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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30220/2025 del 03/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Sassari che, in sede di reclamo, aveva confermato la decisione del magistrato di sorveglianza che autorizzava Nizza ad acquistare un lettore per compact disc e supporti CD contenenti brani musicali. I ricorrenti deducevano violazione dell'art. 41-bis Ord. pen. e dell'art. 14 della circolare D.A.P. del 2 ottobre 2017: sostenevano che la Direzione carceraria non potesse ragionevolmente consentire l'uso di tali dispositivi per ragioni di ordine e sicurezza e per l'onerosità delle operazioni di "messa in sicurezza" e di controllo (ascolto dei CD) a carico del personale; rilevavano inoltre che il Tribunale non avrebbe tenuto conto della concreta incidenza organizzativa (personale disponibile, numero di richieste analoghe, orari notturni) e avrebbe travisato la relazione della Direzione. Si eccepiva altresì che i CD potrebbero essere impropriamente utilizzati (arma, specchietto per comunicazioni clandestine) e che potrebbe essere legittimo il loro ritiro in orario notturno secondo la circolare.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza, nel decidere sul reclamo, avesse fornito motivazione non apparente né inesistente, avendo valutato le informazioni della Direzione e ritenendo che le contestate operazioni di messa in sicurezza (apposizione di sigilli/adesivi) e il controllo dei contenuti non configurassero oneri inesigibili o giustificazioni concrete per un divieto assoluto. La Corte ha ribadito che l'art. 41-bis ha finalità di prevenire contatti con l'esterno e non di contenere la pericolosità generale del detenuto; le ragioni addotte in relazione al rischio di uso improprio dei CD per offesa non rientrano direttamente nelle finalità del regime differenziato senza specifiche esigenze concrete. Inoltre la Corte ha richiamato i limiti del sindacato di legittimità in materia di reclamo giurisdizionale (art. 35-bis), per cui l'esame di fatto e di merito del Tribunale non è sindacabile in Cassazione salvo vizio di legge o motivazione mancante/inerente. Di conseguenza l'ordinanza che autorizzava l'acquisto e l'uso del lettore e dei CD è rimasta valida; i ricorrenti non sono stati condannati alle spese processuali per la loro qualità di parti pubbliche.

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ord. pen.

    La norma è interpretata come finalizzata a impedire ai detenuti di mantenere contatti con organizzazioni criminali tramite strumenti che favoriscano la comunicazione con l'esterno; non ha funzione primaria di contenere la pericolosità fisica del detenuto o di regolare misure antiviolenza generiche.

  • Circolare D.A.P. 2 ottobre 2017, art. 14 (e art. 6)

    Prevede regole operative e possibilità di ritiro di taluni oggetti (anche in orario notturno). La Corte ha ritenuto però che l'applicazione di tali prescrizioni richiede una motivazione concreta e contestualizzata rispetto agli scopi dell'art. 41-bis; non è automaticamente applicabile senza dimostrazione degli oneri e dei rischi specifici.

  • art. 35-bis Ord. pen.

    Regola il reclamo giurisdizionale del detenuto e i rimedi: definisce il percorso (magistrato di sorveglianza, tribunale di sorveglianza, ricorso per cassazione) e i limiti del sindacato di legittimità in Cassazione sulle decisioni del tribunale in materia di reclamo.

  • art. 69, comma 6, lett. b) Ord. pen.

    Individua le situazioni di pregiudizio rilevanti per esperire il rimedio giurisdizionale previsto dall'art. 35-bis (situazione di attuale e grave pregiudizio all'esercizio dei diritti della persona detenuta).

  • art. 37, D.P.R. n. 230/2000

    Norma regolamentare citata in tema di oggetti detenibili in carcere e poteri amministrativi di limitazione; è stata richiamata dai ricorrenti come fondamento del potere organizzativo dell'Amministrazione, ma la Corte ha chiesto concretezza nella dimostrazione degli oneri.

  • art. 14-bis Ord. pen.

    Prevede la sorveglianza particolare e misure volte alla tutela dell'incolumità personale; la Corte ha osservato che misure atte a limitare oggetti per motivi di pericolosità personale rientrano in strumenti diversi dal regime 41-bis e richiedono specifiche esigenze concrete.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in ordine ai motivi di impugnazione in Cassazione (violazione di legge, vizi di motivazione) e ai limiti del sindacato di legittimità.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in ordine ai limiti di enunciazione dei motivi nella memoria di cassazione (motivazione ex art. 173 disp. att.).

Massime di principio

  • Il regime dell'art. 41-bis ha come scopo principale l'isolamento delle possibilità di comunicazione con l'esterno e non la gestione della pericolosità fisica del detenuto; restrizioni devono essere giustificate in rapporto a tale finalità.
  • Le limitazioni amministrative (divieti su oggetti personali) devono essere sostenute da valutazioni concrete e contestualizzate (numero di richieste, risorse umane disponibili, oneri di controllo), non da ipotesi astratte o generiche.
  • Misure tecniche ragionevoli (es. sigilli, adesivi di sicurezza) e procedure di controllo mirate possono essere ritenute adeguate per consentire l'uso di dispositivi a fini ricreativi, se non producono oneri inesigibili per l'Amministrazione.
  • Il rischio che un oggetto sia utilizzato impropriamente (per offesa) non è di per sé sufficiente, nel contesto dell'art. 41-bis, a giustificare interdizioni generali: occorrono esigenze concrete attinenti alla finalità di prevenzione dei contatti con l'esterno o misure alternative (es. sorveglianza particolare) quando la preoccupazione è la pericolosità fisica.
  • In sede di cassazione avverso decisioni del tribunale di sorveglianza (reclamo giurisdizionale) il sindacato è limitato: non è possibile rinnovare ampi controlli di merito salvo violazioni di legge o mancanza/motivazione apparente.
  • Per opporre con successo il diniego all'uso o all'acquisto di oggetti occorre che l'Amministrazione documenti in modo preciso l'impatto organizzativo e la ragionevolezza della scelta (personale necessario, tempi di controllo, numero effettivo di richieste contemporanee).

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