Cassazione Civile, Ordinanza n. 21057/2021 del 22/07/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La società impugnava in cassazione la sentenza della CTR che aveva confermato il rigetto del suo appello contro un avviso di accertamento emesso ai fini IRES e IRAP. L'Ufficio aveva contestato la deduzione di costi per consulenze, pari a euro 5.000.000,00, e di interessi passivi per euro 275.000,00, ritenendoli privi dei requisiti di cui agli artt. 9 e 109 TUIR. Secondo la contribuente, la CTR avrebbe violato l'art. 112 c.p.c. perché avrebbe fondato la decisione su un fatto diverso da quello dedotto dall'Ufficio, e cioè sull'inesistenza delle prestazioni fatturate, mentre l'accertamento avrebbe riguardato solo la non inerenza o incongruità dei costi, pacificamente effettivi. Con il secondo motivo denunciava la violazione dell'art. 115 c.p.c., sostenendo che la CTR aveva erroneamente posto a suo carico la prova dell'effettività delle operazioni, nonostante l'Ufficio avesse ammesso tale effettività, e che la Commissione avesse comunque mal governato il riparto dell'onere probatorio sulla congruità e inerenza dei costi.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché non vi è stata extrapetizione: la ripresa fiscale riguardava fin dall'origine costi effettivamente sostenuti ma contestati per non congruità e non inerenza, che l'Ufficio assumeva come indici di un rapporto dissimulato di mera erogazione di reddito senza controprestazione. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo perché non integrava una vera violazione dell'art. 115 c.p.c. e, soprattutto, non coglieva la ratio decidendi: in tema di imposte sui redditi, grava sul contribuente l'onere di provare esistenza, inerenza e, se contestata, coerenza economica dei costi dedotti. La Corte ha confermato la condanna della società alle spese di lite e ha dato atto dell'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 112 c.p.c.
Il vizio di ultrapetizione si configura solo se il giudice pronuncia oltre i limiti delle domande ed eccezioni o su questioni non dedotte; non impedisce al giudice di qualificare diversamente i fatti restando nei confini della domanda.
art. 115 c.p.c.
La sua violazione ricorre solo se il giudice fonda la decisione su prove non introdotte dalle parti o disconosce il regime delle prove legali; non basta che valuti diversamente le prove offerte dalle parti.
art. 116 c.p.c.
La diversa ponderazione delle prove acquisite rientra nel libero convincimento del giudice di merito e non integra di per sé violazione dell'art. 115 c.p.c.
art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.
È il vizio processuale dedotto per nullità della sentenza per violazione delle norme sul procedimento e sui limiti del decisum.
art. 9 TUIR
È richiamato quale parametro di valutazione della congruità economica dei costi dedotti.
art. 109 TUIR
La deducibilità richiede la sussistenza dei presupposti di inerenza e coerenza economica del costo.
art. 41-bis d.P.R. n. 600/1973
È la base procedimentale dell'accertamento con cui l'Ufficio ha contestato i costi dedotti.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
Viene dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.
art. 375, secondo comma, c.p.c.
Indica la trattazione del ricorso in camera di consiglio.
art. 380-bis.1 c.p.c.
Regola il procedimento camerale per la decisione del ricorso per cassazione.
Massime di principio
- In tema di imposte sui redditi, il contribuente che deduce costi deve provarne l'esistenza, l'inerenza e, quando contestata dall'Amministrazione, anche la coerenza economica; la sola contabilizzazione della spesa non basta.
- La contestazione dell'Ufficio può fondarsi su costi effettivamente sostenuti ma ritenuti incongrui o non inerenti, i quali possono assumere valore indiziario di una più ampia operazione dissimulata priva di reale controprestazione.
- Non vi è extrapetizione quando il giudice di merito, restando entro il perimetro dell'accertamento impugnato, qualifica giuridicamente i fatti in modo diverso da come prospettato dalla parte, senza introdurre nuovi fatti estranei alla domanda.
- La violazione dell'art. 115 c.p.c. non si identifica con la mera valutazione sfavorevole delle prove offerte dalle parti, ma richiede che il giudice abbia deciso sulla base di prove non introdotte o abbia disatteso il regime delle prove legali.
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