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Sentenza

Sentenza del 07/05/2021 n. 47 - Comm. Trib. II grado di Trento

Avviso di accertamento - Contestazioni puntuali - Divieto di integrazione delle contestazioni tributarie nel corso del giudizio.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'amministrazione aveva emesso un avviso di accertamento con contestazioni puntuali; nel corso del giudizio ha tentato di basare la pretesa su ragioni diverse o aggiuntive rispetto a quelle indicate nell'avviso (eventualmente riferendosi per relationem al processo verbale di constatazione). La questione giuridica era se sia consentito integrare o modificare in sede contenziosa le contestazioni non esplicitate nell'avviso di accertamento.

La decisione

Il giudice ha ritenuto che il giudizio tributario sia di impugnazione e che i confini della pretesa dell'Amministrazione siano definiti dalla motivazione dell'avviso di accertamento (anche mediante rinvio al processo verbale, se espressamente richiamato). Ne consegue che l'Amministrazione non può introdurre in giudizio ragioni diverse o ampliare le contestazioni che non risultano dall'avviso. Le parti dell'accertamento fondate su motivi non indicati nell'avviso sono state escluse/annullate; l'azione dell'Amministrazione nei limiti non motivati è stata dichiarata inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 42 d.P.R. n. 600 del 1973

    L'art. 42 viene interpretato nel senso che l'avviso di accertamento deve contenere le specifiche contestazioni che delimitano la pretesa tributaria; il giudizio è di impugnazione rispetto a tale avviso e l'Amministrazione non può introdurre in sede contenziosa nuovi addebiti non notificati.

Massime di principio

  • Il giudizio tributario è limitato alle motivazioni espresse nell'avviso di accertamento; solo i rilievi ivi indicati (anche tramite richiamo al processo verbale) possono costituire oggetto di giudizio.
  • L'Amministrazione non può modificare o integrare in sede contenziosa le ragioni dell'accertamento rispetto a quanto notificato al contribuente; nuovi rilievi non notificati sono inammissibili.
  • Se l'avviso rinvia esplicitamente al processo verbale di constatazione, i rilievi contenuti nel verbale possono essere fatti valere solo nella misura in cui il rinvio è chiaro e specifico.
  • Il contribuente deve contestare formalmente le ragioni indicate nell'avviso e può ottenere l'annullamento delle parti dell'accertamento fondate su motivi non notificati.
  • Per l'Amministrazione è essenziale che l'avviso contenga una motivazione completa e puntuale: omissioni o vaghezze possono comportare la perdita della possibilità di far valere quelle ragioni in giudizio.
  • In fase istruttoria e processuale il giudice delimita le prove e l'esame alle questioni effettivamente poste dall'avviso; richieste probatorie riferite a nuove contestazioni possono essere respinte.

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