Sentenza del 17/11/2021 n. 883 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
Processo tributario - atti impugnabili - avviso di pagamento - ammissibilità Finanza locale - TARI - area scoperta - nozione - "specchio d'acqua perormeggio" - riconducibilità Finanza locale - TARI - zone portuali - Autorità portuale - istituzione -attività di gestione dei rifiuti - competenza - potere impositivo del Comune -esclusione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione dell'avviso di pagamento TARI relativo all'anno 2017 per la parte riguardante lo "specchio acqueo" destinato a posti barca (circa 48.482 mq). La società contestava: (i) l'ammissibilità dell'avviso bonario davanti al giudice tributario; (ii) l'imposizione TARI sullo specchio acqueo sostenendo che la gestione dei rifiuti in porto rientra nelle competenze dell'Autorità portuale/Autorità marittima (quindi il Comune sarebbe privo di potere impositivo); (iii) carenza di motivazione e mancata delibera di assimilazione dei rifiuti prodotti dalle imbarcazioni. Il Comune sosteneva la legittimità dell'avviso basandosi su norme che riconducono la gestione dei rifiuti urbani all'ente comunale salvo istituzione dell'Autorità portuale, e deduceva che i rifiuti prodotti negli specchi d'acqua rientrano nella TARI.
La decisione
La CTR ha accolto l'appello del Comune e ha riformato la decisione di primo grado nella parte in cui quella aveva escluso la soggezione a TARI dello specchio acqueo destinato a posti barca. In particolare: (i) è stata confermata l'impugnabilità dell'avviso bonario come manifestazione di una compiuta e definita pretesa tributaria; (ii) lo "specchio acqueo" destinato a posti barca è qualificato come "area scoperta" ai fini della TARI e può essere assoggettato a tributo; (iii) la competenza impositiva comunale non risulta esclusa per il porto di Varazze perché non risulta istituita un'Autorità portuale che abbia assunto la gestione dei rifiuti; di conseguenza il Comune può legittimamente irrogare la TARI. Spese compensate.
Norme richiamate
D.Lgs. 546/1992 art. 19
L'elencazione degli atti impugnabili è in principio tassativa, ma la giurisprudenza (richiamata dalla CTR) ammette l'impugnazione di atti non espressamente elencati (es. avviso bonario) se contengono la manifestazione di una compiuta e definita pretesa tributaria.
D.P.R. 600/1973 art. 36-bis, comma 3 (avviso bonario)
L'avviso bonario può assumere natura di atto impugnabile se contiene una manifestazione compiuta della pretesa tributaria; la CTR ha ritenuto quindi ammissibile il ricorso contro l'avviso bonario impugnato.
D.Lgs. 507/1993 art. 62
La nozione di "aree scoperte" ai fini della tassa sui rifiuti non si limita alla terraferma ma comprende estensioni spaziali utilizzate da una comunità (anche specchi d'acqua per ormeggio); pertanto tali superfici possono rientrare nella base imponibile TARI.
L. 84/1994 art. 6, comma 1 (istituzione Autorità portuali)
L'istituzione dell'Autorità portuale attribuisce a quest'ultima, fra i vari compiti, la fornitura/controllo di servizi di interesse generale quali la pulizia e raccolta dei rifiuti in ambito portuale: ove l'Autorità portuale sia stata istituita e abbia assunto tale servizio, ciò esclude la competenza impositiva comunale in materia di rifiuti.
D.Lgs. 182/2003 (recepimento direttive sui rifiuti in ambito marittimo)
La normativa disciplina obblighi di conferimento dei rifiuti da parte delle imbarcazioni e prevede piani/ordinanze dell'Autorità marittima per la gestione, ma non impedisce l'applicazione della tassa comunale nei porti ove non sia stata istituita e resa operativa un'Autorità portuale che assuma la raccolta/trasporto fino alla discarica.
D.Lgs. 22/1997 art. 21, comma 8
Riconduce alla necessità di tenere presenti le disposizioni della L. 84/1994 (Autorità portuali) nella disciplina comunale delle competenze sui rifiuti; usata dalla CTR per ricostruire il quadro competenziale.
L. 147/2013 art. 1 commi 639 e ss.
Riferita dal Comune come base normativa per l'ipotesi di smaltimento in regime di privativa comunale; la CTR la considera nel contesto dell'assetto complessivo delle competenze, senza ritenere dominante una preclusione automatica alla tassazione comunale nel porto privo di Autorità portuale.
D.Lgs. 152/2006 art. 184, comma 2
Richiamata dalle parti in ordine alla tipologia dei rifiuti; la CTR non ha ritenuto decisiva l'argomentazione difensiva basata su questa norma nella misura in cui l'organizzazione del servizio e la competenza risultano decisive.
Massime di principio
- Un avviso bonario è impugnabile davanti al giudice tributario se contiene la manifestazione di una compiuta e definita pretesa tributaria: non va automaticamente escluso per la natura formale 'non impositiva'.
- La nozione di "aree scoperte" ai fini della tassa sui rifiuti comprende anche specchi d'acqua destinati ad ormeggio; tali superfici possono essere assoggettate a TARI quando siano concretamente utilizzate dalla comunità che produce rifiuti.
- La presenza o meno di un'Autorità portuale è fattore decisivo: se un'Autorità portuale è istituita e assume la gestione del servizio rifiuti in ambito portuale, la competenza comunale e il potere impositivo del Comune in quella zona vengono esclusi; se non è stata istituita, la competenza e la privativa comunale riemergono e il Comune può applicare la TARI.
- Per decidere se il Comune può imporre la TARI in area portuale è necessario valutare i fatti (es. esistenza dell'Autorità portuale, chi svolge concretamente il servizio di raccolta/trasporto fino alla discarica, piani/ordinanze della Capitaneria, regolamenti e piani di raccolta): la mera esistenza di norme sul conferimento da parte delle imbarcazioni non esclude automaticamente l'imposizione comunale se il servizio non è stato sostituito dall'Autorità competente.
- La mancanza di una delibera di assimilazione non è sempre decisiva se dagli atti (piani, ordinanze, regolamenti) emerge che il Comune esercita concretamente la raccolta/trasporto e considera i rifiuti portuali assimilabili agli urbani.
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