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Ordinanza

Ordinanza n. 86/2026 - Parma, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento emesso dalla Prefettura di Piacenza in data 19 dicembre 2025 di conferma del provvedimento (n. -OMISSIS-) di revoca del nulla osta al rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato stagionale.

Giustizia amministrativa202600172

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento della Prefettura di Piacenza di conferma della revoca del nulla osta al rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento prefettizio del 19 dicembre 2025, confermativo della revoca di un precedente nulla osta al rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato stagionale. Il testo non espone analiticamente tutti i motivi di ricorso, ma evidenzia che il provvedimento è plurimotivato e che tra le ragioni ostative vi è la mancata produzione della dovuta asseverazione. Il ricorrente ha inoltre proposto domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare, ritenendo prima facie insussistente il fumus boni iuris. In particolare, ha rilevato che il provvedimento impugnato è plurimotivato e che la mancata produzione dell'asseverazione costituisce, di per sé, una ragione sufficiente a sorreggerlo. Il Collegio ha inoltre condiviso l'orientamento secondo cui il permesso di soggiorno per attesa occupazione può essere rilasciato soltanto quando sia stato interrotto un precedente rapporto di lavoro regolarmente instaurato e cessato per causa non imputabile al lavoratore; pertanto, dalla mancata sottoscrizione di un regolare contratto di lavoro non può derivare il diritto al rilascio di tale permesso. La giurisdizione e la competenza sono state ritenute sussistenti. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare richiede la verifica dei presupposti cautelari, tra cui il fumus boni iuris; il Collegio ha ritenuto tale presupposto insussistente in via prima facie.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    oscuramento delle generalità

    La norma è stata richiamata quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    tutela dei diritti o della dignità della parte interessata

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la domanda di sospensione deve essere respinta quando, a una valutazione prima facie, non risulti sussistente il fumus boni iuris, anche senza necessità di procedere a una distinta valutazione degli ulteriori presupposti cautelari.
  • Quando un provvedimento amministrativo è plurimotivato, la presenza di una sola motivazione autonoma, adeguatamente idonea a sorreggerlo, è sufficiente a escludere la fondatezza prima facie della domanda di annullamento e, conseguentemente, il fumus boni iuris cautelare.
  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione presuppone l'interruzione di un precedente rapporto di lavoro regolarmente instaurato e cessato per causa non imputabile al lavoratore; la mancata sottoscrizione di un regolare contratto di lavoro non integra, di per sé, il presupposto per il rilascio del titolo per attesa occupazione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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