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Sentenza

Sentenza del 06/04/2016 n. 6690 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La contribuente ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, deducendo tre distinti vizi di motivazione ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. Contestava, in particolare, che la cartella fosse priva di motivazione sufficiente, che la CTR avesse erroneamente escluso la legittimazione passiva dell'Agenzia delle Entrate rispetto ai vizi della cartella e che avesse attribuito al concessionario la mancata sottoscrizione dell'atto. Secondo la contribuente, il vizio di motivazione della cartella non poteva essere sanato dalla successiva proposizione del ricorso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili tutti e tre i motivi di ricorso. Ha rilevato che le censure cumulavano impropriamente i vizi di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione, rimettendo alla Corte il compito di individuare e ricostruire le singole doglianze. Tale modalità di formulazione non consente di identificare con precisione il vizio denunciato e attribuisce indebitamente al giudice di legittimità il compito di dare forma giuridica alle lamentele del ricorrente. La contribuente è stata condannata al pagamento delle spese: 3.500 euro in favore dell'Agenzia delle Entrate e 1.000 euro in favore del concessionario della riscossione, oltre agli accessori di legge.

Norme richiamate

  • Art. 360, comma 1, n. 5, codice di procedura civile

    Vizio di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione

    Il motivo di ricorso per cassazione deve individuare in modo preciso e coerente lo specifico vizio della motivazione denunciato. Non è ammissibile cumulare indistintamente omissione, insufficienza e contraddittorietà senza spiegare puntualmente quale vizio ricorra e in che modo incida sulla decisione.

  • Art. 378 codice di procedura civile

    Memoria ex art. 378 c.p.c.

    La memoria può illustrare le ragioni già dedotte nel ricorso, ma non elimina eventuali vizi di specificità o di ammissibilità dei motivi originariamente proposti.

  • Principio di specificità dei motivi di ricorso per cassazione

    Non è consentita la prospettazione di una medesima questione sotto profili tra loro incompatibili

    Il ricorrente deve distinguere chiaramente le singole censure, indicando il fatto decisivo, il passaggio della sentenza contestato e la ragione per cui esso integra lo specifico vizio processuale o motivazionale dedotto.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione i motivi devono essere formulati in modo autonomo, chiaro e specifico: non è sufficiente elencare contemporaneamente omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione.
  • Il ricorrente deve spiegare quale specifico errore della sentenza intende denunciare, individuando il passaggio motivazionale contestato e il suo carattere decisivo.
  • La Corte di Cassazione non è tenuta a ricostruire o selezionare le diverse doglianze contenute in un motivo confuso; se il motivo richiede tale operazione, può essere dichiarato inammissibile.
  • La mancata individuazione corretta del vizio di ricorso può impedire l'esame nel merito, anche quando le contestazioni riguardano potenziali difetti della cartella di pagamento.
  • In caso di inammissibilità del ricorso, la parte ricorrente normalmente sopporta le spese del giudizio in favore delle controparti.

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