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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 01221/2026 del 13/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava la sentenza della Corte d'appello di Bari che, pur assolvendo Lastella dal reato di bancarotta fraudolenta distrattiva per non aver commesso il fatto e riqualificando la bancarotta documentale in bancarotta semplice ex art. 217 L. fall., aveva ritenuto comunque la responsabilità dell'imputato. Il primo motivo deduceva violazione di legge e vizio di motivazione perché Lastella era mero prestanome senza conoscenza delle dinamiche societarie e quindi non avrebbe potuto rispondere neanche per colpa. Il secondo motivo denunciava l'erronea applicazione della recidiva sulla base di precedenti penali datati, nonostante la responsabilità fosse stata ascritta a titolo di colpa, cioè fuori dall'ambito di operatività della recidiva ai sensi dell'art. 99 c.1 c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato, richiamando la giurisprudenza secondo cui l'accettazione della carica di amministratore, anche se prestanome, comporta il dovere di vigilanza e controllo sulla tenuta dei libri contabili e la sua omissione può integrare la bancarotta semplice (art. 217 L. fall.), che può essere commessa anche per colpa. Il secondo motivo è stato ritenuto fondato: la recidiva non poteva essere applicata quando la responsabilità è stata qualificata come colposa (art. 99 c.1 c.p.). Escludendo la recidiva e non ravvisando risultanze ostative ai sensi dell'art.129 c.2 c.p.p., la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si è estinto per prescrizione (termine massimo di anni 7 e mesi 6 decorrente dal 26/10/2015).

Norme richiamate

  • art. 217 legge fall.

    La bancarotta semplice può essere integrata anche per colpa: l'amministratore che omette, anche per negligenza, di esercitare il controllo sulla regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili è responsabile, anche se è 'prestanome'.

  • art. 216 comma 1 n. 2 legge fall.

    bancarotta fraudolenta documentale

    Per la bancarotta fraudolenta documentale è richiesto il dolo generico (coscienza e volontà dell'irregolare tenuta delle scritture) e la consapevolezza che ciò renda impossibile la ricostruzione delle vicende patrimoniali.

  • art. 2932 cod. civ.

    L'accettazione della carica determina l'assunzione dei doveri di vigilanza e controllo richiamati dalla giurisprudenza (richiamati come obblighi derivanti dall'accettazione dell'ufficio).

  • art. 99 comma 1 cod. pen.

    La recidiva si applica quando il nuovo reato e la precedente condanna riguardano delitti non colposi; se il nuovo illecito è qualificato come colposo la recidiva non opera.

  • art. 129 comma 2 cod. proc. pen.

    La Corte ha escluso la sussistenza di risultanze di cui all'art.129 c.2 c.p.p., ritenendo quindi possibile procedere all'annullamento senza rinvio e alla dichiarazione dell'estinzione del reato per prescrizione.

Massime di principio

  • Accettare la carica di amministratore comporta doveri di vigilanza e controllo: anche il 'prestanome' può essere ritenuto responsabile per omissione di controllo ai fini della bancarotta semplice (art. 217 L. fall.).
  • Distinguere sempre l'elemento soggettivo: la bancarotta fraudolenta documentale richiede dolo; la bancarotta semplice può essere commessa per dolo o per colpa. La riqualificazione tra le due figure ha conseguenze decisive sulla responsabilità e sulle pene.
  • La recidiva (art. 99 c.1 c.p.) è applicabile solo tra reati non colposi; se il reato ritenuto è colposo, l'istituto non può essere utilizzato per aggravare la posizione.
  • Se la recidiva è stata erroneamente ritenuta determinante e, una volta esclusa, il decorso del tempo ha estinto il reato, la sentenza può essere annullata senza rinvio per intervenuta prescrizione.
  • In situazioni analoghe verificare sempre: a) qualifica soggettiva del reato (dolo vs colpa), b) correttezza dell'applicazione della recidiva, c) termini di prescrizione decorrenti dalla data rilevante, perché la riqualificazione può incidere sull'operatività degli istituti aggravanti e sulla estinzione per prescrizione.

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