Cassazione Penale, Sentenza n. 12505/2025 del 01/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 04/01/2025 con la quale il GIP non convalidava l'arresto dell'indagato ritenendo insussistente lo stato di flagranza. Il Procuratore deduceva che sussisteva la "quasi flagranza" perché la polizia giudiziaria era intervenuta nell'immediatezza sulla base delle dichiarazioni della persona offesa integrate da elementi di percezione diretta (la vittima ancora insanguinata, l'indagato trovato a breve distanza e con abbigliamento corrispondente alla descrizione), e aveva condotto le ricerche senza soluzione di continuità.
La decisione
Il ricorso del Pubblico Ministero è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte ha ritenuto consolidato il principio secondo cui l'arresto in "quasi flagranza" non può fondarsi unicamente sulle informazioni rese dalla vittima o da terzi: è richiesta l'immediata ed autonoma percezione, da parte di chi procede all'arresto, di tracce o segnali collegabili inequivocabilmente all'indiziato. Nel caso concreto l'arresto era avvenuto essenzialmente sulla base delle indicazioni della persona offesa e la presenza della vittima insanguinata non costituiva elemento individualizzante sufficiente. Conseguentemente il ricorso del PM è stato respinto e l'ordinanza impugnata è confermata.
Norme richiamate
art. 611 cod. proc. pen.
Norma processuale richiamata per il trattamento del ricorso in Cassazione (ricorso trattato ai sensi dell'art. 611); non incide sul merito della valutazione della flagranza ma sul rito di trattazione.
Sez. U, n. 39131 del 24/11/2015 (Ventrice), dep. 2016
Principio di legittimità secondo cui l'arresto in quasi flagranza è legittimo solo se chi arresta ha avuto immediata e autonoma percezione delle tracce del reato e del loro collegamento con l'indiziato; non è sufficiente l'unica base delle informazioni fornite dalla persona offesa o da terzi.
art. 13, comma 2 Cost.
Richiamato per ricordare la natura eccezionale del potere di privazione della libertà personale: tale potere trova giustificazione nella diretta percezione, da parte di chi procede, di condotte o elementi immediatamente rivelatori della responsabilità dell'autore.
Massime di principio
- L'arresto in 'quasi flagranza' richiede che la polizia giudiziaria abbia una percezione immediata e autonoma di tracce o elementi collegabili in modo inequivocabile all'indiziato; le sole informazioni della vittima o di terzi non bastano.
- La presenza della vittima ferita o insanguinata è elemento probatorio rilevante, ma non è di per sé individualizzante: serve un collegamento diretto e specifico tra le tracce osservate e la responsabilità dell'indagato.
- Per configurare la 'quasi flagranza' è importante anche la continuità temporale e di inseguimento senza soluzione di continuità, ma questa da sola non sopperisce alla mancanza di percezione autonoma da parte di chi procede all'arresto.
- In caso di arresto fondato prevalentemente su dichiarazioni di terzi o della vittima, il provvedimento di convalida può essere negato e l'eventuale impugnazione del PM rischia l'inammissibilità se il motivo è manifestamente infondato.
- Nei casi dubbi la polizia giudiziaria dovrebbe cercare elementi oggettivi di collegamento (tracce, riscontri obiettivi su persona/abbigliamento, reperti) prima di procedere all'arresto per evitare nullità o annullamenti.
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