Cassazione Penale, Sentenza n. 00454/2026 del 07/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Agostino è stato ritenuto responsabile del reato di furto (artt. 624, 625 n.7 c.p.) per essersi impossessato di acqua mediante un allaccio abusivo alla rete idrica comunale collegata a una cisterna nel garage della sua abitazione. Era stato condannato a 4 mesi di reclusione e 150 euro di multa; la Corte di appello ha concesso la sospensione condizionale della pena. Con ricorso in Cassazione il difensore ha dedotto violazione di legge e vizi di motivazione sostenendo che doveva essere riconosciuta la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., argomentando che la condotta, pur avendo effetti prolungati, è ontologicamente unica e non abituale e che non era stata né quantificata né provata l'entità del danno.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato la decisione di merito. Ha ritenuto corretta la qualificazione del fatto come reato a consumazione prolungata o a condotta frazionata: l'allaccio abusivo ha determinato plurime captazioni di acqua non contabilizzate e quindi pluralità di sottrazioni che costituiscono manifestazioni di comportamento abituale. In conseguenza di ciò l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. è esclusa. È stata inoltre confermata la condanna a 4 mesi di reclusione e 150 euro di multa (concessa la sospensione condizionale dalla Corte d'appello) e l'obbligo di risarcire il Comune di Platì, con liquidazione del danno rimessa al giudice civile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
artt. 624, 625 n.7 cod. pen.
Norme del codice penale sul furto e sulla relativa aggravante applicata; hanno retto la qualificazione del fatto come furto mediante appropriazione di acqua tramite allaccio abusivo
art. 131-bis cod. pen.
il comportamento risulta non abituale; definizione di comportamento abituale al comma 4
Dispositivo che esclude la punibilità per particolare tenuità del fatto se ricorrono determinate condizioni. La Corte interpreta la norma in senso restrittivo: non applicabile ai reati a consumazione prolungata o a condotte plurime e reiterate, poiché tali fattispecie rappresentano manifestazioni di comportamento abituale previste dal comma 4
art. 133, primo comma, cod. pen.
Criteri per la valutazione della tenuità del fatto: modalità della condotta, grado di colpevolezza e entità del danno o del pericolo; la valutazione è complessiva e deve considerare anche la condotta successiva al reato
d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150
Modifiche che hanno ampliato e precisato l'ambito applicativo dell'art. 131-bis, includendo limiti di pena aggiornati e prevedendo l'esclusione per alcune categorie di reati e considerazione della condotta successiva
artt. 101, 102, 103, 104, 105, 108 cod. pen.
Richiamati a fini interpretativi per la definizione delle figure di delinquente abituale, professionale o per tendenza e, insieme all'art. 101 (più reati della stessa indole), per individuare la nozione di comportamento abituale ai fini del comma 4 dell'art. 131-bis
Massime di principio
- I reati derivanti da allacci abusivi a reti di pubblica utilità (acqua, energia) sono generalmente qualificati come reati a consumazione prolungata o a condotta frazionata: la consumazione si estende fino all'ultimo prelievo e le plurime captazioni sono atti di un'unica azione furtiva.
- L'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto) richiede una valutazione complessiva e concreta che tenga conto di modalità, colpevolezza ed entità del danno; tuttavia è escluso se sussiste 'comportamento abituale' come definito dal comma 4 (delinquente abituale/professionale/per tendenza, pluralità di reati della stessa indole o reati con condotte plurime, abituali e reiterate).
- La mera difficoltà o impossibilità di quantificare con esattezza il danno nel processo penale non è di per sé sufficiente a far ritenere la fattispecie di particolare tenuità quando la condotta abbia prodotto plurime captazioni/effetti nel tempo.
- Se l'imputato utilizza ripetutamente un impianto abusivo realizzato per prelevare un bene di pubblica utilità, anche se non è l'installatore, tale uso reiterato può integrare comportamento abituale ostativo all'art. 131-bis.
- Per tentare di ottenere l'applicazione dell'art. 131-bis in casi similari, la difesa deve dimostrare l'assenza di abitualità: atto isolato, brevità della condotta, prova dell'esiguità del danno e assenza di altri reati della stessa indole o fatti posti all'attenzione del giudice che indichino serialità.
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