spese e, se non sussiste colpa grave nella determinazione dell'inammissibilità, può comunque essergli imposta una somma equitativa alla Cassa delle Ammende
  • La conferma di responsabilità da parte della Corte di merito richiede che le singole fonti di prova (intercettazioni, sequestri, pedinamenti, atti societari, incontri fisici) siano ricostruite in modo coerente e collegato tra loro; tali ricostruzioni, se adeguatamente motivate, risultano difficili da riformare in Cassazione

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