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Ordinanza

Ordinanza n. 964/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento n. prot. -OMISSIS-del Consolato generale d'Italia a Londra, con cui veniva rigettata l'istanza diretta ad ottenere il rilascio del visto di ingresso per motivi di studio, emesso e notificato in data 14.10.2025;

Giustizia amministrativa202515357

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto di ingresso per motivi di studio adottato dal Consolato generale d'Italia a Londra

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto di ingresso per motivi di studio, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il ricorso era stato erroneamente incardinato ai sensi dell'art. 117 c.p.a., quale azione avverso il silenzio-inadempimento, benché fosse diretto contro un formale provvedimento di diniego. L'Amministrazione ha contestato la domanda e ha evidenziato, tra l'altro, che l'istituto universitario aveva richiesto al ricorrente l'integrazione di un documento non prodotto, consistente nella dichiarazione di valore o nell'attestazione CIMEA. In sede cautelare il ricorrente non ha comprovato la sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile e non ha fornito elementi idonei a superare, in via sommaria, le motivazioni poste a fondamento del diniego.

La decisione

Il TAR ha preliminarmente rilevato l'erroneo utilizzo del rito previsto per il silenzio-inadempimento e ha disposto la conversione del rito in quello ordinario, anche ai fini del versamento del contributo unificato. La domanda cautelare è stata respinta perché mancava la prova del pregiudizio grave e irreparabile e perché, a una sommaria delibazione, non risultava adeguatamente integrato il fumus boni iuris: il diniego era sostenuto da motivazioni non adeguatamente confutate, tra cui la mancata produzione della dichiarazione di valore o dell'attestazione CIMEA richiesta dall'istituto universitario. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Il rito speciale per il silenzio-inadempimento non è applicabile quando l'Amministrazione abbia adottato un formale provvedimento di diniego; in tal caso il giudizio deve essere trattato con il rito ordinario.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare richiede la verifica dei presupposti cautelari, inclusi il fumus boni iuris e il periculum in mora, inteso come pregiudizio grave e irreparabile.

Massime di principio

  • Quando il ricorso è erroneamente proposto con il rito avverso il silenzio, ma dagli atti risulta impugnato un formale provvedimento amministrativo, il giudice deve convertire il rito in quello ordinario, anche ai fini della regolarizzazione del contributo unificato.
  • La sospensione cautelare di un diniego amministrativo non può essere concessa se il ricorrente non dimostra un pregiudizio grave e irreparabile.
  • In sede cautelare, il fumus boni iuris è escluso o comunque indebolito quando le motivazioni del provvedimento impugnato non siano adeguatamente confutate e risulti non prodotto un documento richiesto dall'istituzione interessata.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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