Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 2850/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento dei provvedimenti in appresso 1. ordinanza n. 113 del 4.7.2025, notificata in pari data, del Comune di Bacoli, di cessazione e chiusura attività sita in Bacoli alla via Lido Miliscola n. 39, con la quale, appunto, l’ente comunale ordina alla ricorrente “la cessazione e chiusura con immediata prosecuzione della attività di autorimessa pertinenziale svolta alla via Lido Miliscola n. 45”; 2. ordinanza di demolizione n. 112 del 3.7.2025, notificata in pari data, del Comune di Bacoli, con la quale si ingiunge alla ricorrente la demolizione delle opere abusive realizzate presso il fondo sito in via Lido Miliscola n. 39, individuato catastalmente al Foglio n. 16, P.lla 917, in Bacoli, di proprietà del Centro Ittico Campano SpA ed, in particolare, “… Realizzazione, su di un’area a Protezione, di un’opera edilizia consistente nell’allestimento di un’area adibita a parcheggio per autovetture mediante spianamento del terreno, compattazione del suolo e collocazione di elementi di delimitazione e sistemi automatici di accesso, in assenza del permesso di costruire per la modifica del carico urbanistico apportato all’area anche sottoposta a vincolo paesaggistico - ambientale (Parco/SIC), in quanto le attività sono realizzate in totale assenza di permesso edilizio per cambio di destinazione d’uso ed in assenza di procedura di Valutazione Di incidenza Ambientale …” con l’avvertimento che, in caso di mancata ottemperanza all’ingiunzione a demolire, sarà irrogata a carico della parte il pagamento della sanzione pecuniaria pari ad € 20.000,00 prevista dal comma 4/bis dell’art. 31 del D.P.R. 380/01 nonché le opere realizzate e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti disposizioni urbanistiche, saranno di diritto acquisite gratuitamente al patrimonio del Comune di Bacoli con l’adozione di ulteriori provvedimenti previsti dall’art. 31 DPR 380/01; 3. ogni altro atto connesso, preordinato, conseguente e comunque collegato.

Giustizia amministrativa202503601

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., rilevando che la ricorrente, in prossimità dell’udienza di trattazione, aveva depositato un atto con cui dichiarava la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio. Il giudice non ha esaminato la legittimità delle ordinanze impugnate né i motivi di ricorso. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.

TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di cessazione e chiusura dell’attività e ordinanza di demolizione di opere realizzate per un’area adibita a parcheggio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale n. 113 del 4 luglio 2025, recante cessazione e chiusura dell’attività sita in Bacoli, nonché l’ordinanza di demolizione n. 112 del 3 luglio 2025, relativa a opere realizzate su un’area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale e ricadente in area Parco/SIC. Le opere erano descritte come spianamento e compattazione del terreno, collocazione di elementi di delimitazione e sistemi automatici di accesso, destinati alla realizzazione di un parcheggio per autovetture, in assenza di permesso di costruire, per modifica della destinazione d’uso e del carico urbanistico, nonché in assenza di procedura di valutazione di incidenza ambientale. Il testo della sentenza non espone i motivi di illegittimità dedotti, poiché l’esame del merito è stato precluso dalla sopravvenuta carenza di interesse dichiarata dalla ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio determina la declaratoria di improcedibilità del ricorso.

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    L’ordinanza di demolizione richiamava la sanzione pecuniaria prevista in caso di mancata ottemperanza, ma la sentenza non ne esamina l’applicazione.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L’ordinanza impugnata richiamava l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere e dell’area in caso di mancata demolizione; la sentenza non esamina la legittimità di tali statuizioni.

Massime di principio

  • La sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio, dichiarata dalla parte ricorrente prima della trattazione, preclude l’esame del merito e comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAree protette, fauna e floraEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaAmbienteProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.