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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14448/2023 del 05/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte di Appello di Potenza che aveva dichiarato inammissibile l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Lagonegro che lo aveva condannato per i reati di cui agli artt. 341-bis e 368 c.p. Il ricorso deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per avere l'appello riportato ragioni sulla mancanza del dolo (a causa del grave stato di ubriachezza e del pentimento subito dopo l'alterco con le forze dell'ordine) e contestava il mancato esame di questioni rilevabili d'ufficio, in particolare l'improcedibilità per calunnia per inesistenza di querela e l'estinzione dei reati per prescrizione, sostenendo che la prescrizione si era già perfezionata anteriormente alla sentenza di appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di specificità dei motivi di impugnazione: il ricorrente non ha dimostrato in modo analitico e puntuale le ragioni per cui i motivi di appello superavano le argomentazioni del giudice di primo grado (c.d. specificità estrinseca). Per questo motivo la Corte ha ritenuto che non fosse possibile rilevare in sede di legittimità l'estinzione del reato per prescrizione, neppure se maturata prima della sentenza d'appello, posto che l'appello inammissibile non ha legittimato il relativo grado di impugnazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende; le spese sono compensate nei confronti delle parti civili per la peculiarità dell'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 341-bis cod. pen.

    Norma del codice penale relativa al reato contestato; citata come uno dei reati per cui l'imputato è stato condannato, senza interpretazione sostanziale specifica nel provvedimento oggetto del ricorso.

  • art. 368 cod. pen.

    Altro reato contestato nella sentenza di primo grado; indicato come fatto oggetto del processo ma non oggetto di specifica interpretazione normativa nella decisione di cassazione.

  • art. 606 co.1 lett. b) cod. proc. pen.

    Individua i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto che il motivo dedotto non soddisfacesse i requisiti di specificità necessari per sostenere la censura in Cassazione.

  • artt. 581 e 591 cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione ai requisiti di ammissibilità dell'appello e del ricorso: è richiesta l'indicazione specifica delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta, e la Corte ha ritenuto mancante la puntuale censura delle argomentazioni di primo grado.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Norma sulla rilevabilità d'ufficio delle cause estintive (es. prescrizione). La Corte afferma che tale principio non prevale sulla disciplina dell'inammissibilità: la prescrizione non può essere rilevata in Cassazione se l'appello è inammissibile, perché non si è formato il corrispondente rapporto processuale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese e il pagamento di una somma alla cassa delle ammende per il ricorso dichiarato inammissibile; la Corte ha applicato tale disposizione fissando la somma in euro 3.000.

  • Legge n. 103/2017

    Richiamata quale riferimento alla riforma delle regole di ammissibilità degli atti di impugnazione; la Corte segnala che il requisito di specificità era già richiesto anche prima della riforma.

  • Sez. U, n. 12602 del 17/12/2015 (Ricci, Rv. 266818)

    Giurisprudenza di legittimità richiamata per il principio secondo cui l'inammissibilità dell'impugnazione impedisce che le cause estintive maturate nel frattempo (come la prescrizione) siano rilevabili nel grado successivo, in quanto non si è formato il relativo rapporto processuale.

Massime di principio

  • Un atto di appello deve contenere la specificità richiesta dalla normativa: individuare il punto della decisione che si vuole contestare e formulare una puntuale censura delle argomentazioni di primo grado, con chiara indicazione degli elementi di fatto e delle ragioni di diritto che giustificano una diversa valutazione.
  • Se l'appello è dichiarato inammissibile per mancanza di specificità, né il giudice di appello né la Corte di Cassazione possono rilevare d'ufficio l'estinzione del reato per prescrizione anche se questa si è perfezionata prima della sentenza impugnata, perché l'impugnazione invalida non determina l'apertura del relativo grado di giudizio.
  • Per ottenere che la prescrizione sia rilevata in sede di impugnazione, è necessario proporre un atto di appello ammissibile che consenta al giudice di grado di esaminare la questione sul merito; solo in caso di appello ammissibile la mancata rilevazione della prescrizione dal giudice di merito può essere censurata in Cassazione.
  • La genericità delle doglianze in impugnazione comporta il rischio di declaratoria di inammissibilità e delle relative conseguenze economiche (spese processuali e sanzioni), per cui il difensore deve documentare e argomentare con precisione le novità e i punti critici rispetto alla sentenza di primo grado.
  • Se l'impugnazione mira principalmente a far valere cause di estinzione (es. prescrizione), è strategicamente importante sollevare tempestivamente la questione nel grado in cui essa può essere validamente esaminata e assicurarsi che l'atto di impugnazione sia formalmente e sostanzialmente ammissibile.

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